Dallo Stato-città antico al moderno Stato-nazione

Autore:Francesco Paolo Casavola
Pagine:59-65
RIEPILOGO

1. Corte costituzionale e giurisdizioni sovranazionali - 2. Universalità dei diritti umani e sovranità degli stati - 3. Corte costituzionale italiana e Corte europea di Strasburgo - 4. Diritto comunitario e ordinamento italiano - 5. Corte di giustizia, Corte costituzionale e giudici comuni - 6. Conclusioni

 
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@1. Corte costituzionale e giurisdizioni sovranazionali

Il tema appartiene tutto al mondo contemporaneo. È dalla metà del Novecento che cominciano a convivere Corti internazionali o sovranazionali e Corti costituzionali nazionali.

Il mondo antico ebbe viva coscienza che il diritto applicato presso ogni popolo, parte è il prodotto storico di ciascuno Stato, parte proviene da quel diritto universale, detto ius gentium che la ragione naturale ha ispirato a tutte le comunità umane giunte allo stesso livello di civilizzazione. La mobilità delle persone da paese a paese, dunque da Stato a Stato, poneva il problema non solo della loro tutela, ma anche della garanzia dei loro rapporti di commercio. roma istituì un collega del pretore giusdicente, per gli stranieri e per le relazioni loro con i cittadini, il pretore peregrino, che concedeva azioni di buona fede per i contratti consensuali del ius gentium. ma era inconcepibile che potesse aversi una giurisdizione al di fuori o al di sopra degli Stati.

Quando il modello dello Stato-città, la polis dei Greci, la civitas dei romani, scomparve, sostituito da quello dei grandi Stati territoriali, ancor più si consolidò il principio dell’isolamento della statualità nel perimetro dello spazio su cui si esercitava il potere del sovrano. riscoperto in Europa, nell’ Xi secolo, il diritto romano e riconosciuto nelle Università come proprio di una civiltà giuridica superiore e dun-que accolto e applicato accanto e al di sopra delle consuetudini locali e delle ordinanze dei singoli sovrani, come un diritto comune europeo, non ne nacque problema per la sovranità degli Stati. il diritto comune europeo non aveva una fonte politica, ma scientifica. E i dottori, con la massa sconfinata delle loro interpretazioni ne alimentavano la diffusione e infine la confusione.

Solo allora gli Stati ebbero bisogno di consolidazioni e di codificazioni nazionali. Federico di Prussia con il suo codice del 1750, Napoleone con il suo del 1804 e poi via via tutti gli altri Stati europei incapsulano nella sovranità il proprio diritto codificato. La più tardiva in questo processo fu la Germania, quando si dette, dopo una laboriosa gestazione pluridecennale e un conflitto di idee tra la tradizione di un diritto scientifico e la innovazione di una codificazione legislativa, il BGB (Buergeliches Page 60 Gesetz-Buck). La entrata in vigore di questo codice civile il 1° gennaio del 1900 fu salutata dalla Juristen Zeitung con il motto “Un popolo, uno Stato, un Diritto”.

La identità di Stato e Diritto era ora plenaria. ma perché si comprenda la sostanza storica di questo approdo formale, occorre dare risalto al primo termine del trinomio: il Popolo. Si tratta infatti del compimento della formazione dello Stato nazionale, superate le fasi dello Stato patrimoniale e puramente territoriale. Con il popolo, con l’unità della stirpe, della lingua, della cultura nasce la Nazione (Una d’armi, di lingua, d’altare/di memorie, di sangue, di cor aveva scritto manzoni nell’ode “Marzo 1821”). La sovranità del monarca si trasla in quella della Nazione e per essa nella Legge, che è il comando della volontà generale. il legislatore onnipotente è il passo ulteriore della civiltà liberale dopo quello iniziale dello Stato di diritto, con la reciproca indipendenza dei tre poteri, governativo parlamentare giudiziario. ma è anche l’ultimo. Dallo Stato-nazione i partiti nazionalisti fanno nascere lo Stato totalitario. La tragedia delle due guerre europee, dilagate in tutto il pianeta e divenute mondiali, nella prima metà del Novecento, con il prezzo di molte decine di milioni di vittime, libera dal dominio assoluto e impenetrabile della sovranità degli Stati non solo popoli, ma anche persone.

@2. Universalità dei diritti umani e sovranità degli stati

Per porre le basi di un nuovo ordine mondiale non bastava la Carta di San Francisco del 1945, che dava vita alla organizzazione delle Nazioni Unite. Già nell’intervallo tra il primo e secondo conflitto...

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