Dispositivo nº 118 da C.G.A.R. Sicilia, 18 Luglio 2006

Date18 Luglio 2006
IssuerConsiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, ha pronunziato la seguente

D E C I S I O N E

sui ricorsi in appello nn. 700/2005 e 701/2005, proposti dal

COMUNE DI PATERNO',

in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Gaetano Tafuri ed elettivamente domiciliato in Palermo, via D. Trentacoste, 89, presso lo studio dell'avv. P. Allotta;

c o n t r o

SALAMONE MICHELANGELO, rappresentato e difeso dall'avv. Antonino Galasso, ed elettivamente domiciliato in Palermo, via La Farina, 14, presso lo studio dell'avv. Sergio Pampalone;

e nei confronti di

COOPERATIVA EDILIZIA ARES a r.l., COPERATIVA EDILIZIA ALICE a r.l. e IMPRESA EDILCEDRO s.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituite in giudizio;

per l'annullamento

delle sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione staccata di Catania - Sezione terza - nn. 489/05 e 490 /05, entrambe del 24 marzo 2005;

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio in entrambi i ricorsi di Salamone Michelangelo;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore alla pubblica udienza del 24 novembre 2005 il consigliere Raffaele Maria De Lipsis, e uditi altresì l'avv. L. Tafuri, su delega dell'avv. G. Tafuri, per il Comune di Paternò e l'avv. A Galasso per Salamone Michelangelo;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue

F A T T O

Con un primo ricorso proposto innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia il sig. Michelangelo Salamone impugnava l'ordinanza dirigenziale n. 15 del 19 marzo 1999, con la quale era stata disposta l'espropriazione definitiva di un terreno di sua proprietà e l'ordinanza dirigenziale n. 16 del 14 aprile 1999, con la quale gli era stato ordinato di sgombrare il terreno dei materiali ivi presenti.

Con un secondo ricorso presentato innanzi allo stesso TAR il sig. Salamone impugnava anche l'ordinanza sindacale n. 49 del 16 aprile 1999, di ratifica dell'ordinanza dirigenziale n. 15/1999 e di conferma dell'espropriazione.

In entrambi i ricorsi l'interessato chiedeva, altresì, la reintegrazione in forma specifica e/o per equivalente ai sensi dell'art. 35 del dec. leg.vo 31 marzo 1998, n. 80, relativamente alla perdita della proprietà del terreno, nella parte in cui il medesimo era stato irreversibilmente trasformato.

Esponeva il ricorrente di essere proprietario di un terreno, dell'estensione di 3500 mq., adibito a deposito di materiali, ricadente nel P.E.E.P. del citato Comune, approvato con D.A. 16 febbraio 1976, n. 47.

I due gravami erano affidati ad identici motivi.

Tra le varie censure dedotte l'adito TAR, Sezione staccata di Catania - Sez. III - con una prima decisione, la n. 4890/05 del 24 marzo 2005, accoglieva quella...

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