Tribunale Penale di Taranto uff. gip, ord. 29 giugno 2015

Pagine:993-1000
 
ESTRATTO GRATUITO
993
giur
Rivista penale 11/2015
MERITO
4) Trattamento sanzionatorio ed altro.
La strumentalità delle condotte di resistenza, lesioni
e danneggiamento, rispetto alla necessità di evitare la re-
sponsabilità in ordine al reato di ricettazione consente di
individuare il vincolo dell’unitario disegno criminoso (art.
81 c.p.) fra tutti i reati per i quali viene affermata la re-
sponsabilità penale dell’imputato.
In ragione della pena edittale astratta, reato più grave
viene considerato quello di ricettazione, e per la negativa
personalità dell’imputato, emersa dai gravi comportamen-
ti di cui sopra, la pena base viene fissata in quella di anni
tre di reclusione ed euro tremila di multa.
Ma in effetti, la gravità in concreto delle condotte per
le quali si procede è molto maggiore per quanto riguarda
i reati satelliti, soprattutto di resistenza oltre che di lesio-
ni e danneggiamento, avendo la condotta di resistenza e
quella di lesioni posto gravemente in pericolo l’incolumità
personale e la stessa vita degli operatori.
Per questo l’aumento per i reati satelliti viene effettua-
to fino ad arrivare alla pena di anni sei di reclusione ed
euro seimila di multa.
Per effetto della diminuente del rito la pena finale vie-
ne quindi fissata in quella di anni quattro di reclusione ed
euro quattromila di multa.
All’affermazione di responsabilità penale consegue
altresì la condanna alle spese processuali, oltre che (in
ragione della pena principale applicata) alla pena acces-
soria dell’interdizione dai pubblici uffici per anni cinque.
I fatti di cui sopra hanno chiaramente dimostrato una
elevata pericolosità sociale dell’imputato, il quale ha gra-
vemente attentato all’incolumità personale degli operato-
ri, pur di sottrarsi alle sue responsabilità.
Per questo ne viene disposta l’espulsione dal territorio
nazionale, una volta scontata la pena.
Si deve altresì provvedere come in dispositivo sui re-
perti ivi nominati (del denaro non si conosce l’origine; non
si ravvisano residue esigenze probatorie).
Gli altri reperti, dei quali non si conosce con certezza
il titolo di proprietà, avranno la destinazione di cui al di-
spositivo. (Omissis)
TRIBUNALE PENALE DI TARANTO
UFF. GIP, ORD. 29 GIUGNO 2015
EST. ROSATI – IMP. X ED ALTRI
Rimozione od omissione dolosa di cautele con-
tro infortuni sul lavoro y Delitto ex art. 437 c.p. y
Configurabilità y Sequestro preventivo della strut-
tura y Convalida y Fattispecie relativa alla morte di
operaio avvenuta per l’omessa installazione di pro-
tezioni ai macchinari in uso in altoforno dell’Ilva
di Taranto.
. Per la configurabilità del delitto ex art. 437 c.p. occor-
re che la rimozione od omissione di cautele abbia posto
in pericolo la pubblica incolumità, nel senso che nell’e-
sercizio dell’impresa non siano state adottate quelle
misure, quali dispositivi di protezione ad personam, o
macchinari tecnologicamente avanzati che, secondo la
particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica pos-
sono ritenersi idonei a garantire l’integrità fisica e la
personalità morale dei prestatori di lavoro. Pertanto,
qualora si protragga la consumazione del reato predet-
to e permanga il rischio di eventi lesivi dell’incolumità
delle persone, è legittima la convalida del sequestro
preventivo, disposto dal P.M., dell’impianto non rispon-
dente ai requisiti posti dalla normativa antinfortuni-
stica. (Fattispecie relativa a morte di operaio avvenu-
ta sul luogo di lavoro - impianto Ilva di Taranto - per
omissione di installazione di protezioni dette “cover”
ai macchinari in uso presso un altoforno) (c.p. art. 437;
c.p. art. 589; c.c. art. 2087) (1)
(1) Sulla responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio del
lavoratore si veda Cass. pen., sez. IV, 28 novembre 2014, n. 49670,
in questa Rivista 2015, 597; inoltre sugli obblighi che deve adottare
lo stesso nell’esercizio dell’impresa per la tutela della sicurezza sul
luogo di lavoro si veda Cass. pen., sez. IV, 24 giugno 2000, n. 7402, ivi
2001, 95. In merito al possibile concorso tra il reato ex art. 437 c.p.
e le norme contravvenzionali speciali statuisce Cass. pen., sez. I, 14
gennaio 1999, n. 350, ivi 1999, 165. Sul concetto di “pericolo per la
pubblica incolumità” utili ragguagli si ritrovano in Cass. pen., sez.
IV, 22 marzo 1984, n. 2699, in Ius&Lex dvd n. 2/2015 ed. La Tribuna.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Del rapporto tra la cosa sequestrata ed i reati. – L’im-
pianto in sequestro rappresenta indiscutibilmente corpo
dei reati sì come ipotizzati dal P.M. e, comunque, cosa agli
stessi pertinente.
In particolare, esso costituisce corpo del reato di cui al
capo B), in quanto dispositivo che ha prodotto l’agente fi-
sico da cui è scaturito il decesso del Y, e dunque “cosa me-
diante la quale il reato è stato commesso”, ai sensi dell’art.
253, comma 2, c.p.p.
E, con altrettanta sicurezza, può essere ritenuto, quan-
to meno, cosa pertinente al reato sub A): tale nozione, in-
fatti, “comprende non solo le cose sulle quali o a mezzo
delle quali il reato fu commesso o che ne costituiscono
il prezzo, il prodotto o il profitto, ma anche quelle legate
solo indirettamente alla fattispecie criminosa”, con esclu-
sione soltanto di quelle occasionalmente legate all’illecito
penale (in tal senso, tra le più recenti, Cass. pen., sez. V,
sent. n. 26444 del 28 maggio 2014).
2. Del c.d. “fumus commissi delicti”. – Esso rappresen-
ta, ovviamente, il primo presupposto legittimamente il se-
questro del corpo o delle cose a questo pertinenti.
2.1. In generale. In cosa consista, lo hanno spiegato le
Sezioni Unte della Corte di cassazione, che hanno limitato
l’ambito di cognizione del giudice, sul punto, alla verifica
della “compatibilità tra la fattispecie concreta e quella le-
gale”, precludendogli, invece, ogni valutazione riguardo alla
sussistenza degli indizi di colpevolezza ed alla gravità degli
stessi (sent. 4 maggio 2000, n. 7, ric. Mariano, in Cass. pen.,
2000, 9, p. 2225). Analogamente, peraltro, sebbene con ri-
ferimento specifico al sequestro probatorio, ma comunque
con una proposizione per intero estensibile anche a quello

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA