Tribunale Civile Di Milano Sez. XIII, 17 Marzo 2017, N. 3222

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giur
MERITO
Arch. loc. cond. e imm. 4/2017
lazione a favore dei coeredi giacché, nell’anzidetta ipotesi,
la comunione residuale sui beni ereditari si trasforma in
comunione ordinaria, con la conseguente inapplicabili-
tà dell’art. 732 c.c., soltanto quando siano state compiute
operazioni divisionali dirette ad eliminare la maggior parte
delle varie componenti dell’asse ereditario indiviso al mo-
mento dell’apertura della successione (Cass. civ., sez. II, 12
ottobre 2007, n. 21491; Cass. civ., sez. II, 6 maggio 2005, n.
9522; Cass. civ., sez. II, Sent. 13 settembre 2004, n. 18351).
Il semplice fatto che Di.Ig. abbia ceduto tutti i 3/4,
non consente quindi di ritenere superata la presunzione
di cessione della quota ereditaria, anzi, interpretato in
chiave opposta, può anche significare che il cedente ab-
bia inteso rinunciare ad ogni sua spettanza sulle restanti
quote proprio con l’intento di privarsi della quota eredita-
ria della moglie deceduta (Cass. civ., 9744/2010).
Anche il fatto che nell’atto di trasferimento del 5 feb-
braio 2001 (doc. 1 fase, primo grado) è dichiarata la prove-
nienza dei beni oggetto della compravendita con richiamo
testuale alla successione di Di.El., nella quale non vi erano
altri beni, rafforza la presunzione, come confermato an-
che dalla Corte di legittimità laddove si esclude la prova
contraria quando nell’atto di trasferimento sia contenu-
to esplicito richiamo alla provenienza successoria (Cass.
civ., sez. II, 28 ottobre 2010, n. 2086).
Ne consegue la piena operatività del diritto di prelazio-
ne di cui all’art. 732 c.c. e legittimità del retratto successo-
rio posto in essere dall’appellante in ordine alla cessione
in data 5 febbraio 2001 a Co.An. della nuda proprietà della
quota ereditaria pari ad 1/4 dell’immobile sito in Pizzoli
(AQ), via (…) e pagamento della somma di euro 7.405,
maggiorata degli interessi legali dalla domanda.
Le spese seguono la soccombenza. (Omissis)
TRIBUNALE CIVILE DI MILANO
SEZ. XIII, 17 MARZO 2017, N. 3222
EST. PISANI – RIC. X C. Y
Innovazioni y Decoro architettonico y Violazione y
Tutela ex art. 1120 c.c. y Ratio y Accertamento da
parte del giudice y Criteri y Valutazioni y Fattispecie
in tema di zanzariera collocata in corrispondenza
di terrazzino.
. In tema di condominio degli edifici, la tutela del deco-
ro architettonico di cui all’art. 1120, secondo comma,
c.c. è stata disciplinata in considerazione della apprez-
zabile alterazione delle linee e delle strutture fonda-
mentali dell’edificio, od anche di sue singole parti o
elementi dotati di sostanziale autonomia, e della con-
sequenziale diminuzione del valore dell’intero edificio
e, quindi, anche di ciascuna delle unità immobiliari
che lo compongono. Ne consegue che il giudice, per un
verso, deve adottare, caso per caso, criteri di maggiore
o minore rigore in considerazione delle caratteristiche
del singolo edificio e/o della parte di esso interessata,
accertando anche se esso avesse originariamente ed in
qual misura un’unitarietà di linee e di stile, suscettibile
di significativa alterazione in rapporto all’innovazione
dedotta in giudizio, nonché se su di essa avessero o
meno già inciso, menomandola, precedenti innovazio-
ni. Per altro verso, deve accertare che l’alterazione sia
appariscente e di non trascurabile entità e tale da pro-
vocare un pregiudizio estetico dell’insieme suscettibile
d’un apprezzabile valutazione economica, mentre det-
ta alterazione può affermare senza necessità di siffatta
specifica indagine solo ove abbia riscontrato un danno
estetico di rilevanza tale, per entità e/o natura, che
quello economico possa ritenervisi insito.(Fattispecie
nella quale il giudicante, sulla scorta dei riferiti prin-
cipi, ha ritenuto che l’apposizione di zanzariere con
relativi supporti collocati in corrispondenza di un ter-
razzino di proprietà esclusiva non alterasse la facciata
condominiale). (c.c., art. 1220) (1)
(1) Si rinvia alla conforme Cass. civ. 27 ottobre 2003, n. 16098, in
questa Rivista 2004, 166, con nota di MAURIZIO DE TILLA.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Per quanto riguarda domande, eccezioni e richieste
conclusive delle parti, si rinvia agli atti processuali delle
medesime ed ai verbali delle udienze, attesa la modifi-
cazione dell’articolo 132 n. 4 c.p.c. ad opera della legge
69/2009, che esclude una lunga e particolareggiata espo-
sizione di tutte le vicende processuali anteriori alla de-
cisione. Incardinato ritualmente il giudizio e costituitasi
la convenuta, all’esito della prima udienza di trattazione
venivano assegnati alle parti i termini di cui all’articolo
183 VI comma c.p.c.; depositate le stesse, all’esito della
successiva udienza, ritenuta la causa compiutamente
istruita e matura per la decisione, veniva rinviata per la
precisazione delle conclusioni all’udienza del 18 novem-
bre 2016. In tale udienza le parti hanno precisato le con-
clusioni come da verbale in atti e la causa è stata rinviata
alla odierna con termine per note illustrative e conclusio-
nali; depositate le stesse nelle more, all’esito della odierna
udienza, la causa è stata decisa con lettura, in udienza,
del dispositivo e di sintetica motivazione, ai sensi dell’art.
281 sexies c.p.c..
MOTIVI DELLA DECISIONE
1) - La presente controversia prende le mosse dalla
domanda formulata dal Condominio attore di condanna
della condomina convenuta alla riduzione in pristino
dell’aspetto della facciata condominiale sul presupposto
della sua alterazione a seguito della apposizione di zanza-
riere con relativi supporti collocati in corrispondenza del
terrazzino di proprietà esclusiva della stessa convenuta.
Si costituiva la convenuta che si opponeva alle domande
attoree, chiedendone il rigetto e per l’effetto, di autoriz-
zarla al mantenimento della zanzariera perché non lesiva
dello stile architettonico del condominio medesimo. La
domanda attorea non è fondata e va rigettata per i motivi
di seguito evidenziati Osserva questo Giudice che, dall’e-
same degli atti di causa e dalla documentazione anche

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