Targhe di immatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi (artt. 100-102)

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Rassegna
di giurisprudenza
Targhe di immatricolazione
degli autoveicoli, dei motoveicoli
e dei rimorchi (artt. 100-102)
SOMMARIO
1. Natura e funzione della targa. 2. Targa di prova e prov-
visoria. 3. Targa del rimorchio. 4. Targa falsificata - Targa
vecchia. 5. Produzione, distribuzione, restituzione e ritiro
delle targhe 6. Smarrimento, sottrazione, deterioramento e
distruzione di targa.
1. Natura e funzione della targa
n La targa automobilistica è una certificazione amministrativa
ai sensi dell’art. 477 c.p., trattandosi di un documento meramen-
te dichiarativo, in cui il pubblico registro automobilistico atte-
sta quanto risulta da un pubblico atto preesistente. * Cass. pen.,
sez. II, 30 gennaio 1988, n. 1156 (ud. 3 giugno 19871400), F. ed
altro, in questa Rivista 1988, 733.
2. Targa di prova e provvisoria
n Integra il reato di falsità materiale commessa dal privato in
certificati o autorizzazioni amministrative (artt. 477 e 482 cod.
pen), la condotta di colui che modifica la targa della propria au-
tovettura , atteso che le ipotesi previste dall’art. 100 del C.d.S. ai
commi 12 e 14 si distinguono tra loro in quanto la prima dispo-
sizione sanzione in via amministrativa l’atto di circolazione con
veicolo munito di targa non propria o contraffatta, laddove non
sia contestata all’agente la contraffazione, mentre la seconda
sanziona la contraffazione da parte dell’agente della targa quale
certificazione amministrativa dei dati di immatricolazione del
veicolo. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi
la sentenza che aveva ravvisato il reato indicato nella condotta
consistita nella modifica del numero della targa di una autovet-
tura mediante l’apposizione di strisce di nastro adesivo al fine
di evitare che il numero originale potesse essere rilevato dagli
apparecchi automatici per il controllo di velocità, realizzando
così una durevole, anche se non definitiva, falsa realtà docu-
mentale). * Cass. pen., sez. V, 18 giugno 2015, n. 25766 (ud. 7
aprile 2015), Z., in questa Rivista n. 12/2015. [RV264006]
n L’uso di un veicolo motoveicolo privo di targa di prova o prov-
visoria integra il reato previsto e punito dall’art. 66 comma sesto
ed ottavo c.s., di cui risponde non soltanto il proprietario che
lasci circolare il veicolo non immatricolato privo di targa, ma an-
che chiunque circoli alla guida dello stesso. * Cass. pen., sez. IV,
21 novembre 1992, n. 11215 (ud. 22 ottobre 1992), P.M. in proc. C.
n Lo spostamento di un veicolo su strada di uso pubblico, od
area ad essa equiparabile, ancorché effettuato per un breve trat-
to e ad opera del concessionario per la vendita al fine di raggiun-
gere un luogo di esposizione, integra circolazione, ma non com-
porta, per il solo fatto del mancato rilascio della prescritta carta
di circolazione e della mancata esposizione di targa di prova,
la configurabilità dell’infrazione di cui all’art. 58 nono comma
del c.s., con la conseguenziale applicabilità della confisca di cui
all’art. 21 terzo comma della L. 24 novembre 1981, n. 689, atte-
so che, se detto concessionario sia autorizzato alla circolazione
allo scopo di prova tecnica (o di dimostrazione per la vendita),
la ricorrenza di detta infrazione postula che la circolazione av-
venga non a scopo di prova, senza la targa di prova e la relativa
autorizzazione, ed altresì senza la presenza del titolare dell’au-
torizzazione o di un suo dipendente, mentre, ove difetti solo una
od alcune di tali circostanze, si rientra nelle diverse violazioni
contemplate dagli artt. 63 e 66 del citato codice stradale. * Cass.
civ., sez. I, 11 aprile 1991, n. 3816, C. c. Prefettura di Imperia.
n La sanzione prevista dall’art. 32 della L. 24 dicembre 1969 n. 990,
a carico di chi pone in circolazione un veicolo sfornito della garan-
zia assicurativa, non è applicabile nel caso di veicolo la cui circo-
lazione avvenga al di fuori delle modalità previste nel contratto
assicurativo (nella specie, con riguardo a contratto di assicurazio-
ne provvisoria per la circolazione in prova, a norma dell’art. 17 del
D.P.R. 24 novembre 1970 n. 973, la targa di prova, a bordo dell’au-
tovettura, non era stata esposta), atteso che rimane pur sempre
operante la copertura assicurativa nei confronti dei terzi danneg-
giati, ai sensi dell’art. 18 della legge n. 990 del 1969. * Cass. civ., sez.
I, 16 novembre 1990, n. 11098, A.Vi.Ba. Soc. c. Prefettura PA.
n La circolazione di veicolo privo di targa è di per sé sufficiente
ad evidenziare la ricorrenza dell’infrazione di cui all’art. 58 c.s., per
mancata immatricolazione del veicolo stesso, e, quindi, a giustifi-
care l’applicazione della relativa pena pecuniaria, nonché la con-
fisca prevista dall’art. 21, terzo comma della L. 24 novembre 1981,
n. 689, mentre spetta al proprietario, che si opponga sostenendo di
essere in possesso di detta targa (nella specie, targa di prova) e di
aver soltanto omesso di esporla, di fornire la prova al riguardo. *
Cass. civ., sez. I, 29 gennaio 1990, n. 554, Prefettura Mi. c. S.
3. Targa del rimorchio
n In tema di circolazione stradale, il traino di un rimorchio privo
del prescritto duplicato della targa del veicolo trainante, già puni-
to come illecito penale ai sensi del terzo ed ottavo comma dell’art.
66 c.s. previgente, integra ora, giusto il disposto dei commi quarto
ed undicesimo dell’art. 100 nuovo c.s. un mero illecito ammini-
strativo. Ne consegue che nei procedimenti in corso per i reati
di cui al citato ottavo comma dell’art. 66 del previgente codice
deve trovare applicazione il disposto del secondo comma dell’art.
2 c.p., mentre gli atti vanno trasmessi all’autorità amministrativa.
Né a diversa conclusione inducono le norme transitorie recate
dal nuovo codice, atteso che l’art. 235, D.L.vo n. 285 del 1992
relativo alle norme del titolo terzo, si limita a fissare al settimo
comma il termine iniziale di applicabilità del nuovo regime detta-
to in genere in materia di targhe, senza alcun cenno alle violazioni
anteriormente commesse e, quindi, senza limitare l’applicabilità
del principio di cui al ricordato secondo comma dell’art. 2 c.p. *
Cass. pen., sez. IV, 20 ottobre 1993, n. 9523 (ud. 12 luglio 1993), E.
n Poiché le norme del codice della strada, in base al generale
richiamo recettizio di cui all’art. 1, devono ritenersi integrate
dai provvedimenti emanati in applicazione di esse, commette il
reato di cui all’art. 66, terzo e ottavo comma, D.P.R. 15 giugno
Arch. giur. circ. ass. e resp. 12/2018

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