Nuovi sviluppi nell'armonizzazione delle garanzie processuali: il diritto all'informazione nei procedimenti penali

Autore:Valentina Bazzocchi
Pagine:217-227
 
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VALENTINA BAZZOCCHI
NUOVI SVILUPPI NELL’ARMONIZZAZIONE
DELLE GARANZIE PROCESSUALI:
IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
NEI PROCEDIMENTI PENALI
1. Premessa
La nuova attenzione verso l’armonizzazione delle garanzie processuali mo-
strata di recente dalle istituzioni dell’Unione europea può essere ricondotta alla
volontà sancita nel “Programma di Stoccolma” per il quinquennio 2009-2014, e
poi ribadita nella riforma di Lisbona dei Trattati, di ricostituire un equilibrio tra
le tre dimensioni che contraddistinguono lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia
e di riconoscere l’importanza dei diritti della persona nei procedimenti penali
quale valore fondante dell’Unione. Lo sbilanciamento a favore dell’aspetto secu-
ritario che ha caratterizzato l’ultimo decennio non poteva infatti più essere tolle-
rato, data l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e l’attribuzione di valore
giuridico vincolante alla Carta dei diritti fondamentali. La posizione ancillare
che avevano assunto fino ad allora i diritti fondamentali nell’ambito della coope-
razione giudiziaria penale all’interno dell’Unione europea si poneva infatti in
contrasto con la “costituzionalizzazione” della Carta dei diritti.
A partire dal 2009 i diritti processuali sembrano assumere quindi finalmente
la veste di un vero e proprio obiettivo da raggiungere nello sviluppo delle politi-
che in materia di giustizia.
Per anni le difficoltà legate alle diverse tradizioni giuridico-culturali e alle carat-
teristiche istituzionali e decisionali tipiche del terzo pilastro avevano ostacolato l’a-
dozione di un atto sull’armonizzazione delle garanzie processuali, che rappresenta
uno strumento indispensabile per la realizzazione di uno spazio giudiziario europeo,
volto non solo a creare le basi per una più profonda fiducia reciproca tra le autorità
competenti, ma anche a ridurre le differenze di trattamento del reo e ad infondere nei
cittadini europei un comune sentimento di giustizia, contribuendo allo sviluppo di
un’identità comune. Se infatti la riforma di Lisbona ha riconosciuto al principio del
mutuo riconoscimento il ruolo di pietra angolare della cooperazione giudiziaria, è
altrettanto vero che per essere più efficace, tale strumento deve essere affiancato
dall’armonizzazione, anche al fine di evitare un ribasso degli standards1. L’applica-
1 Secondo A. VITORINO, Vers un Traité unique pour la mise en place de l’espace de liberté,

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