La strutturazione informatica degli atti del processo telematico

Autore:Francesco Celentano/Michele Iaselli
Carica:Avvocato/Funzionario del Ministero Difesa
Pagine:237-247
RIEPILOGO

1. DTD: principali caratteristiche. 2. L'implementazione del DTD nel processo telematico: obiettivi e vantaggi. 3. I sistemi per la produzione automatica dei documenti. 3.1. Nuove prospettive del Semantic web in ambito giuridico.

 
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Francesco Celentano Avvocato, Professore a contratto di Informatica, Universit G. Fortunato di Benevento

Michele Iaselli Funzionario del Ministero Difesa, gi Docente in materia di Legislazione New Economy, Universit di Ferrara.

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@1. DTD: principali caratteristiche

DTD è la sigla di Document Type Definition che identifica uno dei vari linguaggi utilizzabili per la definizione di schema nell'ambito delle specifiche di marcatura di documenti XML e SGML. Il formalismo DTD consente quindi la dichiarazione di tipi di documenti, codificati in XML o SGML, intesi come un insieme di uno o più elementi, ognuno dei quali composto da altri elementi1. Attraverso una definizione DTD, di ogni elemento è possibile dichiarare il nome e la cardinalità. In questo modo il linguaggio DTD può essere utilizzato per fornire la "grammatica per una classe di documenti" cioè le specifiche formali da utilizzare nella composizione di documenti. Oltre a denotare il formalismo, nel linguaggio comune, la sigla DTD indica anche il file contenente le specifiche di un tipo di documento conforme appunto al linguaggio DTD.

La sintassi del linguaggio consente, oltre che di identificare i segmenti di testo, di distinguerli in base alla natura o alla funzione; ad es., se sono stringhe di testo fisse o variabili riferite a dati che l'utente deve immettere oppure se sono parti opzionali o necessarie. Consente, inoltre, di stabilire l'ordine logico delle parti e di definire eventuali vincoli o incompatibilità fra segmenti2.

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Tale metodologia, propria dei sistemi per la redazione assistita3, si fonda sulla distinzione fra "tipi o classi di documenti e documenti-istanza", ed in parallelo, fra il modello di documento, che è un "metadocumento" e il "documento finale". Nel primo v'è conoscenza su come il documento deve essere, nel secondo su come effettivamente è4.

Il DTD in particolare:

- definisce gli elementi leciti all'interno del documento. Non si possono usare altri elementi se non quelli definiti. Una specie di "vocabolario" per i file che lo useranno;

- definisce la struttura di ogni elemento. La struttura indica cosa può contenere ciascun elemento, l'ordine, la quantità di elementi che possono comparire e se sono opzionali o obbligatori. Una specie di "grammatica";

- dichiara una serie di attributi per ogni elemento e che valori possono o devono assumere questi attributi;

- fornisce infine alcuni meccanismi per semplificare la gestione del documento, come la possibilità di dichiarare entità e la possibilità di importare parti di altri DTD.

In considerazione di questi aspetti particolarmente interessanti e specifici del linguaggio XML, l'AIPA con la circolare n. 40 del 22 aprile 2002 che fornisce dei suggerimenti alle amministrazioni pubbliche in merito alle regole da rispettare nell'esercizio dell'attività di drafting5, ha consigliato l'utilizzo di tale linguaggio, al fine di consentire l'accessibilità telematica alle norme risolvendo tutti i problemi di carattere giuridico e tecnologico.

Lo stesso XML è un metalinguaggio in quanto serve anch'esso a definire altri linguaggi o applicazioni. Un tool per leggere un documento XML consta di due parti: il Parser esegue il controllo sintattico e gestisce gli errori formali, il Processor utilizza un altro file in cui è definita la formattazione dei vari tag per visualizzare il documento.

Da questa dinamica si evince come la separazione fra struttura e rappresentazione, che è uno degli aspetti chiave della buona costruzione diPage 239 un documento, sia garantita attraverso la separazione fisica dei dati che governano i due aspetti e la separazione6 dei linguaggi.

Indubbiamente un linguaggio come l'XML non è facile, perché una valida e corretta applicazione di un metalinguaggio presume superati tutta una serie di problemi quali l'individuazione delle informazioni oggetto del metalinguaggio, la creazione di uno standard che permetta di processare un determinato metalinguaggio, la complessa attività ermeneutica che è alla base di un metalinguaggio.

Lo scopo di un DTD, quindi, è quello di definire le componenti ammesse nella costruzione di un documento XML. Il termine non è utilizzato soltanto per i documenti XML ma anche per tutti i documenti derivati dall'SGML (di cui peraltro XML vuole essere una semplificazione che ne mantiene la potenza riducendone la complessità) tra cui famosissimo è l'HTML.

In SGML, un DTD è necessario per la validazione del documento. Anche in XML, un documento è valido se presenta un DTD ed è possibile validarlo usando il DTD. Tuttavia l'XML permette anche documenti ben formati, ovvero documenti che, pur essendo privi di DTD, presentano una struttura sufficientemente regolare e comprensibile da poter essere controllata.

@2. L'implementazione del DTD nel processo telematico: obiettivi e vantaggi

Il Ministero della Giustizia il 15.12.2005 ha emanato un decreto ministeriale con cui ha adottato le caratteristiche specifiche della strutturazione dei modelli DTD relative all'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile. Infatti la trasformazione di un atto in formato XML prevede la memorizzazione delle informazioni contenute nell'atto stesso, che possono essere informazioni di formattazione o informazioni di contenuto7.

Il modello proposto per ciascun atto tiene conto della normativa di riferimento e su di esso è stata studiata una suddivisione strutturale basa-Page 240ta sull'analisi dei principali formulari in commercio ulteriormente arricchiti, per i profili informativi in esame, dal lavoro svolto in sede di analisi con i rappresentanti dei Consigli degli Ordini di Bologna, Genova e Catania.

Si è proceduto, inoltre, all'individuazione di un numero minimo di campi e di sezioni obbligatorie da valorizzare in fase di compilazione dell'atto. È importante sottolineare che, la linea guida seguita in fase di analisi nella definizione di tali campi, è stata quella di optare comunque per il carattere opzionale di ogni altro campo e sezione, liberamente componibile dall'avvocato nella successione argomentativa dallo stesso ritenuta più idonea, qualora la valorizzazione del campo in oggetto non derivi da vincoli imposti dalla logica stati-eventi del sistema SICC, ossia in sostanza non sia necessaria per l'inserimento dell'evento8.

La memorizzazione delle...

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