La sperimentazione del processo civile telematico

Autore:Maribel maini
Carica:Stagista presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR
Pagine:399-406
RIEPILOGO

1. Dalla sperimentazione all'attivazione del Processo Civile Telematico. 2. Tribunale di Milano: prime conclusioni e risultati. 3.Ultime novità in termini di struttura e redazione atti: la consolle dell'avvocato e del magistrato.

 
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1. Dalla sperimentazione all'attivazione del Processo Civile Telematico

Il tempo della teoria è finito. Dal d.p.r. 13. dicembre 2001 n. 123 è iniziata un'opera di reeingeineering dell'area civile che ha investito non solo gli attori coinvolti nelle attività processuali istituzionali e non, ma anche tecnici informatici ed esperti di organizzazione, i quali stanno costruendo un sistema informativo integrato perseguendo obiettivi di trasparenza, efficienza ed efficacia. Le linee guida del progetto ribadiscono "la necessità di avere una metodologia di base che prevede l'alternanza delle fasi di progettazione, realizzazione, sperimentazione, valutazione dei risultati raggiunti e diffusione sul territorio" e "un governo unitario e centrale che possa garantire questa razionalità ed efficienza"1. Questo progetto, pensato per investire tutta l'area civile, nella pratica coinvolge, in un primo tempo, i settori in cui si ha un'alta percentuale di procedure di routine e una maggioranza di prova documentaria di facile archiviazione in un fascicolo informatico. Da qui la scelta di iniziare a lavorare solo su alcuni tipi di specifici riti: decreti ingiuntivi, materia provvidenziale ed esecuzioni immobiliari. Il progetto del Processo Civile Telematico (PCT) ha dovuto scontrarsi con numerosi ostacoli durante la fase di sperimentazione, non solo dal punto di vista tecnico-informatico, ma anche sul piano culturale in quanto si prevede una trasformazione del modo tradizionale di lavorare di cancellieri, giudici, avvocati i cui ruoli vengono a essere riconfigurati secondo una logica di management di controllo di gestione. Per quanto riguarda invece gli attori della sperimentazione, oltre a quelli designati dal d.p.r. che regola il PCT (le sedi pilota sono i Tribunali di Bari, Bologna, Catania, Genova, Lamezia Terme e Padova) hanno aderito all'iniziativa, garantendo la massima disponibilità e collaborazione, CSM e ANM per quanto riguarda i magistrati, CNF e OUA per quanto riguarda gli avvocati, Banca d'Italia e ABI sul versante economico, Agenzia delle Entrate, Avvocatura dello Stato, sistema camerale, agenzie sul territorio ed enti locali sul versante "politico" e dell'integrazione tecnologica (essenziali questi in quanto si riconferma la necessità di un governo unitario e centrale dell'intero progetto per garantire un presidio delle interdipendenze organizzative, normative e tecnologiche). Intensa è stata l'attività condotta nel corso del 2004 dal "Comitato di Progetto e Assistenza alla Realizzazione del Processo Civile Telematico" che si è espressa in termini ufficiali nel corso del convegno organizzato dalla Fondazione Alma mater (Università di Bologna) in collaborazione con L'Ordine degli Avvocati di Bari, Bologna, Catania, Genova, Lamezia Terme, Padova e con il Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria - Direzione Informatica del Ministero della Giustizia. Le quattro sessioni di lavoro di questo incontro sono riconducibili a due momenti principali2:

- la realizzazione del PCT quale infrastruttura portante dell'informatizzazione del sistema giudiziario nelle sue dimensioni tecnologiche, organizzative e normative;

- l'applicazione del PCT all'insolvenza civile e fallimentare quale esempio d'applicazione specifica di qualificazione delle metodiche processuali.

Significativo e riassuntivo degli obiettivi del progetto è stato il messaggio3 ai relatori del convegno da parte dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in cui veniva invocata la "ragionevole durata del processo" come un "principio costituzionalmente garantito" e veniva sottolineato che "la tutela dei diritti e i tempi dell'economia, richiedono un Istituzione giudiziaria autorevole e moderna, capace di rispondere prontamente alla crescente domanda di giustizia della società". Ad affiancare l'opera del Comitato di Progetto...

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