Sentenza Nº 57661 della Corte Suprema di Cassazione, 28-12-2017

Data di Resoluzione:28 Dicembre 2017
 
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Penale Sent. Sez. 4 Num. 57661 Anno 2017
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: GIANNITI PASQUALE
Data Udienza: 25/10/2017
S
ENTE
NZ
A
sui ricorsi proposti da
Imperatore
Antonio,
nato
il
01/01/1970
a Napoli
Galeazzi Riccardo,
nato
il
18/10/1947
a Magenta
Zecchini Alessandro,
nato
il
27/04/1948
a Cuggiono
avverso la sentenza del
30/06/2016
della Corte di appello di Milano;
visti
gli
atti,
il
provvedimento
impugnato
ed il ricorso;
udita
la relazione
svolta
dal consigliere Pasquale
Gianniti;
udito
il Pubblico Ministero, in persona del
Sostituto
Procuratore generale Di
Nardo Marilia, che ha concluso chiedendo
l'inammissibilità
e,
in
subordine/
il
ri
getto
del ricorso;
udito
il difensore dei
ricorrenti,
avv.
Mario Gugliani, che ha concluso chiedendo
l'accoglimento dei ricorsi e
l'annullamento
della sentenza
impugnata.
/
/ ·;
/
Corte di Casazione - copia non ufficiale
RITENUTO
IN
FATTO
l.La
Corte di Appello di Milano, con
la
sentenza
impugnata,
in
punto
di
affermazione
di
penale responsabilità, ha
integralmente
confermato
la sentenza
12/6/2015
con la quale il
Tribunale
di
quella città aveva
ritenuto
Imperatore
Antonio, Galeazzi Riccardo e Zecchini Alessandro responsabili del
reato
di lesioni
colpose
aggravate
dalla violazione della
normativa
antinfortunistica,
agli stessi
ascritto, commesso ai danni di
Salvatore
De Vincenzi ed accertato
il
20/6/2011.
In
punto
di
trattamento
sanzionatorio, la Corte
territoriale,
in
parziale
riforma
della sentenza di
primo
grado -dopo
aver
riconosciuto
le
già concesse
attenuanti
generiche
prevalenti
sulla contestata
aggravante
-ha
rideterminato
la
pena
in
mesi l di reclusione
(convertita
nella pena pecuniaria di
euro
7.500
di
multa,
secondo il
criterio
di ragguaglio
tuttora
vigente).
In
sintesi i
tre
imputati
sono
stati
ritenuti
colpevoli di
aver
cagionato
lesioni personali colpose
gravissime
(consistite
nell'amputazione
traumatica
dell'arto
superiore
sinistro
e nella incapacità di svolgere
le
ordinarie
occupazioni
per
un
tempo
superiore ai
40
gg ed
aggravate
dalla violazione
delle
norme
in
materia di sicurezza sul lavoro) ai
danni
del De Vincenzi
(lavoratore
dipendente
della
ditta
Acmer, con qualifica di operaio di 5 livello e con mansioni di
armatore
ferroviario),
mediante
plurime
condotte
colpose,
attive
e passive, da ciascuno
tenute
in
occasione dei
lavori
di
manutenzione
su
lla
rete
ferroviaria
italiana
(che
erano
stati
appaltati
dalla società RFI S.p.a. alla
GEFER
S.p.a.)
e,
specificamente,
durante
le operazioni di revisione dei
legnami
in
composizione ai
binari della linea Milano-Varese
effettuate
dalla
ditta
Acmer.
A
tutti
e
tre
gli
imputati
-nelle r
ispett
ive qualifiche di legale
rappresentante
della
ditta
Acmer
s.r.l.
(l'Imperatore),
di
direttore
tecnico della
medesima
ditta
(il Galeazzl) e di caposquadra preposto alla
ditta
Acmer
s.r.l.
(lo
Zecchini) -è
stata
attribuita
negligenza ed imperizia
(in
relazione
all'art.
2087
c.c.). Agli
imputati
Imperatore
e Galeazzi
stato
anche
attribuito
di
aver
omesso
di
adottare
le
misure
necessarie affinché
le
attrezzature
di
lavoro fossero
oggetto
di idonea
manutenzione
e di
aver
consentito
l'uti
lizzo di un caricatore
mal
funzionante
(in violazione dell'art. 71 comma 4 sub
a)
punto
2 del
d.leg.vo
n. 81
del
2008);
mentre
all'imputato
Zecchini è
stato
anche
attribuito
di
aver
omesso
di segnalare
tempestivamente
al
datore
di lavoro e al
dirigente
le
deficienze dei
mezzi e delle
attrezzature
di
lavoro
(in
violazione
dell'art.
19
comma
1 lettera
sub
f)
del
citato
d.lgs.).
Entrambi
i giudici di
merito
hanno
ritenuto
che il De Vincenzi,
impegnato
nelle operazioni di sostituzione di alcuni traversi
in
legno
in
cattivo
stato
di
conservazione,
per
effetto
delle
suddette
condotte
(attive
e passive), era
stato
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Corte di Casazione - copia non ufficiale

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