Sentenza Nº 56622 della Corte Suprema di Cassazione, 17-12-2018

Data di Resoluzione:17 Dicembre 2018
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti nell'interesse di:
Aniella Refolo, nata a Galatina il 28.3.1975, imputata,
e di
Galluccio Carmela nata a Maglie il 7.3.1953,
parte civile costituita
nonché
dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Lecce,
contro la sentenza della Corte di Appello di Lecce del 20.9.2017;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere dott. Pierluigi Cianfrocca;
udita la requisitoria del PM, in persona del sost. Proc. Gen. dott. Stefano
Tocci, che ha concluso per il rigetto del ricorso proposto dalla parte civile e per la
inammissibilità degli altri ricorsi;
udito l'Avv. Antonio Mazzeo, in difesa della costituita parte civile Carmela
Galluccio, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso depositando conclusioni
scritte e nota spese;
udito l'Avv. Leonardo Luigi Covella, per Raffaele Cazzetta, che ha concluso
per il rigetto del ricorso della parte civile;
udito l'Avv. Giancarlo Dei Lazzaretti, anche in sostituzione dell'Avv.
Cosimo Luperto, in difesa Vincenzo De Donno e di Patrizia Lori, che ha concluso
per l'inammissibilità dei ricorsi del PM e della costituita parte civile, in subordine
per il loro rigetto e, in estremo subordine, per la declaratoria di prescrizione dei
reati;
Penale Sent. Sez. 2 Num. 56622 Anno 2018
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: CIANFROCCA PIERLUIGI
Data Udienza: 17/10/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udito l'Avv. Luigi Rella, in difesa di Aniella Refolo, che ha concluso
riportandosi ai motivi del ricorso di cui ha chiesto l'accoglimento.
RITENUTO IN FATTO
1.
Con sentenza del 15.3.2016 il Tribunale di Lecce aveva riconosciuto
Vincenzo De Donno, Patrizia Lori e Aniella Refolo responsabili del reato di
circonvenzione di incapace in danno di Aniella De Marco con riguardo agli episodi
ed ai fatti loro in concorso ovvero rispettivamente ascritti (con esclusione, per il
De Donno, del fatto di reato di cui al capo a) della rubrica) e, ritenuta la
continuazione tra i diversi fatti ascritti alla Refolo, aveva condannato costei alla
pena di anni 3 di reclusione ed Euro 1.000 di multa, Vincenzo De Donno a quella
di anni 2 e mesi 6 di reclusione ed Euro 800 di multa e Patrizia Lori a quella di
anni 2 di reclusione ed Euro 500 di multa, oltre al pagamento delle spese
processuali; aveva inoltre applicato alla Refolo la pena accessoria della
interdizione temporanea dai pubblici uffici; aveva dichiarato la nullità del
contratto di compravendita di cui al capo b) della rubrica e disposto il
dissequestro e la restituzione, in favore degli eredi della persona offesa, dei beni
in sequestro; il Tribunale aveva poi condannato il De Donno, la Lori e la Refolo al
risarcimento dei danni patiti dalla costituita parte civile (da liquidarsi in separata
sede) ed alla rifusione delle spese processuali da questa sostenute; aveva infine
assolto Raffaele Cazzetta e Vincenzo De Donno dal reato loro in concorso ascritto
al capo a) della rubrica per insussistenza del fatto;
2.
la Corte di Appello di Lecce, in data 20.9.2017, in riforma della
sentenza di primo grado, appellata da tutti e tre gli imputati condannati in quella
sede e dalla stessa parte civile costituita Carmela Galluccio (che aveva
impugnato la sentenza di primo grado ai fini civili quanto alla assoluzione del
Cazzetta e del De Danno), ha assolto Vincenzo De Donno e Patrizia Lori dal
delitto loro ascritto al capo b) della rubrica perché il fatto non sussiste; ha inoltre
dichiarato non doversi procedere nei confronti di Aniella Refolo in merito ai reati
a lei ascritti al capo d) della rubrica, limitatamente ai fatti commessi fino alla
data del 20.1.2008, nonché per quelli di cui al capo e) della rubrica,
confermando nel contempo le relative statuizioni civili; ha rideterminato la pena
inflitta alla Refolo in anni 2, mesi 2 di reclusione ed Euro 500 di multa eliminando
la pena accessoriqed ha inoltre revocato la declaratoria di nullità del contratto di
compravendita di cui al capo b); ha da ultimo condannato la Refolo e la Galluccio
al pagamento delle spese del grado;
3.
ricorrono per Cassazione la parte civile il Procuratore Generale presso
la Corte di Appello di Legge, Carmela Galluccio e Aniella Refolo lamentando,
rispettivamente:
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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