Sentenza Nº 54000 della Corte Suprema di Cassazione, 30-11-2017

Data di Resoluzione:30 Novembre 2017
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
DI STANISLAO PAOLO nato il 16/06/1960 a ROMA
BERNARDI PATRIZI PATRIZIA nato il 01/05/1966 a ROMA
IELO GIUSEPPE nato il 09/12/1955 a REGGIO CALABRIA
ANGELUCCI RICCARDO nato il 13/09/1968 a ROMA
ALIMONTI ANTONIO nato il 19/06/1955 a ROMA
MASSARI PAOLO nato il 14/08/1950 a ROMA
avverso la sentenza del 13/07/2015 della CORTE APPELLO di L'AQUILA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO CAPUTO
Udito il Sostituto Procuratore generale della Repubblica presso questa Corte
di cassazione dott. F. Lignola, che ha concluso per l'inammissibilità dei
ricorsi mell'interesse di Di Stanislao, Bernardi Patrizi, Ielo e Massari; per
l'annullamento senza rinvio per prescrizione per Angelucci; per
l'annullamento con rinvio, in accoglimento del terzo motivo, per Alimonti.
Uditi altresì per i ricorrenti l'avv. U. Della Monica (per Di Stanislao e
Bernardi Patrizi), che si è riportato ai motivi, concludendo per
l'accoglimento; l'avv. A. Orlando (per Angelucci), l'avv. M. Pineschi (per
Ielo), l'avv. F. Petrelli (per Alimonti e, in sostituzione dell'avv. M. Vastano,
per Massari) e l'avv. G. A. Gianzi (per Alimonti), che hanno concluso per
l'accoglimento dei ricorsi.
Penale Sent. Sez. 5 Num. 54000 Anno 2017
Presidente: SABEONE GERARDO
Relatore: CAPUTO ANGELO
Data Udienza: 03/11/2017
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Nei confronti delle persone di seguito indicate si è proceduto per i
seguenti reati:
A)
Massari Paolo, Di Stanislao Paolo e Bernardi Patrizi Patrizia: il primo
quale legale rappresentante dal 10/11/2006 al 07/06/2007 di Lanciano Calcio
s.r.I., dichiarata fallita il 04/04/2008, il secondo e la terza quali procuratori
speciali e amministratori di fatto di detta società, bancarotta fraudolenta per
distrazione della somma di euro 204 mila relativa a lavori presso lo stadio
documentati da false fatture apparentemente emesse dalla ditta individuale
Berdini Bruno, della somma di euro 44.400 relativi a lavori di manutenzione degli
spogliatoi dello stadio documentati con falsa fattura emessa da Cosentino
Costruzioni s.r.I., della somma di circa 73.223 euro relativa all'acquisto di mobili
e arredi documentata da falsa fattura di Geo.plant s.r.I., della somma di euro
118 mila relativi a compensi per i calciatori risultati fittizi;
B)
Alimonti Antonio e Di Stanislao Paolo: il primo quale impiegato della
Banca Popolare di Ancona e Di Stanislao quale beneficiario, riciclaggio attraverso
operazioni di incasso di assegni con firma apocrifa di Berdini Bruno e versamenti
sui conti correnti di ignari correntisti della banca, agendo in modo da ostacolare
l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro;
C)
Di Stanislao Paolo e Bernardi Patrizi Patrizia, nelle qualità indicate
sub
A)
(in concorso con Di Paolo Alfredo, quale legale rappresentante della Lanciano
Calcio dal 07/06/2007 al 03/01/2008), bancarotta fraudolenta documentale (per
avere sottratto vari libri della società) e bancarotta fraudolenta per distrazione
della somma di 134 mila euro attraverso l'incasso di un assegno tratto dal conto
corrente della società, della somma di circa 39 mila euro relativa a compensi a
calciatori e tecnici risultati fittizi, della somma di euro 60 mila per l'acquisto di
macchine agricole dalla ditta individuale Hurricane Service documentato con
falsa fattura, delle somme di circa 28 mila euro e di 15.500 euro;
D)
Di Stanislao Paolo e Bernardi Patrizi Patrizia (in concorso con Di Paolo
Alfredo): omesso versamento di ritenute;
E)
Di Stanislao Paolo e Bernardi Patrizi Patrizia (in concorso con Di Paolo
Alfredo): dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture o di altri documenti
per operazioni inesistenti;
F)
Ielo Giuseppe quale legale rappresentante della Lanciano Calcio dal
28/08/2006 al 10/11/2006, Di Stanislao Paolo e Bernardi Patrizi Patrizia, nella
qualità indicate
sub
A: bancarotta fraudolenta per distrazione della somma di
circa 77 mila euro;
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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