Sentenza Nº 53399 della Corte Suprema di Cassazione, 28-11-2018

Data di Resoluzione:28 Novembre 2018
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
ROSSIGNOLI PIERANGELO nato a NOGARA il 29/07/1967
POZZANI SANTE nato a CASALEONE il 18/07/1957
BERTOZZO MAURIZIO nato a BOVOLONE il 29/09/1948
BELOTTI IVAN nato a GRUMELLO DEL MONTE il 21/10/1956
AMBROSI MAURIZIO nato a CASALEONE il 24/05/1970
AMBROSI ADRIANO nato a CASALEONE il 28/08/1939
avverso la sentenza del 13/07/2015 della CORTE APPELLO di VENEZIA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere IRENE SCORDAMAGLIA;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore FRANCESCO SALZANO
che ha concluso chiedendo
Il Proc. Gen. conclude per il rigetto di tutti i ricorsi
udito il difensore
I difensori presenti si riportano ai motivi
Penale Sent. Sez. 5 Num. 53399 Anno 2018
Presidente: FUMO MAURIZIO
Relatore: SCORDAMAGLIA IRENE
Data Udienza: 30/05/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.1. Con la sentenza resa in data 13 luglio 2015, la Corte di appello di Venezia, in parziale
riforma della decisione assunta in data 30 giugno 2008 dal Tribunale di Verona, ha dichiarato
non doversi procedere nei confronti di Belotti Ivan, Bertozzo Maurizio, Pozzani Sante, Rossignoli
Pierangelo, Ambrosi Maurizio e Ambrosi Adriano in relazione al delitto di associazione per
delinquere nonché in relazione ai plurimi delitti di truffa che ne costituivano i reati fine, perché
estinti per prescrizione e, confermato il giudizio di responsabilità in relazione al delitto di
bancarotta fraudolenta patrimoniale contestata a tutti gli imputati, nonché per il delitto di
bancarotta fraudolenta documentale, contestata ai soli Ambrosi Adriano, Ambrosi Maurizio,
Bertozzo Maurizio, Belotti Ivan e Rossignoli Pierangelo, ha rideterminato la pena loro
rispettivamente inflitta nella misura di: 1) anni 6 e mesi 3 di reclusione nei confronti di Belotti
Ivan; 2) di anni 6 di reclusione per Bertozzo Maurizio; 3) anni 6 di reclusione per Pozzani Sante;
4) anni 3 e mesi 6 per Rossignoli Pierangelo; 5) anni 3 di reclusione per Ambrosi Maurizio; 6)
anni 2 di reclusione per Ambrosi Adriano.
1.2. Il giudice del gravame ha ritenuto che dal complesso delle risultanze istruttorie -
rappresentato dagli esiti delle captazioni telefoniche compiute sulle utenze in uso alle numerose
persone coinvolte nella vicenda; dalle dichiarazioni rese da coimputati e da persone informate
dei fatti, dapprima al Curatore fallimentare e alla polizia giudiziaria e poi ripetute in dibattimento;
dalle dichiarazioni rese al cospetto del Tribunale dal curatore fallimentare e dal consulente
tecnico del pubblico ministero, siccome sostenute dagli accertamenti cristallizzati nelle rispettive
relazioni versate in atti; dai documenti prodotti - non emergesse l'evidenza di ragioni che
consentissero di pronunciare nei confronti degli imputati l'assoluzione nel merito in relazione ai
delitti di truffa e di associazione per delinquere, commessi in data anteriore al luglio 2001 - dei
quali, quindi, andava dichiarata l'estinzione per prescrizione -, atteso che gli elementi di fatto
raccolti deponevano per l'esistenza di un sodalizio, costituito tra gli imputati e dedito alla
realizzazione seriale di truffe in danno di imprese (molte austriache) inserite nel mercato del
legno e degli accessori per l'edilizia e l'impiantistica, operante tramite lo schermo legale della
ditta individuale Ambrosi Adriano. Ha, invece, ritenuto raggiunta la prova che i prevenuti, soci
di un ente imprenditoriale di fatto pur operante sotto l'insegna della predetta ditta individuale,
dichiarati falliti unitamente alla società di fatto dal Tribunale di Verona in data 4 settembre 2001
e 21 novembre 2003, avessero utilizzato la società di fatto e il nome della ditta Ambrosi Adriano,
ben conosciuta nel settore del commercio del legname e dei mobili, per fare incetta di merci,
acquisite senza corrispondere il dovuto ai fornitori, stoccandole in depositi dei quali il gruppo
aveva disponibilità per poi dirottarle a beneficio di società riconducibili ad alcuni degli imputati
(la MCB Srl., la Timber Pool Srl. e la Mondialfruit Srl.) che le agavano alla Ambrosi nella misura
74..
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