Sentenza Nº 52321 della Corte Suprema di Cassazione, 09-12-2016

Data di Resoluzione:09 Dicembre 2016
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da
BECCARO MIGLIORATI Alessandro, nato a Genova il 05/10/1947
avverso la sentenza del 11/10/2014 della Corte d'appello di Milano
visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Antonio Corbo;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Maria
Francesca Loy, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso;
udito l'avvocato Roberta Nicoletta Roselli, quale difensore di fiducia della parte
civile Comune di Trezzano sul Naviglio, che ha chiesto il rigetto del ricorso, e la
condanna dell'imputato alla rifusione delle spese del grado di giudizio;
udito l'avvocato Davide Mauceri, difensore di fiducia dell'imputato, che ha chiesto
l'accoglimento del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza emessa in data 11 dicembre 2014, la Corte di appello di
Milano ha confermato la sentenza pronunciata dal Giudice per le indagini
Penale Sent. Sez. 6 Num. 52321 Anno 2016
Presidente: ROTUNDO VINCENZO
Relatore: CORBO ANTONIO
Data Udienza: 13/10/2016
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
preliminari del Tribunale di Milano che, per quello che interessa in questa sede,
aveva dichiarato Alessandro Beccaro Migliorati colpevole dei reati di cui agli artt.
81 cpv., 110, 112, n. 1, 319, 321 cod. pen. e 3 e 4 legge n. 146 del 2006 (capo
A della rubrica) e di cui agli artt. 81 e 61, n. 2, cod. pen. e 8 d.lgs. n. 74 del
2000 (capo H della rubrica), gli aveva irrogato la pena di anni tre e mesi due di
reclusione, previa applicazione delle circostanze attenuanti generiche e della
diminuente per il rito, e lo aveva condannato al risarcimento dei danni da
liquidare in separata sede in favore della parte civile Comune Trezzano sul
Naviglio.
In particolare, il Beccaro Migliorati è stato condannato per il reato di
corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio commesso in concorso con altri
dall'estate del 2012 al maggio 2013 (capo A), perché, quale componente del
collegio sindacale della società Preca Brummel s.p.a., facente capo a Giuseppe
Prevosti, avrebbe messo a disposizione il proprio studio per gli incontri diretti a
decidere il pagamento dei compensi illeciti ai pubblici ufficiali ed avrebbe
predisposto la falsa documentazione contabile e contrattuale funzionale a creare
la provvista per il pagamento delle dazioni corruttive, erogate in più rate per un
importo complessivo non inferiore a 230.000 euro; sono state inoltre ritenute
sussistenti le aggravanti del numero di persone superiore a cinque e del ricorso
al contributo di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in
più di uno Stato. Secondo la sentenza impugnata, l'accordo illecito aveva ad
oggetto l'adozione di una pluralità di atti contrari ai doveri di ufficio da parte di
Giorgio Rossetto, Oreste Sciumbata, Antonio Di Stasio, Giacomo Velardita e
Marco Citelli, i primi quali due assessori, il terzo quale capogruppo consiliare del
PDL, il quarto quale comandante della Polizia municipale ed il quinto quale
responsabile dell'Ufficio edilizia privata del Comune di Trezzano sul Naviglio, a
vantaggio degli interessi imprenditoriali del citato Giuseppe Prevosti, in
particolare al fine di consentire a questi di realizzare un "Parco Commerciale"
costituito da una grande struttura di vendita; l'operazione corruttiva era
realizzata anche con il concorso, tra gli altri, di Massimo D'Anzuoni ed Anna Galli,
entrambi i quali avevano contribuito svolgendo l'attività di mediazione tra i
pubblici ufficiali corrotti ed il Prevosti, e concorrendo con le loro società a creare
la provvista necessaria alle dazioni ed a predisporre la falsa documentazione
necessaria per occultare queste ultime.
Il Beccaro Migliorati, inoltre, è stato condannato per il reato di emissione di
fatture oggettivamente inesistenti al fine di eludere le imposte dirette e l'I.V.A.,
oltre che di occultare le dazioni corruttive precedentemente descritte, in
concorso con Prevosti Giuseppe ed Anna Galli, quest'ultima quale
amministratrice della società 2 G Consulting s.r.I., la quale aveva emesso i falsi
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