Sentenza Nº 51058 della Corte Suprema di Cassazione, 29-12-2015

Data di Resoluzione:29 Dicembre 2015
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
DOBRE IONUT GEORGIAN N. IL 24/05/1992
avverso la sentenza n. 3/2013 CORTE ASSISE APPELLO di
SASSARI, del 24/02/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 15/09/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. FILIPPO CASA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. ?zr›,.0(.o
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Udito, per la parte civile, l'Avv ..-
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Penale Sent. Sez. 1 Num. 51058 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: CASA FILIPPO
Data Udienza: 15/09/2015
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Con sentenza del 24.2.2014, la Corte di Assise di Appello di Cagliari, Sezione
distaccata di Sassari, confermava la decisione resa in data 13.12.2012, con la quale il G.U.P.
del Tribunale di Tempio Pausania, previa concessione delle attenuanti generiche equivalenti
alle contestate aggravanti, aveva condannato DOBRE Ionut Georgian alla pena di sedici anni
di reclusione per l'omicidio volontario, aggravato dai futili motivi, di ONIA Iulian Alexandru
(capo B), alla pena di sei mesi di reclusione per ciascuno dei reati contestati ai capi A) (rissa
aggravata), D) (lesioni aggravate in danno di BALAU Maricel) ed E) (lesioni aggravate in
danno di CRACIUN Marius), e alla pena di quattro mesi di arresto per il reato
contravvenzionale di cui al capo C) (art. 4 L. n. 110/75).
Venivano, conseguentemente, confermate la condanna alle pene accessorie di legge e
le statuizioni concernenti le parti civili costituite oggetto della prima pronuncia.
1.1.
I fatti di sangue, secondo la concorde ricostruzione operata dai Giudici di merito,
erano accaduti nella notte tra il 24 e il 25.4.2011 all'esterno del ristorante "Nabila" sito in
Olbia alla via Cairo dove, per futili motivi, era scoppiata una rissa tra cittadini romeni, nel
corso della quale il DOBRE, armato di coltello, aveva colpito all'addome ONIA Ilian
Alexandru, procurandogli ferite mortali e attinto, sempre con il coltello, al gluteo destro,
BALAU Maricel e al braccio destro CRACIUN Marius.
La prova di responsabilità dell'imputato era basata: sulle dichiarazioni di persone
presenti ai fatti; sull'accertata esistenza di una traccia ematica appartenente all'ONIA sui
pantaloncini jeans dell'imputato; sul rinvenimento, presso l'abitazione dove il DOBRE
dimorava, di un coltello del tipo pattadese della lunghezza di cm 26, con lama di cm 11,5,
che l'accusato riconosceva come proprio; sulle conclusioni rassegnate dal consulente tecnico
medico-legale incaricato dal P.M., che, individuata la causa della morte della vittima nello
shock emorragico acuto seguito alla lacerazione aortica addominale, con massivo peritoneo,
giudicava compatibili le caratteristiche e la profondità della ferita determinata dalla
penetrazione della lama del coltello
("profondità raggiunta dal tramite della soluzione di
continuo letifera a livello dell'ipocondrio destro, pari a 14,5 cm...")
con l'arma del tipo
pattadese appartenente all'imputato.
2.
La Corte di Assise di Appello, condivise integralmente la ricostruzione e le
valutazioni formulate dal primo Giudice, analizzava i sette motivi di gravame articolati dalla
difesa giudicandoli infondati.
2.1.
Quanto alla censura sulla errata o lacunosa ricostruzione dei fatti offerta da
DASCALU Daniel - l'unico teste disinteressato in quanto non coinvolto nella rissa mortale -
la Corte di merito negava, in primo luogo, che dagli atti fossero emersi elementi rivelatori
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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