Sentenza Nº 49520 della Corte Suprema di Cassazione, 05-12-2019

Data di Resoluzione:05 Dicembre 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
Lucca Enzio, nato a Ghemnne il 14/10/1949
Lucca Nicola, nato a Milano il 24/04/1984
avverso la sentenza del 22/06/2018 della Corte di Appello di Milano
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Marco Maria Alma;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Franca
Zacco, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso di Lucca Enzio e, quanto
alla sola posizione di Lucca Nicola, l'annullamento delle sentenze del Tribunale di
Como e della Corte di appello di Milano con trasmissione degli atti alla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Novara per l'ulteriore seguito;
udito il difensore della parte civile S.C. Domaine de la Romanee-Conti, avv.
Alessandro Malossini, che ha concluso riportandosi alla memoria depositata,
chiedendo il rigetto dei ricorsi, depositando conclusioni scritte e nota spese della
quale ha chiesto la liquidazione;
udito il difensore degli imputati, avv. Giovanni Aricò, che ha concluso chiedendo
l'accoglimento dei ricorsi.
RITENUTO IN FATTO
Penale Sent. Sez. 2 Num. 49520 Anno 2019
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: ALMA MARCO MARIA
Data Udienza: 29/11/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
1.
Con sentenza in data 22 giugno 2018 la Corte di Appello di Milano, in
parziale riforma della sentenza in data 26 ottobre 2017 del Tribunale di Como,
previo riconoscimento ad entrambi gli imputati delle circostanze attenuanti
generiche (ritenute per Enzio Lucca equivalenti alla recidiva) ha proceduto alla
rideterminazione della pena in termini ritenuti di giustizia, confermando nel resto
l'affermazione della penale responsabilità di Enzio Lucca e di Nicola Lucca in
relazione ai reati di cui agli artt. 110, 474 cod. pen. e 110, 648 cod. pen.
accertati in data 27 febbraio 2013.
In sintesi, si contesta ad entrambi gli imputati di avere in concorso tra loro
detenuto per la vendita 17 bottiglie di vino con apposto il marchio di fabbrica
francese "Domaine de la Romanee-Conti" contraffatto, nonché di avere
acquistato o comunque ricevuto la merce contraffatta sopra indicata.
2.
Ricorrono per Cassazione avverso la predetta sentenza i difensori degli
imputati, deducendo:
2.1.
per Enzio Lucca:
2.1.1. Violazione di legge e vizi di motivazione ex art. 606, comma 1, lett. c)
ed e), cod. proc. pen. in relazione all'art. 54 dell'accordo di Schenghen e del
divieto di bis in idem
internazionale.
Rileva la difesa dell'imputato che i fatti-reato in contestazione nel presente
procedimento sono identici a quelli già giudicati dalla Corte di assise correzionale
di Lugano in data 6 marzo 2015 nella quale si contestava la detenzione di 62
bottiglie di vino contraffatto dal 15 settembre 2012 al 28 febbraio 2013 e nella
quale si dava atto che tali bottiglie erano state esportate in Italia nel corso dei
mesi di gennaio-febbraio 2013.
La sostanziale identità del fatto era poi già stata riconosciuta dalla sentenza
del Tribunale di Digione in data 15 maggio 2017 che, per l'appunto, aveva dato
atto della ricorrenza del
bis in idem
internazionale.
La questione del
bis in idem
non risulta comunque essere stata
specificamente affrontata dalla Corte di appello di Milano che si è limitata a
richiamare le conclusioni alle quali era giunto il Tribunale e ad affermare che non
possa ravvisarsi l'identità nei fatti
de quibus
con riguardo alle bottiglie di cui al
presente processo.
Il fatto che il Tribunale ha rilevato che delle 17 bottiglie in sequestro solo
quattro di esse risultano essere delle annate 2008/2009 mentre le altre sono di
annate diverse il che esclude che le bottiglie oggetto di contestazione nel
presente processo possano coincidere con quelle già oggetto di giudizio da parte
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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