Sentenza Nº 49406 della Corte Suprema di Cassazione, 29-10-2018

Data di Resoluzione:29 Ottobre 2018
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto nell'interesse di:
Pecoraro Ser
g
io Antonio, nato a Zuri
g
o (CH) il 22.5.1962,
contro la sentenza della Corte di Appello di Milano del 31.5.2017
;
visti
g
li atti, il provvedimento impu
g
nato e il ricorso
;
udita la relazione svolta dal consi
g
liere dott. Pierlui
g
i Cianfrocca
;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale
dott. Elisabetta Ceniccola, che ha concluso per il ri
g
etto del ricorso
;
udito l'Avv. Davide Brambilla, per la costituita parte civile, che ha
concluso per l'inammissibilità ovvero, in subordine, per il ri
g
etto del ricorso
depositando conclusioni scritte e nota
spese
;
udito l'Avv. Alessandro Diddi, in difesa del ricorrente, che ha concluso
riportandosi ai motivi e per l'acco
g
limento del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza del Tribunale di Milano del 18.7.2016, Ser
g
io Antonio
Pecoraro era stato riconosciuto responsabile del delitto di truffa a
gg
ravata in
danno di Paolo Sora
g
na per aver posto in essere una serie di artifizi e ra
gg
iri
(
q
uali, in particolare, l'aver presentato la Deanfield Solutions LDT, di cui era
amministratore,
q
uale società abilitata alla attività di mediazione creditizia
;
l'aver
rappresentato, anche tramite falsa documentazione, il reperimento di
finanziamenti bancari per 30 milioni di Euro da impie
g
are nel settore delle
ener
g
ie rinnovabili da svilupparsi a cura della Ener
gy
&Propert
y
SA unitamente
alla Ori Costruzioni srl del Sora
g
na), tali da aver indotto la persona offesa a
versare la somma di Euro 600.000 per ottenere il finanziamento prospettato e,
Penale Sent. Sez. 2 Num. 49406 Anno 2018
Presidente: CERVADORO MIRELLA
Relatore: CIANFROCCA PIERLUIGI
Data Udienza: 05/06/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
quindi, aggravato il danno mediante la realizzazione di falsa documentazione per
giustificare la mancata restituzione della somma; il Tribunale aveva pertanto
condannato il Pecoraro alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione ed Euro 533 di
multa, oltre al risarcimento dei danni patrimoniali e non, cagionati alla parte
civile e liquidati in Euro 650.000 oltre alla rifusione delle spese processuali
sostenute;
2.
la Corte di Appello di Milano, adita dal Pecoraro, nel condividere
sostanzialmente la impostazione del Tribunale, ha escluso la aggravante di cui
all'art. 61 n. 8 cod. pen. e, di conseguenza, nel confermare per il resto la
sentenza di primo grado, ha ridotto la pena inflitta all'appellante ad anni 2 di
reclusione ed Euro 400 di multa condannando il Pecoraro alla rifusione delle
spese sostenute dalla parte civile nel grado;
3.
ricorre per Cassazione, tramite il difensore, Sergio Antonio Pecoraro,
lamentando:
3.1 violazione di legge con riferimento al disposto di cui all'art. 640 cod.
pen., mancanza, contraddittorietà ed illogicità della motivazione in ordine alla
sussistenza della condotta decettiva; ribadito come gli artifizi e raggiri siano
elemento costitutivo della fattispecie del delitto ipotizzato, rileva che la Corte di
Appello ha evocato i termini del "master lending agreement", intervenuto tra
Standard Consulting, Deansfield Solutions e Energy&Property con la previsione
della "penale" nel caso in cui non fosse stato reperito il finanziamento bancario di
30 milioni di Euro sottolineando che di tale contratto la società del Soragna, che
aveva erogato la somma di Euro 600.000, non fosse parte e non potesse
pertanto ritenersi vincolata; osserva, a tal proposito, che il contratto era stato
stipulato prevedendo l'applicazione della legge del Lussemburgo e che, in ogni
caso, ben potevano le parti ricorrere ad uno schema contrattuale atipico i cui
effetti erano collegati ad altro negozio intercorso tra altre parti tra cui, per
l'appunto, la Ori Costruzioni srl, nei cui allegati vi era per l'appunto la previsione
del versamento della somma predetta a Deanfield Solutions destinata alla
Standard Consulting; sottolinea il carattere apodittico e di mero stile delle
affermazioni della Corte circa la valenza degli impegni contrattuali stipulati dalle
parti segnalando, inoltre, come l'Investement Agreement prevedesse comunque
una clausola di responsabilità gravante sul Signorori e sulla società da lui
rappresentata; osserva, sotto altro profilo, come la Corte pretenda di far
discendere la responsabilità del ricorrente dalla condotta del Signoroni che
avrebbe fornito al Soragna assicurazioni circa la disponibilità del finanziamento
ovvero, anche, dalla ritenuta ed indimostrata "atipicità" ed anomalia dell'iter
seguito nella vicenda del reperimento della garanzia prima ancora che del
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