Sentenza Nº 49204 della Corte Suprema di Cassazione, 18-11-2016

Data di Resoluzione:18 Novembre 2016
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul conflitto di competenza sollevato da:
UFFICIO DI SORVEGLIANZA SANTA MARIA CAPUA VETERE
nei confronti di:
UFFICIO DI SORVEGLIANZA DI NAPOLI
con l'ordinanza n. 999/2016 GIUD. SORVEGLIANZA di SANTA
MARIA CAPUA VETERE, del 26/02/2016
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ROSA ANNA
SARACENO;
O 9
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. c
A,0
k),k
A.•
Àj Àj
1.
°
rk
r
,
eow
‘AluiLdiz g'\JR
9
9it "
42,U:i 12_ :14
.
Uditi difensor Avv.;
Penale Sent. Sez. 1 Num. 49204 Anno 2016
Presidente: CORTESE ARTURO
Relatore: SARACENO ROSA ANNA
Data Udienza: 28/09/2016
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO VEDERE ATTI
Nei confronti di Caso Giuseppe, sottoposto alla misura di sicurezza detentiva
della casa di cura e di custodia presso l'O.P.G. Sant'Eframo di Napoli, posta in
esecuzione dal Magistrato di sorveglianza di Napoli con provvedimento del
15.7.2013, quest'ultimo, in data 21.09.2015, prorogava detta misura nelle forme
della licenza finale di esperimento presso la comunità terapeutica riabilitativa per
la salute mentale "La Sorgente" sita in Racale (Lecce) per ulteriori sei mesi con
riesame della pericolosità alla data del 13.03.2016. Quindi, in data 14.12.2015,
trasmetteva gli atti al Magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere
per competenza, e con successivo provvedimento del 15.1.2016 esplicitava le
ragioni della declaratoria della propria incompetenza in ordine ai provvedimenti
richiesti dall'art. 208 cod. pen. e a ogni altro provvedimento urgente, stimando
che, a seguito della chiusura degli O.P.G. e, nella specie, dell'O.P.G. di
Secondigliano, la competenza a decidere sugli atti relativi agli internati in licenza
finale di esperimento appartenesse al magistrato di sorveglianza territorialmente
competente in relazione alla Rems astrattamente collegata al Distretto di salute
mentale di pertinenza dell'internato, essendo tale struttura quella deputata ad
accogliere lo stesso, salva indisponibilità concreta, in caso di revoca della licenza.
Con articolata ordinanza del 26.2.2016, il Magistrato di sorveglianza di
Santa Maria Capua Vetere ha resistito all'investitura e ha posto conflitto negativo
di competenza, rimettendo gli atti a questa Corte regolatrice.
Il rimettente oppone: la competenza territoriale, nella fattispecie data, deve
essere collegata, ai sensi dell'art. 677 cod. proc. pen., comma 1, al magistrato di
sorveglianza che ha giurisdizione sull'istituto di prevenzione in cui si trova
l'interessato ancorché sia intervenuta la chiusura di detto istituto e ancorché sia
in atto un esperimento di licenza finale in altro luogo (Racale); la licenza finale di
esperimento non determina l'insorgenza di una nuova e diversa misura di
sicurezza capace di determinare un fenomeno di
translatio
in punto di
competenza, trattandosi di modalità esecutiva della misura di sicurezza
concretamente applicata; la chiusura dell'ospedale psichiatrico non è allo stato
dirimente ( essendo peraltro la misura applicata il ricovero in casa di cura e di
custodia), spettando al magistrato che ha concesso la licenza disporne la
eventuale revoca in ragione del giudizio di persistente pericolosità sociale e il
conseguente ricovero in rems; infine, e
ad abundantiam,
il Caso attualmente "
si
trova"
presso una comunità terapeutica sita in Racale (Lecce), ossia in territorio
non di pertinenza dell'ufficio di sorveglianza sammaritano.
Considerato in diritto
1
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Il conflitto negativo di competenza, ammissibile in rito, in quanto entrambi i
giudici di sorveglianza contemporaneamente ricusano di provvedere ai sensi
dell'art. 208 cod. pen. in ordine alla proroga o meno di una misura di sicurezza
personale, dando così luogo a quella situazione di stallo processuale prevista
dall'art. 28 cod. proc. pen., va risolto nei termini di seguito precisati.
L'unica disposizione di riferimento è l'art. 677 cod. proc. pen., a norma del
quale, la competenza a conoscere le materie attribuite alla magistratura di
sorveglianza appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che hanno
giurisdizione sull'istituto di prevenzione o di pena in cui si trova l'interessato
all'atto della richiesta, della proposta o dell'inizio di ufficio del procedimento; se
l'interessato non è né detenuto né internato la competenza appartiene, di regola,
al tribunale ovvero al magistrato di sorveglianza del luogo in cui l'interessato
risiede o è domiciliato.
Nel caso in esame la situazione processuale in relazione alla quale applicare
le regole appena esposte, appare sufficientemente chiarita e certa: un soggetto,
sottoposto alla misura di sicurezza del ricovero in 0.P.G., è stato assegnato ad
un O.P.G. per un determinato numero di anni, tempo prorogato fino all'ultima
assegnazione ad una comunità per un periodo di licenza finale di esperimento,
prodromica, come è noto, alla eventuale decisione liberatoria dell'affidato. Tale
licenza finale è attualmente in esecuzione presso una comunità in provincia di
Benevento; l'O.P.G. dell'ultimo ricovero è in Napoli ed è stato recentemente
chiuso; ai sensi del decreto della regione Campania n. 104 del 30.9.2014
(attuativo del piano nazionale di superamento degli ospedali psichiatrici
giudiziari) l'esecuzione della misura di sicurezza dell'internato dovrebbe
proseguire, in caso di revoca della modalità sperimentativa, nella residenza (allo
stato non ancora esistente) di Calvi Risorta, collegata al DSM di pertinenza
dell'interessato e rientrante nella giurisdizione del magistrato di sorveglianza
sa mma rita no.
Data una situazione siffatta, sul piano giuridico si controverte su quale
magistrato di sorveglianza sia competente a valutare la licenza finale di
esperimento, se quello sammaritano, nel cui circondario insiste la rems, non
ancora operativa, nella quale il Caso dovrebbe fare rientro in caso di revoca della
licenza, ovvero il magistrato partenopeo, nel cui ambito territoriale insiste
l'O.P.G. presso il quale l'interessato è stato da ultimo curato e dal quale, con
provvedimento del Magistrato di sorveglianza di Napoli, è stato poi trasferito per
l'esperimento finale.
Così sintetizzati i termini del sollevato conflitto, ritiene la Corte che esso
vada risolto con la indicazione della competenza del Magistrato di sorveglianza di
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
r
,
Napoli. Ed invero, come correttamente posto in evidenza dal giudice rimettente,
la licenza finale di esperimento non costituisce una nuova e autonoma misura di
sicurezza non detentiva, ma una mera modalità esecutiva della misura di
sicurezza personale in attuazione a carico dell'internato che, in tale qualità, sta
subendo la misura presso l'O.P.G. di Napoli, l'unico istituto in relazione al quale
può trovare applicazione la regola sulla competenza di cui all'art. 677 cod. proc.
pen. innanzi richiamato nel suo contenuto precettivo.
Né rilievo va riconosciuto alla circostanza che tale O.P.G. abbia di recente
terminato di funzionare e che nel circondario dell'ufficio di sorveglianza di Santa
Maria Capua Vetere sia in fase di realizzazione la rems destinata a ricevere gli
internati già ricoverati in O.P.G. (astrattamente anche lo stesso Lista) e quanti in
futuro saranno sottoposti al ricovero in residenza per l'esecuzione della misura di
sicurezza, posto che in tale ultima struttura il Lista non è mai transitato né mai
alcuna autorità giudiziaria lo ha indicato come luogo presso il quale tornare ad
eseguire la misura di sicurezza relativa. Consegue che, funzionale o meno la
struttura ospedaliera presso cui l'internato è stato in carico, quella di Napoli è
l'unica rilevante ai fini della determinazione della competenza territoriale in
contestazione.
Alla stregua delle esposte considerazioni ed in applicazione pertanto delle
richiamate norme positive, in riferimento al proposto conflitto va in questa sede
dichiarata la competenza del Magistrato di sorveglianza di Napoli, al quale vanno
pertanto restituiti gli atti.
P.Q.M.
Dichiara la competenza del Magistrato di sorveglianza di Napoli, cui dispone
trasmettersi gli atti.
Così deciso in Roma, il 28 settembre 2016
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA