Sentenza Nº 49082 della Corte Suprema di Cassazione, 26-10-2018

Data di Resoluzione:26 Ottobre 2018
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
LIPARI ONOFRIO nato a PALERMO il 14/05/1990
MILANO NUNZIO nato a PALERMO il 26/08/1949
DI GIACOMO GIOVANNI nato a PALERMO il 18/07/1954
DI GIACOMO MARCELLO nato a PALERMO il 30/11/1967
COMANDE' STEFANO nato a PALERMO il 15/04/1986
ZIZZA FRANCESCO nato a PALERMO il 01/06/1982
LO PRESTI TOMMASO nato a PALERMO il 22/10/1975
LIPARI EMANUELE nato a PALERMO il 27/06/1961
avverso la sentenza del 12/05/2017 della CORTE APPELLO di PALERMO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIOVANNI ARIOLLI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore FELICETTA MARINELLI
che ha concluso chiedendo:
l'annullamento con rinvio per DI GIACOMO MARCELLO, ZIZZA FRANCESCO.
l'annullamento con rinvio per LO PRESTI TOMMASO in punto di sussitenza del ruolo
direttivo e di applicazione della continuazione (assorbito pertanto il motivo sul
Penale Sent. Sez. 2 Num. 49082 Anno 2018
Presidente: CERVADORO MIRELLA
Relatore: ARIOLLI GIOVANNI
Data Udienza: 17/04/2018
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trattamento sanzionatorio), rigetto nel resto.
Rigetto per tutti gli altri ricorsi.
udití i difensori:
Avv. COPPI FRANCO in difesa di MILANO NUNZIO, Avv. GIOVINCO MICHELE in difesa
di MILANO NUNZIO, Avv. RUBINO ANTONINO in difesa di COMANDE' STEFANO e
LIPARI ONOFRIO e LIPARI EMANUELE, Avv. FORMUSO ANGELO in difesa di LIPARI
ONOFRIO, Avv. VIANELLO ACCORRETTI VALERIO in difesa di DI GIACOMO GIOVANNI
e DI GIACOMO MARCELLO, Avv. BONSIGNORE RAFFAELE in difesa di LO PRESTI
TOMMASO, Avv. TURRISI ANTONIO in difesa di ZIZZA FRANCESCO e per LO PRESTI
TOMMASO, i quali insistono per l'accoglimento dei ricorsi;
Avv. BARCELLONA Ettore per la Parte civile CENTRO STUDI PIO LA TORRE, il quale
chiede il rigetto dei ricorsi e deposita la nota spese dichiarandosi antistatario.
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RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di appello di Palermo, con sentenza in data 12/5/2017, in
parziale riforma di quella resa all'esito di giudizio abbreviato il 21/11/2015 dal
G.U.P. del Tribunale della stessa città, riqualificato per Milano Nunzio e Lipari
Emanuele il fatto contestato ai sensi dell'art. 416-bis, commi 1, 4 e 6 cod. pen.,
riduceva la pena inflitta al primo ad anni nove di reclusione e quella inflitta al
secondo ad anni dieci di reclusione. Confermava nel resto l'impugnata sentenza
che aveva condannato gli altri imputati Lipari Onofrio (comma 2), Di Giacomo
Giovanni (comma 2), Di Giacomo Marcello (comma 1), Comandé Stefano
(comma 1), Zizza Francesco (comma 1) e Lo Presti Tommaso (comma 2) alla
pene ritenute di giustizia in ordine al delitto di cui all'art. 416-bis, commi 1, 2, 3,
4 e 5, cod. pen., oltre in solido alla rifusione delle spese processuali e di
costituzione e lite sostenute dalla parte civile Centro Studi ed Iniziative Culturali
Pio La Torre ONLUS. Disponeva, infine, la confisca della somma di € 2.530,00 già
sottoposta a sequestro a carico di Zizza Francesco.
2. Avverso la suddetta decisione ricorrono gli imputati a mezzo dei
rispettivi difensori.
Comandé Stefano (Avv. Michele Rubino)
2.1. Con il primo motivo deduce la violazione di legge ed il vizio di
motivazione in ordine alla ritenuta partecipazione del ricorrente all'associazione
di stampo mafioso.
2.1.1. Anzitutto la decisione è censurabile poiché si era limitata
acriticamente a recepire, in punto di affermazione di responsabilità, le
argomentazioni già poste a fondamento della decisione di
prime cure,
senza
fornire alcuna risposta alle osservazioni rassegnate nei motivi di appello.
2.1.2. Il primo rilievo attiene alla corretta identificazione dell'imputato nelle
conversazioni intercettate, in difetto di elementi certi che consentissero di
escludere, per un verso, che il soggetto ivi evocato come "Peppuccio Randazzo"
fosse Randazzo Giuseppe e, per altro, che il nipote di cui si parla fosse, in realtà,
proprio il ricorrente e non un altro.
2.1.3. Il secondo rilievo attiene al contenuto delle intercettazioni delle
conversazioni avvenute in carcere tra i fratelli Di Giacomo Giovanni e Giuseppe
poste a fondamento della sentenza di condanna (10/7/2013, 19/7/2013 e
11/10/2013 e 8/11/2013).
Dalla conversazione del 10/7/2013 non poteva ricavarsi l'intraneità del
ricorrente al sodalizio criminoso, emergendo semmai che a quella data
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