Sentenza Nº 48711 della Corte Suprema di Cassazione, 17-11-2016

Court:Prima Sezione (Corte Suprema di Cassazione di Italia)
ECLI:ECLI:IT:CASS:2016:48711PEN
Judgement Number:48711
Presiding Judge:SIOTTO MARIA CRISTINA
Writing for the Court:BONI MONICA
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
CESAREO ROBERTO N. IL 16/01/1967
ESPOSITO ANDREA N. IL 08/03/1975
GALIANO FRANCESCO N. IL 03/07/1969
LA GRECA FRANCESCO SAVERIO N. IL 18/04/1975
PIGNATARO ANTONIO N. IL 10/04/1963
STUMMO ANTONIO N. IL 09/09/1983
VALENTE FRANCO N. IL 29/08/1962
VALENTE PIETRO N. IL 29/06/1968
avverso la sentenza n. 2388/2014 CORTE APPELLO di
CATANZARO, del 31/03/2015
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 15/06/2016 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. MONICA BONI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per Q
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Penale Sent. Sez. 1 Num. 48711 Anno 2016
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: BONI MONICA
Data Udienza: 15/06/2016
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Udito, per la parte civile, l'Avv,
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
1.
Ritenuto in fatto
1.Con sentenza emessa in data 31 marzo 2014 il G.U.P. del Tribunale di Catanzaro
all'esito del giudizio celebrato nelle forme del rito abbreviato affermava la responsabilità degli
imputati:
-
Pietro Valente, Antonio Pignataro e Franco Valente in ordine al delitto di tentata estorsione di
cui al capo 1), così riqualificato il fatto in origine contestato come estorsione consumata;
-
Pietro Valente e Francesco Galiano in ordine ai delitti di concorso in corruzione di cui al capo
2), concorso in turbativa d'asta (capo 3), concorso in turbativa del procedimento
amministrativo diretto a stabilire il contenuto di un bando di gara per l'assegnazione di
concessioni pubbliche (capo 4) e di corruzione (capo 11);
-
Pietro Valente, Francesco Galiano, Francesco Saverio La Greca ed Antonio Stummo in ordine
al delitto di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso (capo 21);
-
Andrea Esposito e Roberto Cesareo quanto ai reati di tentata estorsione e di detenzione e
porto illegali di una pistola, arma comune da sparo (capi 19 e 19-bis).
Per l'effetto condannava:
-Pietro Valente, previa esclusione della circostanza aggravante di cui all'art. 71 D.L.vo
159/2011 in riferimento ai reati di cui ai capi 2), 4), 7) e 11) e quella di cui al comma 6
dell'art. 416 bis cod.pen. quanto al capo 21), riconosciuta la continuazione tra tutti i reati ad
eccezione di quello di cui al capo 1), alla pena complessiva di anni 12 e mesi 8 di reclusione ed
euro 400,00 di multa;
-
Francesco Galiano, unificati i reati per continuazione ed, esclusa con riferimento al delitto di
cui al capo 21) l'aggravante del comma 6 dell'art. 416-bis cod. pen., riconosciute circostanze
attenuanti generiche dichiarate equivalenti alla residua aggravante, alla pena di anni 7 e mesi
4 di reclusione;
-
Francesco Saverio La Greca, esclusa l'aggravante del comma 6 dell'art. 416 bis cod.pen.
quanto al delitto di cui al capo 21) e riconosciute le circostanze attenuanti generiche,
dichiarate equivalenti alla residua aggravante, alla pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione;
-
Antonio Stummo, esclusa l'aggravante del comma 6 dell'art. 416 bis cod.pen. quanto al
delitto di cui al capo 21), riqualificato ai sensi del primo comma dell'art. 416bis cod.pen.,
riconosciute circostanze attenuanti generiche, dichiarate equivalenti alla residua aggravante,
alla pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione;
-
Antonio Pignataro e Franco Valente, riqualificato il delitto di cui al capo 1) nell'ipotesi tentata,
alla pena di anni 3 e mesi 4 di reclusione ed euro 400,00 di multa ciascuno;
-
Andrea Esposito e Roberto Cesareo, unificati i reati di cui ai capi 19) e 19-bis) per
continuazione e, riconosciute ad entrambi le circostanze attenuanti generiche dichiarate
equivalenti alle aggravanti di cui al secondo comma dell'art. 629 cod. pen., alla pena di anni 3
e mesi 4 di reclusione ed euro 600,00 di multa ciascuno.
1
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