Sentenza Nº 48676 della Corte Suprema di Cassazione, 24-11-2014

Data di Resoluzione:24 Novembre 2014
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da
Calce Gennaro, nato a Cercola il 29/01/1983; Capriolo Pasquale,
nato a Napoli il 16/12/1977; Castaldo Francesco, nato a Pollena
Trocchia il 26/10/1970; Ceriello Armando, nato a Pollena Trocchia
il 23/02/1987; Cirillo Concetta, nata a Napoli il 30/05/1961,
Contino Antonio, nato a Napoli il 13/02/1970; De Luca Vincenzo,
nato a Napoli il 24/11/1981; De Michele Pasquale, nato ad
Ottaviano il 03/02/1957; Fusco Antonio, nato a Napoli il
17/03/1959; Perillo Ciro, nato a Napoli il 30/03/1977, Piccolo Ciro,
nato a Pollena Trocchia il 12/05/1983; Piccolo Concetta, nata a
Penale Sent. Sez. 5 Num. 48676 Anno 2014
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: GUARDIANO ALFREDO
Data Udienza: 14/05/2014
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Napoli il 03/01/1965; Siciliano Francesco Maria, nato a
Sant'Anastasia il 17/09/1961, avverso la sentenza pronunciata
dalla corte di appello di Napoli il 26.3.2010;
udito il pubblico ministero nella persona del sostituto procuratore
generale dott. Carmine Stabile, che ha concluso per: 1) il rigetto
dei ricorsi presentati nell'interesse di Calce Gennaro, Capriolo
Pasquale, Castaldo Francesco e di Piccolo Ciro; 2) l'inammissibilità
di tutti gli altri ricorsi;
uditi per i ricorrenti i difensori di fiducia, avvocati Arienzo,
Terracciano, Toraldo, Campana, Aricò, Krogh e Fumo, che hanno
tutti concluso per l'accoglimento dei ricorsi presentati
nell'interesse dei rispettivi assistiti.
FATTO E DIRITTO
1. Con sentenza pronunciata il 19.4.2010 il tribunale di Noia
condannava, tra gli altri imputati, gli attuali ricorrenti 1) Calce
Gennaro; 2) Capriolo Pasquale; 3) Castaldo Francesco; 4) Ceriello
Armando; 5) Cirillo Concetta; 6) Contino Antonio; 7) De Luca
Vincenzo; 8) De Michele Pasquale; 9) Fusco Antonio; 10) Perillo
Ciro; 11) Piccolo Ciro, classe 1983; 12) Piccolo Concetta; 13)
Siciliano Francesco Maria, alle pene, principali ed accessorie, ed
alle misure di sicurezza ritenute di giustizia, oltre al risarcimento
dei danni derivanti da reato in favore delle costituite parti civili, in
relazione ad una pluralità di delitti in materia di associazione a
delinquere di stampo mafioso ex art. 416, bis, co. 1, 2, 3, 4, 5, 6,
c.p. (capi A e B); di estorsione, sia in forma tentata che
consumata (capi L; V; 00); di danneggiamento (capo C); di armi
(capi C; 001), di trasferimento illecito di valori (capo M); nonché
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di stupefacenti ex artt. 74 e 73, d.p.r. 309/90 (capi MM; NN;
NN1; VV; ZZ), tutti originariamente contestati anche come
aggravati ai sensi dell'art. 7, I. 203/91.
2.
Con sentenza pronunciata il 26.3.2012 la Corte di appello di
Napoli riformava parzialmente la sentenza di primo grado,
esclusivamente sotto il profilo sanzionatorio, in senso più
favorevole agli imputati, nei confronti di Capriolo Pasquale,
Castaldo Francesco, Fusco Antonio, Piccolo Ciro e, su appello del
pubblico ministero, in senso più sfavorevole nei confronti di
Siciliano Francesco Maria, previo riconoscimento della circostanza
aggravante di cui all'art. 7, I. 203/91, confermando, nel resto,
l'impugnata sentenza.
2.1. La posizione degli attuali ricorrenti ha formato oggetto di
stralcio, come da ordinanza emessa dalla Quinta Sezione Penale
della Corte di Cassazione (innanzi alla quale la sentenza della
corte territoriale era stata impugnata), nel corso dell'udienza del
12.7.2013, all'esito della quale veniva pronunciata sentenza con
cui si dichiarava l'inammissibilità dei ricorsi presentati dai
coimputati Circone Salvatore, Sarno Pasquale e Troiano Eduardo e
si rigettavano quelli presentati nell'interesse dei coimputati
Caniello Raffaele, Coppola Luigi, De Michele Aldo, De Michele
Fabio, Esposito Salvatore, Gallucci Gennaro, Gallucci Giancarlo,
Maione Pasquale, Mosti Maria, Panico Giovanni, Passarelli Mauro,
Perillo Gerardo, Piccolo Antonio, Piccolo Ciro, Piscopo Giuseppe e
Sarno Nicola.
3.
Secondo l'impostazione accusatoria, sostanzialmente accolta
dai giudici di primo e di secondo grado, gli attuali ricorrenti hanno
posto in essere una serie di condotte illecite, riconducibili alle
attività criminose delle associazioni a delinquere di stampo
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