Sentenza Nº 48672 della Corte Suprema di Cassazione, 29-11-2019

Data di Resoluzione:29 Novembre 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
FALCIOLA LUCIANO nato a DOMODOSSOLA il 16/06/1941
avverso la sentenza del 09/03/2018 della CORTE APPELLO di MILANO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCO ALIFFI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore LUIGI BIRRITTERI che
ha concluso chiedendo l'annullamento con rinvio per la sola rideterminazione della
pena accessoria e declaratoria di inammissibilità nel resto.
Udito il difensore presente per la parte civile, Fallimento Società Italiana Serie Acetica
Sintetica S.p.a., avv. Guido Chiarloni il quale si è associato alle richieste del PG e ha
rassegnato conclusioni scritte unitamente a nota spese.
Udito per il ricorrente l'avv. Andrea Schietti che ha insistito, in accoglimento dei motivi
di ricorso, per l'annullamento della sentenza.
Penale Sent. Sez. 1 Num. 48672 Anno 2019
Presidente: IASILLO ADRIANO
Relatore: ALIFFI FRANCESCO
Data Udienza: 10/07/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. la Corte di appello di Milano, con pronuncia del 7.6.2013, ha parzialmente
riformato la sentenza emessa in data 15.72010 dal Tribunale della stessa città
nei confronti di Luciano Falciola e Aldo Bertola, imputati di varie condotte di
bancarotta in relazione al fallimento della SISAS S.p.a., dichiarato nell'aprile
2001.
Entrambi gli imputati erano chiamati a rispondere dei reati contestati in
rubrica nelle qualità:
-
il Falciola, di presidente del consiglio di amministrazione della società, a far
data dall'aprile 1995 e sino alla dichiarazione di fallimento (nonché quale
consigliere delegato di Sisas Industries s.a. e presidente del cda di Sisas
International Holding s.a., facenti parte del medesimo gruppo);
-
il Bertola, di consigliere delegato di Sisas S.p.a. tra l'aprile 1995 ed il
giugno 1996, quindi di vice-presidente del consiglio di amministrazione della
stessa dal giugno 1996 al settembre 2000, ed a sua volta componente del
consiglio di amministrazione delle società collegate anzidette.
Le contestate condotte criminose, qualificate ai sensi degli artt. 110 cod.
pen., 216, comma primo, n. 1, 223, comma primo, n. 1, e comma secondo, n. 2
legge fall., aggravate ex artt. 219 comma secondo, n. 1, e comma terzo (rectius,
primo), dello stesso r.d. n. 267/1942, riguardavano, nei limiti delle contestazioni
per cui è intervenuta declaratoria di penale responsabilità:
-
il trasferimento alla controllata lussemburghese SISAS INTERNATIONAL
S.A., nel periodo maggio 1997 / febbraio 1998, di risorse liquide per poco meno
di 70 miliardi di lire, in forma di sottoscrizione di due aumenti di capitale,
disponibilità apparentemente utilizzate dalla stessa controllata per sottoscrivere
a sua volta un aumento di capitale di altra società (la CTK) al fine di acquistare
brevetti dalla ALDOR TRADING per il corrispettivo di circa 36 miliardi, senza che
l'investimento fosse giustificato da iniziative industriali (n. 1);
-
la dissipazione del patrimonio sociale, realizzata trasferendo alla
controllante WHEATLEY circa 50 miliardi di lire, al fine di sostenere altre società
del gruppo (n. 2);
-
ancora la dissipazione del patrimonio sociale, in forme tali da concorrere a
cagionare il dissesto della fallita, attraverso ulteriori e dirette erogazioni di
denaro alle controllate, mediante risorse ricevute attraverso finanziamenti di
terzi, così gravando la SISAS S.p.a. di consistenti oneri non controbilanciati da
utili adeguati (n. 3);
-
un'ulteriore ipotesi di dissipazione, derivante dalla mancata bonifica e
messa in sicurezza dell'area di discarica esistente presso lo stabilimento
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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