Sentenza Nº 48548 della Corte Suprema di Cassazione, 24-10-2018

Data di Resoluzione:24 Ottobre 2018
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
SEMERARO GIOVANNI nato a LECCE il 23/01/1937
avverso la sentenza del 26/02/2016 della CORTE APPELLO di LECCE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO PEZZELLA;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore STEFANO TOCCI
che ha concluso chiedendo l'annullamento senza rinvio del ricorso per intervenuta
prescrizione.
E' presente l'avvocato STARACE GUGLIELMO del foro di BARI in difesa di PARTE
CIVILE REGIONE PUGLIA che insiste per il rigetto del ricorso. Deposita conclusioni e
nota spese.
E' presente l'avvocato BONSEGNA GIUSEPPE del foro di LECCE in difesa di PARTE
CIVILE FIORENTINO SERGIO che insiste per il rigetto del ricorso. Deposita conclusioni
e nota spese.
E' presente l'avvocato BASSOTTI PIETRO del foro di ROMA in difesa di PARTE CIVILE
ONLUS CODACONS in sostituzione dell'avvocato MONGELLI PIERO del foro di LECCE
come da nomina a sostituto processuale ex art. 102 c.p.p. depositata in udienza che
Penale Sent. Sez. 4 Num. 48548 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: PEZZELLA VINCENZO
Data Udienza: 25/09/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
insiste per il rigetto del ricorso. Deposita conclusioni e nota spese.
E' presente AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO del foro di ROMA in difesa di
PARTE CIVILE UNIVERSITA' DEL SALENTO, in persona del Rettore pro tempore, che
insiste per il rigetto del ricorso. Deposita conclusioni e nota spese.
E' presente l'avvocato SAMBATI ANDREA del foro di LECCE in difesa di SEMERARO
GIOVANNI che illustrando i motivi del ricorso insiste per l'accoglimento.
E' presente l'avvocato BRUNELLI DAVID del foro di PERUGIA in difesa di SEMERARO
GIOVANNI che illustrando i motivi del ricorso insiste per l'accoglimento.
RITENUTO IN FATTO
1.
La Corte di Appello di Lecce con sentenza del
26/2/2016
confermava la
sentenza con cui in data
29/11/2013
il Tribunale di Lecce aveva condannato
SEMERARO GIOVANNI per i reati di cui:
Decreto di citazione del 13.11.2009:
a.
del reato p. e p. dagli artt. 439-452 c.p. per avere, quale legale rappre-
sentante e Presidente del Consiglio di Amministrazione della "Rico e Giovanni
Semeraro Carburanti spa" poi denominata "R&G Semeraro S.p.A" nonché legale
rappresentante e Presidente del Consiglio di Amministrazione della APISEM s.p.a.
e proprietario del terreno sito in Lecce tra l'attuale Via Taranto e Via Vecchia
Surbo.
Prima omettendo di adottare, in violazione delle norme contenute nel D.P.R.
915/82 e nel D.L.gs 22/97, tra il novembre 1985 e il dicembre 1997, le dovute
misure perché gli idrocarburi (in particolare idrocarburi 12,
benzene, toluene, xileni, etilbonzene, stirene) oggetto di manipolazione e conte-
nuti nei serbatoi metallici e in cemento armato ubicati all'interno del deposito si-
to tra le Via D'Aurio ora Via Taranto e Via Vecchia Surbo, che si assume essere
stati rimossi nell'anno 1998, non si disperdessero nel terreno sottostante; poi
non adottando, in violazione del disposto di cui all'art. 17 del D.L.gs. 22/97 le
misure necessarie per la immediata bonifica del sito ormai contaminato, e per-
tanto non impedendo che gli idrocarburi sopra specificati, sversati dal serbatoi,
non si disperdessero ulteriormente sul terreno sottostante e poi nella falda, ca-
gionato la contaminazione del terreno di sua proprietà nonché quelli circostanti
per una estensione di oltre 6.000' mq., e" l'avvelenamento delle acque delle fal-
de sottostanti superficiali e profonde destinate all'irrigazione e, potenzialmente,
anche alla alimentazione diretta, atteso che i predetti idrocarburi nocivi per la
salute pubblica, giornalmente filtravano, attraverso il terreno, nelle falde di cui
sopra rendendo le acque non idonee a qualsiasi uso.
Accertato in Lecce sino alla data odierna con permanenza.
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
b. Della contravvenzione p. e p. dagli artt. 257 primo comma ultimo inciso - 242
del D.Lgs n. 152/06 per aver omesso di comunicare, ai sensi e con le modalità
prescritte dall'art. 304 comma secondo del D.L.vo 152/06, tempestivamente al
Comune e alla Provincia di Lecce, quale responsabile dell'inquinamento dell'area
sita in Lecce tra la Via D'Aurio, ore Via Taranto e la Via Vecchia Surbo in passato
destinato a deposito di carburanti nonché delle aree circostanti, la presenza della
"storica" contaminazione del sito con il rischio di aggravamento della stessa. Ac-
certato in Lecce dall'agosto del 2007 con permanenza.
Decreto di citazione del 20.3.2012:
c.
del reato di cui agli artt. 439, 452 c.p. per avere quale legale rappresen-
tante della APISEM s.r.I e della "R&G' Semeraro s.p.a.", "NEXUS, HOLDING s.p.a.
e API ANONIMA PETROLI ITALIANA S.P.S.", società proprietarie del terreno adi-
bito a deposito carburanti della ditta APISEM s.r.l. omesso di adottare 'le dovute
misure perché gli idrocarburi non si disperdessero nel terreno sottostante e nelle
falde acquifere. In particolare, a differenza di quanto dichiarato nell'atto di di-
smissione dell'impianto e cioè di rimuovere tutte le attrezzature costituenti l'opi-
ficio, come specificato nella DIA 11.03.98 e di procedere alla rimozione dì tutte le
tubature di collegamento sotterranee e dei serbatoi interrati, con ripristino dello
stato dei luoghi, sotterrava e comunque non rimuoveva il fondo delle vasche di
cemento costituenti la base di contenimento e di sicurezza dei serbatoi, nelle
quali si accumulavano consistenti quantità di residui di idrocarburi, cosicché il
periodico aumento di livello della portata della falda superficiale ne cagionava il
progressivo ed ulteriore dilavamento contribuendo con le altre carenze del ripri-
stino e di tutte le fasi delle operazioni di bonifica, descritte al capo b), all'avvele-
namento delle falde acquifere, (fino a raggiungere limiti nei quali la fase idrocar-
burica era maggiore e preponderante rispetto alla quantità di acqua), che risul-
tavano contaminate da sostanze idrocarburiche quali idrocarburi, benzene, to-
luene, xileni etilbenzene, naftaline e MTBE (rendendole non utilizzabili né per usi
potabili né irrigui né ad altro fine), inquinamento che si diffondeva nelle aree cir-
costanti attingendo oltre alla proprietà Fiorentino, anche l'area di proprietà
dell'Università del Salento, destinato a cantiere edile denominato "STUDIUM
2000" per la realizzazione di opere dell'Ateneo, nonché in parte dell'area del par-
co "Torre di Belluogo", attingendo tra l'altro la proprietà di Porcarì Sandro e Ca-
logiuri Maria Gabriella ubicata in Via Taranto civico 39/f.
In Lecce, sino alla data odierna con permanenza.
2.
Il giudice di primo grado condannava l'odierno ricorrente alla pena di anni
2 e mesi 2 di reclusione per i reati sopra indicati sub
a.
e sub
c.,
nonché alla pe-
3
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA