Sentenza Nº 48001 della Corte Suprema di Cassazione, 20-11-2014

Data di Resoluzione:20 Novembre 2014
 
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SENTENZA
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Ci disposto d'ufficio
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-iffiposto
dalla legge
sul ricorso proposto da
B.F.
, nato
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G.A.
, nato a
(omissis)
avverso la sentenza del 17/12/2012 della Corte di appello di Catanzar
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Vito Di Nicola;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Fulvio
Baldi , che ha concluso chiedendo, Per
G.
l'annullamento con rinvio
limitatamente al capo c). Rigetto nel resto. Per
B.
,
annullamento con
rinvio limitatamente al capo k). Rigetto nel resto;
uditi per la parte civile l'avv. Marina Pasqua, anche in sostituzione dell'avv. Maria
Teresa Manente, che ha concluso per il rigetto dei ricorsi;
uditi per gli imputati l'avv. Eugenio Bisceglia, l'avv. Francesco Caruso e l'avv.
Vittoria Maria Bossio che hanno concluso per l'accoglimento dei rispettivi ricorsi;
Penale Sent. Sez. 3 Num. 48001 Anno 2014
Presidente: MANNINO SAVERIO FELICE
Relatore: DI NICOLA VITO
Data Udienza: 17/09/2014
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
da lui evidentemente conosciuto,
(al secolo
A.G.
) a toccargli il pene e a congiungersi carnalmente
D.P.C.
, costringeva suor •
A.T.
OSCURATA
%
...
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di appello di Catanzaro, con sentenza emessa in data 17
dicembre 2012, ha confermato la pronuncia resa dal Tribunale della medesima
B.F.
città, con la quale
ed
G.A.
sono stati
rispettivamente condannati alla pena di anni nove e mesi tre di reclusione ed alla
pena di anni sei e mesi tre di reclusione.
Ai predetti sono stati contestati diversi reati di violenza sessuale commessi
dal mese di febbraio al giugno del 2005.
1.1. In particolare, al
B.
,
è stato contestato (capo a) il reato previsto
dagli artt. 609
bis,
61 n. 9 e n. 11 cod. pen. perché, con violenza consistita nello
strattonarla, nello strapparle il saio, nel colpirla al petto, alle gambe e alla vita,
nel prenderle con forza la mano portandola verso il proprio organo sessuale e
con la minaccia di ritorsioni nei confronti della sua famiglia da parte del mafioso,
con lui; il reato (capo b) previsto dagli artt. 56 - 610, 61 n. 2, 9 e 11 cod. pen.
perché, chiamandola al telefono e ribadendo le minacce alla sua famiglia come
descritte al capo a), poneva in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a
costringere Suor
I
A.T.
i
(al secolo
) a non sporgere querela
in ordine ai fatti sub A).
Al
B.
ed al
G.
è stato contestato il reato (capo c) previsto dagli
artt. 61 n. 9 e 11 e 609
octies
cod. pen. (in relazione all'art. 609
bis,
comma 1)
cod. pen.), perché, riuniti tra loro e con altra persona allo stato non identificata,
con violenza consistita nel picchiarla e nell'aprirle con la forza la bocca per farle
ingoiare una pillola che le impediva in seguito ogni resistenza, costringevano
suor(
A.T.
(
(al secolo
I A.G.
)
a masturbarsi e, contestualmente, la
riprendevano con una videocamera e le scattavano diverse fotografie.
Al solo
i
B.
i sono stati ancora contestati il reato (capo d) previsto dagli
artt. 61 n. 9 e 11 e 609
bis
cod. pen., perché, subito dopo aver tenuto la
condotta di cui al capo che precede, con violenza consistita nell'approfittare dello
stato di incoscienza in cui la stessa versava a seguito dell'assunzione della pillola
di cui sopra, costringeva suor
I
A.T.
i
(al secolo
A.G.
» a
congiungersi carnalmente con lui; il reato (capo e) previsto dagli artt. 56 - 610,
61 n. 2, 9 e 11 cod. pen., perché, ribadendo sia di persona e che al telefono, le
minacce alla sua famiglia sopra descritte e prospettandole il rischio, ove avesse
parlato, di diffondere le immagini scattate e registrate in occasione dei fatti sub
c), poneva in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Suor
A.T.
(al secolo
I
A.G.
)
a non sporgere querela in ordine ai reati
di cui ai capi che precedono; il reato (capo f) previsto dagli artt. 61 n. 9 e 11 e
n
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