Sentenza Nº 46536 della Corte Suprema di Cassazione, 24-11-2015

Data di Resoluzione:24 Novembre 2015
 
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SENTENZA
Sui ricorsi proposti da:
-
GHELFI ZOBOLI GIAN PAOLO, n. 9/05/1951 a Modena
-
GATTI ELISA, n. 3/02/1951 a Spilamberto
avverso l'ordinanza del tribunale del riesame di BRINDISI in data 29/05/2015;
visti gli atti, il provvedimento denunziato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Alessio Scarcella;
udite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. G. Izzo, che ha chiesto dichiararsi inammissibili i ricorsi;
udite, per i ricorrenti, le conclusioni dell'Avv. G. Lillo, che ha chiesto accogliersi i
ricorsi;
Penale Sent. Sez. 3 Num. 46536 Anno 2015
Presidente: MANNINO SAVERIO FELICE
Relatore: SCARCELLA ALESSIO
Data Udienza: 04/11/2015
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Con ordinanza emessa in data 29/05/2015, depositata in data 4/06/2015, il
tribunale del riesame di BRINDISI rigettava l'istanza presentata nell'interesse di
GHELFI ZOBOLI GIAN PAOLO e GATTI ELISA, confermando il decreto di
sequestro preventivo emesso in data 16/03/2015 dal GIP presso il medesimo
tribunale avente ad oggetto le particelle n. 349 e 351 censite nel Foglio 35 del
Comune di Carovigno, su cui era stato edificato un immobile, ipotizzando a
carico degli indagati la sussistenza del reato di cui agli artt. 110 cod. pen., 30,
comma primo, 44, lett. c), d.P.R. n. 380 del 2001, 146 e 181, D. Lgs. n. 42 del
2004, per aver concorso, quali acquirenti delle predette particelle, con gli
originari proprietari del terreno, con i tecnici incaricati dei frazionamenti e con i
dirigenti degli uffici tecnici comunali firmatari dei permessi di costruire,
predisponendo e realizzando in c.da Bufalaria o Bufaloria in loc. Serri, agro di
Carovigno, una trasformazione urbanistica del territorio mediante il
frazionamento, l'acquisto e la vendita di una serie di lotti di terreno censiti ai
fogli di mappa 35 e 46 del Catasto dei terreni di Carovigno, sia attraverso
l'edificazione materiale, su detti lotti e su altri non precedentemente frazionati, di
manufatti destinati univocamente, per caratteristiche costruttive degli immobili e
delle opere di urbanizzazione realizzate, per i materiali utilizzati e per la
predisposizione di arredi e finiture di pregio, a residenza estiva e/o seconda
casa, in violazione di una serie di disposizioni meglio descritte nel capo di
imputazione cautelare; ancora, con riferimento agli odierni ricorrenti, per aver
realizzato in un'area, originariamente di proprietà di Epifani Fedele, censita in
catasto alle predette particelle, una villa per residenza estiva con annessa
piscina, in totale difformità dal p.d.c. n. 171/2011 e dalla SCIA n. 12/2012,
difformità consistite nella realizzazione di apposita apertura, poi chiusa con
materiale in cartongesso alla data del 10/08/2012, tra zona ad abitazione e zona
a deposito agricolo, così determinando una continuità tra di essi e una univoca
destinazione ad abitazione, anche in considerazione dell'utilizzazione nella zona a
deposito agricolo degli stessi valori funzionali, tecnici ed impiantistici della zona
ad abitazione e della realizzazione di spazi, rifiniture (porte, armadio a muro) ed
impiantistica (numero di prese e punti luce)simili ad una stanza da letto
dell'abitazione, nonché di due bagni al loro esclusivo servizio, con la
predisposizione di water, bidet, lavandino e doccia.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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