Sentenza Nº 46428 della Corte Suprema di Cassazione, 15-11-2019

Data di Resoluzione:15 Novembre 2019
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto da
Lunghi Nicola, nato a Caserta il 28/3/1943;
Di Bona Natalino, nato ad Anzio il 19/12/1949;
Carabulea Nelu, nato in Romania il 6/4/1976;
Toader Vasiliu Liviu, nato in Romania il 5/12/1976;
Restante Angelino, nato a Nettuno il 2/8/1958,
Hada Roland Ainur, nato in Romania il 19/3/1977;
avverso la sentenza del 24/4/2018 dalla Corte di assise di appello di Roma;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Carlo Renoldi;
udito il Pubblico ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Giovanni Di Leo, che ha concluso chiedendo la declaratoria di inammissibilità dei
ricorsi;
uditi, per tutti gli imputati, gli avv.ti Fabio D'Acunto, Antonio Moriconi, Pier Luca
Meloni, Federico Savo e Giuseppe Caputo, i quali hanno concluso chiedendo
l'accoglimento dei ricorsi.
RITENUTO IN FATTO
1. In data 9/2/2006 Daniela Ivanova e Veleka Boykova, due ragazze di
nazionalità bulgara, si erano spontaneamente recate dai Carabinieri di Latina,
ove avevano reso dichiarazioni relative all'attività di prostituzione dalle stesse
esercitata, da qualche tempo, presso
l'hotel "San Michele" di Aprilia, nel quale, a
seguito di accordi intercorsi con il titolare, poi identificato in Nicola Lunghi,
j
,..)
,
-
,-
f
----
Penale Sent. Sez. 1 Num. 46428 Anno 2019
Presidente: ROCCHI GIACOMO
Relatore: RENOLDI CARLO
Data Udienza: 11/06/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
potevano portare i clienti in camera, dietro il versamento di una somma di
denaro allo stesso titolare dell'albergo.
A partire da quelle rivelazioni, era stata avviata un'estesa attività
investigativa che aveva portato alla intercettazione di numerose conversazioni,
allo svolgimento di servizi di osservazione da parte della polizia giudiziaria e alla
acquisizione delle dichiarazioni di alcune delle ragazze coinvolte. Dall'insieme di
tali elementi di fatto, era emersa l'esistenza di una attività di prostituzione
costantemente esercitata all'interno della predetta struttura alberghiera, gestita
da Lunghi e, più in generale, di un vasto giro di prostituzione in alcuni
night club
della provincia di Latina; sicché era stata ipotizzata l'esistenza di tre distinte
organizzazioni criminali operanti nel territorio della provincia laziale, collegate fra
loro e dedite a favorire l'ingresso e la permanenza illegale di ragazze straniere
nel territorio dello Stato, al fine di destinarle alla prostituzione e a sfruttarne
l'attività. Un'azione che veniva svolta secondo un collaudato
modus operandi
in
base al quale: le ragazze venivano reclutate, per essere avviate alla
prostituzione, attraverso referenti domiciliati in vari stati extracomunitari; alle
giovani veniva pagato il viaggio e venivano loro consegnati documenti falsi e
forniti alloggi, in questo modo favorendo l'ingresso e la permanenza illegale delle
stesse nel territorio dello Stato; infine, le ragazze venivano accompagnate nei
luoghi in cui si svolgeva la prostituzione, con una clientela all'uopo procacciata,
con il consenso dei proprietari dei locali in cui questo avveniva e dietro la
percezione, da parte di quanti collaboravano con l'organizzazione, di una
percentuale sui guadagni. Un quadro, quello riassunto, che aveva trovato
conferma, a dibattimento, anche nelle dichiarazioni di Simona Mihaela Scurtu, la
quale - già identificata nel corso dell'azione del Maresciallo Russo dei Carabinieri,
che in data 5/1/2007 si era finto un semplice cliente della ragazza - aveva
ammesso di prostituirsi presso l'albergo
San Michele,
ove Lunghi, pienamente
consapevole dell'attività illecita da lei svolta, non sempre l'aveva registrata alla
reception
allorché si era presentata con i clienti, e di avere versato,
regolarmente, a Vasiliu Liviu Toader, il 25% del denaro da lei guadagnato.
1.1. All'esito del giudizio di primo grado, con la sentenza in data 14/10/2014,
la Corte di assise di Latina aveva concluso per l'esistenza di un'unica
associazione, la quale, benché di ridotte dimensioni, aveva una struttura stabile,
con un programma criminoso indeterminato e un complesso organizzativo idoneo
a realizzare gli scopi prefissati. Nel dettaglio, Toader reperiva le ragazze tramite i
suoi contatti in Romania; Di Bona gestiva i viaggi, pagando i vettori; Beghin
supportava Lunghi, cercando di sistemare le ragazze ad Aprilia; Lunghi
sovrintendeva all'attività, gestendo l'albergo in prima persona. E in tale contesto,
Nelu Carabulea svolgeva attività di vettore, trasportando le ragazze dalla
Romania all'Italia; Harja svolgeva un identico ruolo, sia pure per trasporti che in
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA