Sentenza Nº 45338 della Corte Suprema di Cassazione, 09-10-2018

Data di Resoluzione:09 Ottobre 2018
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
DI MARCO ANTONINO nato a CORLEONE il 29/09/1956
PARRINO NICOLA nato a PALAZZO ADRIANO il 15/12/1953
D'UGO PASQUALINO nato a PALAZZO ADRIANO il 20/05/1961
D'UGO FRANCO nato a PALAZZO ADRIANO il 27/11/1965
BADAMI CIRO nato a VILLAFRATI il 29/04/1946
avverso la sentenza del 20/07/2017 della CORTE APPELLO di PALERMO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO CAPUTO
Uditi in pubblica udienza: il Sostituto Procuratore generale della Repubblica
presso questa Corte di cassazione dott.ssa M. F. Loy, che ha concluso per
l'inammissibilità dei ricorsi; per le parti civili Associazione antimafia e Antiracket
- La verità vive! - Onlus l'avv. G. Gandolfo, per Raineri Giuseppe l'avv. S.
Caradonna, per FAI - Federazione delle associazioni Antiracket e Antiusura
italiane e Associazione di Volontariato Comitato Addiopizzo l'avv. S. Forello,
sostituito dall'avv. S. Caradonna, per Centro Studi e iniziative culturali Pio La
Torre Onlus l'avv. F. Barcellona, sostituito dall'avv. S. Caradonna, che hanno
depositato conclusioni e nota spese; per i ricorrenti l'avv. A. Di Lorenzo e l'avv.
A. Campo, che hanno concluso per l'accoglimento dei ricorsi.
Penale Sent. Sez. 5 Num. 45338 Anno 2018
Presidente: PEZZULLO ROSA
Relatore: CAPUTO ANGELO
Data Udienza: 13/07/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza deliberata, all'esito del giudizio abbreviato, il 22/02/2016, il
Tribunale di Palermo, per quanto è qui di interesse, dichiarava:
1) Di Marco Antonino responsabile dei seguenti reati:
capo A), previa esclusione della circostanza aggravante del finanziamento a
mezzo di attività delittuose (quinto -
rectius,
sesto - comma dell'art. 416
bis
cod.
pen.): partecipazione all'associazione mafiosa Cosa Nostra e, segnatamente, alla
famiglia di Corleone, costituendo un punto di riferimento nei rapporti tra
esponenti di vertice del mandamento di Corleone e la famiglia mafiosa di Palazzo
Adriano nell'ambito della quale svolgeva funzioni di supervisione e
coordinamento;
Capo B): tentata estorsione pluriaggravata, in danno di Vincenzo Lo Verde
(in data anteriore e prossima al 28/02/2012);
capo C): turbata libertà degli incanti pluriaggravata (in data anteriore e
prossima al 28/02/2012);
capo D), limitatamente alla condotta
sub
a): estorsione continuata e
pluriaggravata in danno di Angelo La Rocca, costretto a versare, in tre soluzioni,
la somma complessiva di euro 2 mila quale "messa a posto" per i lavori di
manutenzione realizzati nel territorio di Burgio (in data anteriore e prossima al
23/11/2012);
capo E), previa riqualificazione del fatto in tentata estorsione pluriaggravata
e continuata e limitatamente alla condotta
sub
a), volta a costringere Angelo La
Rocca a versare la somma di euro mille quale "messa a posto" per i lavori di
manutenzione straordinaria di alcuni tratti di strade comunali (in data anteriore e
prossima al 20/12/2012);
capo F), limitatamente alla condotta
sub
a): estorsione continuata e
pluriaggravata in danno di Giuseppe Raineri, costretto a versare la somma di
euro mille quale "messa a posto" per lavori di ripristino del corpo stradale (fino al
16/11/2012);
capo G): estorsione pluriaggravata in danno di Francesco Callivà, costretto a
versare la somma di euro 2.000 quale "messa a posto" per l'apertura di
un'attività commerciale di rivendita di auto usate (fino al 21/12/2012);
capo H): estorsione continuata e pluriaggravata in danno di Francesco
Callivà, costretto a versare, in due soluzioni, la somma di euro 1.200 quale
"messa a posto" per le mensilità di gennaio e febbraio 2013 per l'attività
commerciale di rivendita di auto usate (fino al febbraio 2013);
capo I): tentata estorsione pluriaggravata volta a costringere Giuseppe
Raineri a rinunciare all'esecuzione di lavoro nel borgo rurale di Filara nel comune
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
di Prizzi a favore della ditta riconducibile ad Angelo La Rocca (fino al
04/01/2013);
capo L): minaccia pluriaggravata in danno di Vincenzo Calì (il 07/06/2012).
Ritenuta la continuazione tra i reati e la diminuente per il rito, Di Marco
veniva condannato alla pena di anni 12 di reclusione ed euro 11.600 di multa.
2)
Parrino Nicola responsabile dei seguenti reati:
capo A), previa esclusione della circostanza aggravante del finanziamento a
mezzo di attività delittuose (quinto —
rectius,
sesto - comma dell'art. 416
bis
cod.
pen.): partecipazione all'associazione mafiosa Cosa Nostra e, segnatamente, alla
famiglia di Palazzo Adriano;
capi D), limitatamente alla condotta
sub
a), E), previa riqualificazione del
fatto in tentata estorsione pluriaggravata e continuata e limitatamente alla
condotta
sub
a), F), limitatamente alla condotta
sub
a), G), H) e I);
capo
M),
furto
pluriaggravato
e,
previa
diversa
qualificazione
dell'imputazione di tentata estorsione, minaccia pluriaggravata in danno di
Giuseppe Tamburello (il 02/03/2012).
Esclusa la recidiva contestata, ritenuta la continuazione tra i reati e la
diminuente per il rito, Parrino veniva condannato alla pena di anni 11 e mesi 8 di
reclusione ed euro 10.800 di multa.
3)
D'Ugo Pasqualino responsabile dei seguenti reati:
capo A), previa esclusione della circostanza aggravante del finanziamento a
mezzo di attività delittuose (quinto —
rectius,
sesto - comma dell'art. 416
bis
cod.
pen.): partecipazione all'associazione mafiosa Cosa Nostra e, segnatamente, alla
famiglia di Palazzo Adriano;
capo F), limitatamente alla condotta
sub
a), L), M) (furto pluriaggravato e,
previa diversa qualificazione dell'imputazione di tentata estorsione, minaccia
pluriaggravata).
Ritenuta la continuazione tra i reati e la diminuente per il rito, D'Ugo
Pasqualino veniva condannato alla pena di anni 9, mesi 8 e giorni 20 di
reclusione ed euro 7.800 di multa.
4)
D'Ugo Franco responsabile dei seguenti reati:
capo A), previa esclusione della circostanza aggravante del finanziamento a
mezzo di attività delittuose (quinto —
rectius,
sesto - comma dell'art. 416
bis
cod.
pen.): partecipazione all'associazione mafiosa Cosa Nostra e, segnatamente, alla
famiglia di Palazzo Adriano; capi L) e M) (furto pluriaggravato e, previa diversa
qualificazione dell'imputazione di tentata estorsione, minaccia pluriaggravata).
Esclusa la recidiva contestata, ritenuta la continuazione tra i reati e la
diminuente per il rito, D'Ugo Franco veniva condannato alla pena di anni 8 e
mesi 4 di reclusione.
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA