Sentenza Nº 45132 della Corte Suprema di Cassazione, 31-10-2014

Data di Resoluzione:31 Ottobre 2014
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COSENTINO NICOLA, nato il 2/01/1959
RECCIA ENRICO, nato il 10/11/1963
SORRENTINO BRUNO, nato il 18/10/1957
ADAMIANO GIOVANNI, nato il 7/03/1955
avverso l'ordinanza n. 2394/2014 del Tribunale del riesame di Napoli del 17/04/2014;
sentita la relazione svolta dal consigliere Margherita Cassano;
sentite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale Roberto Aniello che ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza
impugnata nei confronti di Cosentino, Adamiano, Sorrentino in relazione al capo a-
bis) e nei confronti dei soli Adamiano e Sorrentino, anche per il capo a) e, inoltre, per
i restanti capi, l'annullamento della sentenza impugnata nei confronti dei ricorrenti
Penale Sent. Sez. F Num. 45132 Anno 2014
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: CASSANO MARGHERITA
Data Udienza: 04/09/2014
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limitatamente alle esigenze cautelari, e ha chiesto l'annullamento senza rinvio della
sentenza impugnata nei confronti di Reccia, perché il fatto non costituisce reato;
uditi i difensori di fiducia dei ricorrenti, avv. Montone e De Caro per Cosentino,
Della Monica e Trasacco per Reccia, Fusco e Bonfiglio per Adamiano e Sorrentino i
quali hanno tutti chiesto l'accoglimento dei rispettivi ricorsi.
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Ritenuto in fatto.
1.
11 16-17 aprile 2014 il Tribunale di Napoli, costituito ai sensi dell'art.
309 c.p.p., rigettava le richieste di riesame proposte da Nicola Cosentino, Giovanni
Adarniano, Bruno Sorrentino e, per l'effetto, confermava l'ordinanza di custodia
cautelare in carcere, emessa nei loro confronti il 26 marzo 2014 dal giudice per le
indagini preliminari in ordine ai delitti, contestati in forma concorsuale, di
estorsione continuata pluriaggravata (capo a), illecita concorrenza mediante
violenza e minaccia (capo a-bis), tentata estorsione pluriaggravata (capo a-ter), e,
per il solo Nicola Cosentino, anche in ordine al delitto di concussione ed estorsione
aggravata (capo b).
Riformava nei confronti di Enrico Reccia, sottoposto ad indagini in ordine al
delitto di favoreggiamento personale (capo f), l'ordinanza originariamente emessa
il 26 marzo 2014 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Naoli,
sostituendo la misura degli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora presso il
comune di residenza.
2.Preliminarmente il Tribunale del riesame respingeva le eccezioni formulate
dalla difesa.
2.1.Con riferimento alla richiesta di declaratoria di inefficacia della misura per
violazione dell'art. 294 c.p.p., avendo il giudice per le indagini preliminari fissato
l'interrogatorio di garanzia il giorno successivo alla notifica dell'ordinanza
cautelare, osservava che la censura doveva essere prospettata al giudice procedente
e, in caso di rigetto, mediante l'impugnazione al Tribunale competente ai sensi
dell'art. 310 c.p.p.
Esaminando il merito della questione, argomentava che i due difensori di fiducia
dell'indagato avevano ricevuto regolare e tempestiva notifica della data fissata per
l'interrogatorio e che, in tale sede, i legali avevano chiesto ed ottenuto termine per
consultazione con il proprio assistito, tant'è che il giudice aveva differito
l'espletamento dell'incombente di alcune ore, come desumibile dai ff. 10 e 11 del
verbale stenotipico. Un termine più ampio non appariva compatibile con i termini
perentori fissati dalla legge per l'espletamento dell'interrogatorio che, per espressa
previsione normativa, deve avvenire immediatamente e, comunque, non oltre il
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