Sentenza Nº 44154 della Corte Suprema di Cassazione, 30-10-2019

Data di Resoluzione:30 Ottobre 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
BELOTTI LUCA PAOLO nato a SERIATE il 16/07/1963
avverso la sentenza del 22/11/2018 della CORTE APPELLO di BRESCIA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere DANIELE CENCI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale dr.ssa DELA
CARDIA, che ha concluso chiedendo il rigetto.
uditi i Difensori:
è presente l'avvocato ANNA CONTI, del Foro di BERGAMO in difesa delle parti civili
CAPOFERRI MARIO e MANENTI BRUNA, che deposita conclusioni scritte alle quali si
riporta e nota spese delle quali chiede la liquidazione, chiedendo il rigetto del ricorso;
è presente l'avvocato Alessandro ZONCA, del Foro di BERGAMO, in difesa della parte
civile COMUNE DI TRESCORE BALNEARIO, che deposita conclusioni alle quali cui
riporta e nota spese;
è presente l'avvocato PAOLA VILLA, del Foro di BERGAMO, in difesa dell'imputato
BELOTTI LUCA PAOLO, che chiede l'accoglimento del ricorso.
Penale Sent. Sez. 4 Num. 44154 Anno 2019
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: CENCI DANIELE
Data Udienza: 04/10/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.La Corte di appello di Brescia il 22 novembre 2018, in parziale riforma
della sentenza, appellata dall'imputato, con cui il G.u.p. del Tribunale di Bergamo
il 6 novembre 2017, all'esito del giudizio abbreviato condizionato (all'esame del
c.t. della difesa ing. Francesco Bocchio; è stato sentito a contro-prova il c.t. del
P.M. ing. Paolo Panzeri), ha riconosciuto Luca Paolo Belotti responsabile del reato
di cui all'art. 449 cod. pen. - disastro colposo - frana, fatto commesso il 16
novembre 2014, e, senza attenuanti, condannato alla pena stimata di giustizia,
infine ridotta per il rito (pena finale, dieci mesi di reclusione), oltre al
risarcimento dei danni in forma generica a favore delle costituite parti civili, con
assegnazione di provvisionale, ebbene, concesse le circostanze attenuanti
generiche, ha rideterminato, riducendola, la sanzione (pena finale sei mesi e
venti giorni di reclusione); con conferma quanto al resto.
2. I fatti, in sintesi, come concordemente ricostruiti dai giudici di merito.
2.1.11 16 novembre 2014 si è verificata un'ampia frana in Trescore Balneario
(BG) che ha determinato, tra l'altro, il collasso del muro di contenimento della
proprietà immobiliare Aminella s.r.l. in un cantiere che era fermo da ormai
quattro anni: si tratta di una paratia in micropali delle dimensioni di circa
cinquanta metri di larghezza e dodici metri di altezza (v. p. 5 sentenza di appello
e p. 5 della sentenza di primo grado), con annesso muro in blocchi di cemento,
posta in corrispondenza di un cantiere per la costruzione di alcune villette a
schiera in stato di abbandono, parzialmente travolte dal crollo della paratia; si è,
inoltre, distaccato un muretto in pietra sito nella sovrastante proprietà privata
Capoferri-Manenti (su cui si tornerà); si è fessurato il marciapiede della strada a
valle; sono franati alcuni muri di contenimento; il lento ma continuo
smottamento di terreno impregnato di acqua piovana è continuato per ore,
provocando, tra l'altro, crepe nell'asfalto e nei terreni agricoli.
E' stato, in conseguenza, chiuso l'accesso alla via Aminella; temendosi per la
tenuta di alcuni pali dell'alta tensione delle condotte di gas metano, tali strutture
sono state temporaneamente isolate; i residenti in zona (otto nuclei familiari,
complessive venti persone) sono stati evacuati per undici giorni.
Le dimensioni della zona complessivamente interessata dallo smottamento
sono state stimate dai giudici di merito in circa 8.500 - 9.000 metri quadrati.
2.2.Superato il primo momento di emergenza, sono state avviate indagini
che hanno consentito di accertare che i lavori per la costruzione di nove villette a
schiera sui terreni di proprietà della società immobiliare Aminella s.r.l. alla via
Aminella di Trescore Balneario erano stati autorizzati dal Comune nell'anno 2007,
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