Sentenza Nº 41023 della Corte Suprema di Cassazione, 07-10-2019

Data di Resoluzione:07 Ottobre 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
GALLO ANDREA nato a CASTELLAMMARE DI STABIA il 01/09/1992
avverso la sentenza del 17/01/2018 della CORTE ASSISE APPELLO di NAPOLI
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DI GIURO;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARIELLA DE
MASELLIS
che ha concluso chiedendo
Il PG conclude per il rigetto del ricorso.
udito il difensore
L'Avv. Giovanni Arico' conclude per l'accoglimento del ricorso.
L'Avv. Alessandro Diddi conclude per l'accoglimento del ricorso.
Penale Sent. Sez. 1 Num. 41023 Anno 2019
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: DI GIURO GAETANO
Data Udienza: 04/06/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di assise di appello di
Napoli ha confermato la sentenza emessa in data 29/09/2016 dalla Corte
di assise di Napoli, che dichiarava la penale responsabilità di Andrea Gallo
in ordine agli omicidi di Giovanni Scognamiglio e Roberto Scognamiglio, e
ai delitti di detenzione e porto illegali della pistola calibro 9, delitti tutti
aggravati dall'essere stati commessi con metodo mafioso e al fine di
agevolare l'attività dell'associazione mafiosa Gallo-Limelli-Vangone, attiva
nella zona di Boscotrecase, Torre Annunziata e paesi limitrofi, e, esclusa
l'aggravante della premeditazione e ritenuta la continuazione tra tutti i
reati, lo condannava alla pena di anni ventinove di reclusione.
1.1 La Corte territoriale in via preliminare dà atto del rigetto, con
ordinanza allegata al verbale dell'udienza del 12 gennaio 2018,
dell'eccezione sollevata dal difensore dell'imputato, avvocato Riccardo
Ferone, unico difensore presente a detta udienza, in ordine alla tardività
della notifica dell'avviso al secondo difensore, avvocato Gennaro
Pecoraro.
Passando al merito, la Corte
a qua,,
rievoca la ricostruzione dei fatti
operata dal primo Giudice, rilevando : - che il duplice omicidio si
verificava la sera del 30 maggio 2014, poco dopo le ore 23,00,
nell'abitazione di Giovanni Scognamiglio, sita alla via Andolfi di Torre
Annunziata; - che Roberto Scognamiglio decedeva sul colpo, colpito da un
proiettile letale al capo, mentre Giovanni Scognamiglio, attinto da otto
colpi di arma da fuoco, di cui uno letale al capo, decedeva alle ore 0,50,
presso l'ospedale Loreto Mare di Napoli, dopo essere prima transitato per
l'ospedale di Boscotrecase; - che nell'immediatezza venivano rinvenuti
dalle forze dell'ordine intervenute sul luogo dei fatti numerosi bossoli e
proiettili ed una pistola cal. 9 mm., risultata essere carica e non avere
sparato alcuno dei proiettili esplosi in quel contesto; - che lo stub
effettuato sulle due vittime evidenziava, sulla mano destra di entrambe,
la presenza di particelle indicative di esplosione di colpi d'arma da fuoco;
- che dalle immagini registrate dalle telecamere installate presso il pronto
soccorso dell'Ospedale di Boscotrecase emergeva che pochi minuti dopo
l'ingresso di Giovanni Scognamiglio presso detto nosocomio, avvenuto
alle ore 23.16, vi faceva ingresso Andrea Gallo, precisamente alle ore
23.19.41, accompagnato dalla sorella e raggiunto poco dopo dal dottor
Ascione; - che Gallo era noto nell'ospedale come appartenente alla
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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