Sentenza Nº 40516 della Corte Suprema di Cassazione, 29-09-2016

Data di Resoluzione:29 Settembre 2016
 
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Penale Sent. Sez. U Num. 40516
Anno
2016
Presidente: CANZIO GIOVANNI
Relatore: BLAIOTTA ROCCO MARCO
Data Udienza: 23/06/2016
SENTENZA
sul ricorso proposto dal
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto
nei confronti
di
Del Vecchio Marco, nato a Vasto il
18/06/1975
avverso la sentenza del
27/05/2014
del Tribunale di Vasto
visti gli
atti,
la
sentenza impugnata e il ricorso;
udita la relazione svolta dal componente Rocco Marco Blaiotta;
udito
il
Pubblico Ministero, in persona dell'Avvocato generale Carmine Stabile,
che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso;
udito il difensore della parte civile Nicoletta Del Vecchio, avv. Pompeo
Del
Re,
che
ha
concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso;
udito
il
difensore dell'imputato, avv. Raffaele Giacomucci, che
ha
concluso
chiedendo l'inammissibilità o
il
rigetto del ricorso.
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RITENUTO
IN
FATTO
1.
A seguito di giudizio abbreviato, il Tribunale di Vasto
ha
affermato
la
responsabilità
dell'imputato
in epigrafe in ordine all'omicidio dei genitori, nonché
ai reati di
porto
abusivo
di
coltello, resistenza e lesioni personali aggravate nei
confronti del personale di polizia giudiziaria
intervenuto
dopo i crimini.
Per ciò che riguarda i reati di omicidio,
il
Tribunale ha escluso le aggravanti
della crudeltà e dell'uso di mezzo insidioso
ed
ha invece ritenuto quella di aver
agito
contro
gli
ascendenti, nonché quella inerente alla loro minorata difesa.
In
relazione a tale
ultima
circostanza va
tuttavia
subito
annotato
che1
mentre
il
dispositivo reca l'enunciazione dell'esistenza dell'aggravante in relazione
ad
ambedue gli
eventi
mortali, la motivazione ritiene che essa si configuri solo in
relazione all'omicidio del padre.
Sono
state
concesse
attenuanti
generiche equivalenti alle aggravanti residue
ed alla recidiva e, ritenuta la continuazione, è stata
inflitta
la pena di 20 anni di
reclusione,
oltre
al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili, da
liquidare in separata sede.
2. Secondo
quanto
accertato
dal Tribunale
l'imputato,
nella serata del 17
novembre 2012,
mentre
si trovava nell'abitazione familiare, colpì con 39
coltellate il padre che giaceva sul
letto
della stanza matrimoniale, attingendolo in
organi vitali; indi
si
recò in cucina e colpì la madre con
72
coltellate, pure esse
altamente
lesive.
Le
condotte furono caratterizzate da
un
rapido e reiterato
susseguirsi di colpi. Subito dopo, il
Del
Vecchio trascinò i corpi
sotto
il suo letto
e,
per
quanto possibile, eliminò le copiose tracce di sangue.
L'imputato
non ha ammesso gli addebiti e la responsabilità è stata ritenuta
anche a seguito
di
approfondimenti
istruttori
svolti nel corso del giudizio.
Il
Tribunale ha
ritenuto
che
gli
illeciti siano
maturati
in un contesto familiare
molto
degradato, caratterizzato,
soprattutto
in
passato, da comportamenti
aggressivi e violenti del padre; e che essi costituiscano espressione di una rabbia
esplosiva a lungo accumulata.
3. Ricorre
per
cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Vasto deducendo
quattro
motivi.
3. 1. Con i l
primo
si
censura la motivazione
per
quanto
attiene all'esclusione
dell'aggravante della crudeltà.
considera che le innumerevoli lesioni
inflitte
eccedono i
limiti
della
normalità
causale e costituiscono l'espressione di un
accanimento crudele, efferato, contro i genitori che dovevano essere dilaniati,

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