Sentenza Nº 40144 della Corte Suprema di Cassazione, 01-10-2019

Data di Resoluzione:01 Ottobre 2019
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
1)
Vadacca Davide, nato a Lecce il 13/09/1982
2)
Bellanova Alessio, nato a Campi Salentina il 25/02/1982
3)
Beshaj Ardian, nato in Albania il 03/02/1987
4)
Campa Eugenio Antonio, nato a Sanarica il 28/05/1958
5)
Cazzella Carmelo, nato a Lecce il 11/02/1970
6)
D'amato Triska, nata a Lecce il 01/12/1989
7)
D'Attis Luca, nato a San Pietro Vernotico il 18/12/1979
8)
Dell'Anna Maria, nata a Lecce il 12/09/1981
9)
Di Lauro Teodoro, nato a Brindisi il 02/09/1957
10)
Notarnicola Salvatore, nato a San Pietro Vernotico il 03/01/1981
11)
Perrone Marco, nato a San Pietro Vernotico il 10/07/1975
12)
Prinari Cinzia, nata a Lecce il 31/07/1964
13)
Tanzi Antonio Nicola, nato a Mola di Bari il 28/06/1966
avverso la sentenza del 05/03/2018 della Corte di appello di Lecce
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Antonio Costantini;
Penale Sent. Sez. 6 Num. 40144 Anno 2019
Presidente: DI STEFANO PIERLUIGI
Relatore: COSTANTINI ANTONIO
Data Udienza: 11/07/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Elisabetta Cesqui, che ha concluso per l'annullamento con rinvio limitatamente
alla quantificazione della pena e rigetto nel resto per Vadacca Davide;
l'inammissibilità dei ricorsi di Beshaj Ardian, Campa Eugenio Antonio, Cazzella
Carmelo, D'Amato Triska e Tanzi Antonio Nicola; il rigetto degli altri ricorsi;
udito l'avv. Francesca Grazia Conte, anche in qualità di sostituto processuale
dell'avv. Cristiano Solinas, in difesa di Vadacca Davide, che insiste nei motivi di
ricorso e si associa alla richiesta del PG; l'avv. Ladislao Massari, in difesa di Di
Lauro Teodoro e Notarnicola Salvatore, che insiste per l'accoglimento dei motivi
di ricorso; l'avv. Elvia Belmonte, in difesa di Dell'Anna Maria e quale sostituto
processuale dell'avv. Anna Maria Ciardo, in difesa di D'Amato Triska, che insiste
per l'accoglimento dei motivi di ricorso; l'avv. Vincenzo Blandolino, in difesa di
Campa Eugenio Antonio e quale sostituto processuale dell'avv. Umberto Leo in
difesa di Beshaj Ardian, che si riporta ai motivi e ne chiede l'accoglimento; l'avv.
Fulvio Pedone, in difesa di Bellanova Alessio, D'Attis Luca, Perrone Marco e
Prinari Cinzia, che insiste per l'accoglimento dei motivi di ricorso; l'avv. Paolo
Cantelmo, in difesa di Bellanova Alessio, Tanzi Antonio Nicola e Notarnicola
Salvatore e, quale sostituto processuale dell'avv. Spoti Carmine, in difesa di
Cazzella Carmelo, che insiste nei motivi di ricorso e ne chiede l'accoglimento.
RITENUTO IN FATTO
1. Davide Vadacca, Alessio Bellanova, Ardian Beshaj, Eugenio Antonio
Campa, Carmelo Cazzella, Triska D'Amato, Luca D'Attis, Maria Dell'Anna,
Teodoro Di Lauro, Salvatore Notarnicola, Marco Perrone, Cinzia Prinari, Antonio
Nicola Tanzi, a mezzo dei rispettivi difensori di fiducia, ricorrono avverso la
sentenza emessa in data 5 marzo 2018 dalla Corte di appello di Lecce, che ha
riformato parzialmente quella del 10 marzo 2015 del Giudice per le indagini
preliminari del Tribunale di Lecce.
I fatti oggetto del presente procedimento sono relativi ad un'associazione di
stampo mafioso nota come «sacra corona unita» (capo OA), ad una associazione
dedita al traffico di stupefacenti (capo A), sodalizi operanti in Lecce e zone
limitrofe, oltre che ad ulteriori reati fine relativi all'acquisto, alla detenzione e
cessione di stupefacenti.
Con riferimento all'associazione di cui al capo DA), e specificamente alla
frangia capeggiata da Roberto Nisi, si tratterebbe, secondo l'ipotesi accusatoria,
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
di cosca operante dal gennaio 2011 all'ottobre 2013 nel territorio di Lecce e
paesi limitrofi. Le attività principali del sodalizio, del quale facevano parte Alessio
Bellanova, Salvatore Notarnicola e Davide Vadacca - quest'ultimo con funzioni di
organizzazione e direzione - sarebbero state precipuamente quelle del traffico di
stupefacenti, del mantenimento dei detenuti e del controllo, mediante
intimidazione, del territorio.
L'associazione di cui al capo A), della quale avrebbero fatto parte Davide
Vadacca, Teodoro Di Lauro - costoro con funzioni direttive Alessio Bellanova,
Luca D'Attis, Salvatore Notarnicola, Cinzia Prinari, Carmelo Cazzella, Eugenio
Campa e Maria Dell'Anna, si sarebbe dedicata (tra il giugno 2012 e marzo 2013)
al traffico internazionale di stupefacenti, acquistando partite di droga (cocaina,
eroina, marijuana) sia in Italia che all'estero per poi rifornirla ad altri soggetti
che si occupavano dello spaccio terminale in territorio leccese.
I ricorrenti deducono i motivi di ricorso per ciascuno di seguito indicati.
2.
Vadacca Davide,
nei cui confronti è stata rideterminata la pena nella
misura di anni sedici e mesi quattro di reclusione, con conferma della condanna
in ordine al capo OA)
ex
art. 416-bis, comma primo, secondo e terzo, cod. pen.
in quanto capo dell'associazione di stampo mafioso riconducibile ad una
articolazione della «sacra corona unita», A)
ex
art. 74, comma 1, 2 e 3, d.P.R. 9
ottobre 1990, n. 309, B)
ex
artt. 110 cod. pen. 73 d.P.R. cit., riqualificato il
delitto di cui al capo G) nella «ipotesi lieve» di cui agli artt. 110 cod. pen. 73,
comma 5, d.P.R. cit., ed assolto in ordine al capo D)
ex
artt. 110 cod. pen. 73
d.P.R. cit., deduce, a mezzo dei difensori di fiducia Avv. Francesca G. Conte e
Cristiano Solinas, i motivi di seguito indicati.
2.1. Vizi cumulativi di motivazione, travisamento della prova ed erronea
applicazione dell'art. 416-bis cod. pen. e degli artt. 238, 238-bis, 192, comma 3,
cod. proc. pen.
Il ricorrente rileva l'errore in cui sarebbero incorsi i Giudici di merito in
ordine alla ritenuta esistenza dell'associazione di tipo mafioso appartenente ad
una frangia della «sacra corona unita» con a capo Nisi Roberto, che sarebbe
stata fondata su una sentenza di primo grado emessa in diverso procedimento
denominato «Operazione Cinemastore»; decisione che, in quanto non
irrevocabile, non poteva essere utilizzata, né potevano essere utilizzate le
dichiarazioni del Nisi che, non acquisite, risultavano emergere dal testo della
citata decisione.
Per fondare la partecipazione al sodalizio del Vadacca, a cui è stato
assegnato un ruolo apicale, sarebbe stato impropriamente utilizzato il contenuto
della missiva redatta da Greco Gioele che doveva essere recapitata a Nisi
3
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA