Sentenza Nº 38009 della Corte Suprema di Cassazione, 13-09-2019

Data di Resoluzione:13 Settembre 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da
1.
Assisi Pasquale Michael, nato a Chivasso il 02/01/1987
2.
Falletta Rosalia, nata a Torino il 13/05/1965
3.
Agresta Antonio, nato a Platì il 05/09/1960
4.
Storino Donano, nato a San Marco Argentano il 18/08/1962
5.
Perre Antonio, nato a Cuorgné il 16/03/1976
6.
Perre Giuseppe, nato a Locri il 19/08/1975
avverso la sentenza in data 23/11/2017 della Corte d'appello di Torino
visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Antonio Corbo;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Marilia
Di Nardo, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso di Antonio Perre e per
il rigetto degli altri ricorsi;
udito, per i ricorrenti, gli avvocati Francesco Lojacono e Mauro Anetrini, difensori
di Giuseppe Perre, l'avvocato Enrico Buratti, difensore di Antonio Perre,
l'avvocato Michela Malerba, difensore di Pasquale Michael Assisi e di Rosalia
Falletta, gli avvocati Ambra Giovene e Maria Teresa Zampogna, difensori di
filì)(
Penale Sent. Sez. 3 Num. 38009 Anno 2019
Presidente: LIBERATI GIOVANNI
Relatore: CORBO ANTONIO
Data Udienza: 10/05/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Antonio Agresta, l'avvocato Franco Coppi, difensore di Rosalia Falletta, l'avvocato
Valerio Spigarelli, difensore di Pasquale Michael Assisi, l'avvocato Alessandro
Radicchi, difensore di Donano Storino, che hanno chiesto l'accoglimento dei
ricorsi.
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza emessa in data 23 novembre 2017, la Corte di appello di
Torino, per quanto di interesse in questa sede, ha in parte confermato e in parte
riformato la sentenza pronunciata dal Giudice dell'udienza preliminare del
Tribunale di Torino all'esito di giudizio abbreviato, nei confronti di Pasquale
Michael Assisi, Rosalia Falletta, Antonio Agresta, Donano Storino, Antonio Perre e
Giuseppe Perre.
In particolare, è stata confermata la dichiarazione di penale responsabilità
di: -) Pasquale Michael Assisi, Rosalia Falletta, Antonio Agresta, Donano Storino
e Antonio Perre per il reato di partecipazione ad associazione finalizzata al
traffico di cocaina, il primo ed il terzo nella qualità di organizzatori e promotori
(capo A della rubrica); -) Antonio Agresta e Donano Storino anche per vari reati
concernenti l'acquisto, la detenzione e l'importazione di cocaina con le
aggravanti della ingente quantità, del contributo di associazioni dedite al
narcotraffico operanti in Sud America, e del concorso di tre o più persone
(precisamente, Agresta relativamente agli episodi di cui ai capi B, C, D, E, e
Storino relativamente agli episodi di cui ai capi B, C, D, E, F, G); -) Giuseppe
Perre per l'acquisto e la detenzione di cocaina con l'aggravante dell'ingente
quantità (relativamente agli episodi di cui ai capi B e C). Sono state confermate
le statuizioni della sentenza di primo grado concernenti la confisca di beni
ritenuti nella disponibilità di Pasquale Michael Assisi, Rosalia Falletta, Donano
Storino, Antonio Agresta e Giuseppe Perre; sono stati inoltre sottoposti ad
ablazione ulteriori beni ritenuti nella disponibilità di Rosalia Falletta, Donano
Storino e Giuseppe Perre.
L'associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina è stata ritenuta
attiva nel corso del 2014 e fino al 2015, diretta ed organizzata da Nicola Assisi,
Patrick Assisi, Pasquale Michael Assisi ed Antonio Agresta, ed operante in Torino
e provincia, nonché in Calabria, Sud America, Spagna e Portogallo. L'episodio di
cui al capo B, commesso nel maggio 2014 o in epoca immediatamente
precedente, riguarda il traffico di 205 kg. di cocaina. L'episodio di cui al capo C,
commesso nel giugno 2014, ha ad oggetto una partita di 197,400 kg. di cocaina,
sequestrata nel porto di Valencia il 23 giugno 2014. L'episodio di cui al capo D,
commesso nel luglio 2014, concerne una partita di 129 kg. di cocaina,
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
sequestrata nel porto di Valencia il 23 luglio 2014. L'episodio di cui al capo E,
commesso tra il luglio ed il settembre 2014, attiene ad una partita di 58 kg. di
cocaina. L'episodio di cui al capo F, commesso tra l'agosto ed il settembre 2014,
attiene ad una partita di 88 kg. di cocaina, sequestrata nel porto di Valencia in
data 1 settembre 2014. L'episodio di cui al capo G, commesso tra l'agosto ed il
settembre 2014, attiene ad una partita di 110,7 kg. di cocaina, sequestrata nel
porto di Gioia Tauro il 16 settembre 2014.
L'affermazione di penale responsabilità degli imputati si fonda su diverse
fonti di prova, tra cui, in particolare, conversazioni e comunicazioni intercorse su
apparati
BlackBerry
e oggetto di intercettazioni.
2.
Hanno presentato ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte
di appello indicata in epigrafe gli avvocati Michela Malerba e Valerlo Spigarelli,
quali difensori di fiducia dell'imputato Pasquale Michael Assisi, gli avvocati
Michela Malerba e Franco Carlo Coppi, quali difensori di fiducia dell'imputata
Rosalia Falletta, gli avvocati Ambra Giovene e Maria Teresa Zampogna, con due
distinti atti, quali difensori di fiducia dell'imputato Antonio Agresta, l'avvocato
Cristiano Burdese, quale difensore di fiducia dell'imputato Donano Storino,
l'avvocato Enrico Buratti, quale difensore di fiducia dell'imputato Antonio Perre, e
gli avvocati Mauro Anetrini e Francesco Lojacono, con due distinti atti, quali
difensori di fiducia dell'imputato Giuseppe Perre.
Hanno presentato motivi nuovi l'avvocato Ambra Giovene per l'imputato
Antonio Agresta, l'avvocato Cristiano Burdese per l'imputato Donano Storino e
l'avvocato Francesco Lojacono per l'imputato Giuseppe Perre.
Gli indicati motivi saranno enunciati nei limiti strettamente necessari per la
motivazione, a norma dell'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
3.
Il ricorso presentato dagli avvocati Michela Malerba e Valerio Spigarelli
nell'interesse di Pasquale Michael Assisi è articolato in otto motivi.
3.1. Con il primo motivo, si denuncia violazione di legge e vizio di
motivazione, a norma dell'art. 606, comma 1, lett. c) ed e), cod. proc. pen.,
avendo riguardo alla ritenuta competenza per territorio del Tribunale di Torino.
Si premette che la Corte d'appello ha ritenuto la competenza del territorio
del Tribunale di Torino, perché il reato più grave è quello di partecipazione ad
associazione finalizzata al narcotraffico e perché nel circondario del Tribunale di
Torino si sarebbe svolta «la maggior parte dell'attività associativa», mentre in
Calabria sarebbe stata realizzata solo la parte finale delle operazioni di
importazione della cocaina.
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