Sentenza Nº 37239 della Corte Suprema di Cassazione, 06-09-2019

Data di Resoluzione:06 Settembre 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
VAIANA MICHELE CLAUDIO nato a MARSALA il 14/11/1954
VAIANA GIUSEPPE nato a CASTELVETRANO il 01/12/1961
avverso la sentenza del 16/04/2018 della CORTE ASSISE APPELLO di PALERMO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIACOMO ROCCHI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore ANTONIETTA PICARDI
che ha concluso chiedendo il rigetto di entrambi i ricorsi.
E' presente l'avvocato FERRO GIUSEPPE del foro di MARSALA in difesa di FAVARA
ALDO, anche in qualità di sostituto processuale dell'avvocato INCANDELA GIUSEPPE
ANTONIO del foro di MARSALA in difesa di MARGIOTTA VINCENZA, MARGIOTTA
ROSETTA e MARGIOTTA ANGELA, oltre che quale sostituto processuale dell'avv.
GENCO FABRIZIO del foro di MARSALA in difesa di PELLICANE FILIPPO, come da
deleghe depositate in udienza, che conclude chiedendo il rigetto dei ricorsi e deposita
conclusioni e note spese.
E' presente l'avvocato FRAZZITTA GIACOMO del foro di MARSALA in difesa di
INZERILLO GIUSEPPINA (IN QUALITA' DI EREDE) e FAVARA ANNA MARIA, che,
Penale Sent. Sez. 1 Num. 37239 Anno 2019
Presidente: CASA FILIPPO
Relatore: ROCCHI GIACOMO
Data Udienza: 13/06/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
comunicato il decesso della parte civile PELLICANE VINCENZO e presente anche quale
sostituto processuale dell'avvocato FRUSTERI FRANCESCA del foro di MARSALA in
difesa di PELLICANE GIUSEPPE, giusta nomina e delega depositate in udienza,
conclude chiedendo il rigetto dei ricorsi e deposita conclusioni e note spese.
E' presente l'avvocato TRICOLI ROBERTO FABIO del foro di PALERMO in difesa di
VAIANA GIUSEPPE, che conclude chiedendo l'annullamento della sentenza impugnata.
E' presente l'avvocato SALVO VINCENZO del foro di MARSALA in difesa di VAIANA
GIUSEPPE, che si associa alle conclusioni del codifensore.
E' presente l'avvocato PANSINI GUSTAVO del foro di NAPOLI in difesa di VAIANA
MICHELE CLAUDIO, che conclude chiedendo l'accoglimento dei motivi di ricorso.
E' presente l'avvocato MORMINO ANTONINO del foro di TERMINI IMERESE in difesa di
VAIANA MICHELE CLAUDIO, che insiste nell'accoglimento dei motivi di ricorso.
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.1. Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte di assise di appello di
Palermo, in parziale riforma di quella della Corte di assise di Trapani appellata da
Vaiana Michele Claudio e Vaiana Giuseppe, escludeva l'aggravante dei motivi
abietti e rideterminava la pena nei confronti di entrambi gli imputati in quella
dell'ergastolo con isolamento diurno di mesi nove, confermando nel resto la
sentenza impugnata.
Vaiana Michele Claudio e Vaiana Giuseppe sono imputati del delitto di cui
agli artt. 81 comma 2 cod. pen., 99, 110, 575, 577 cod. pen. per avere, in
concorso tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso,
cagionato la morte di Favara Paolo e Vaiana Catarina esplodendo al loro indirizzo
alcuni colpi di arma da fuoco lunga; con le aggravanti della premeditazione, della
recidiva e dell'essere la vittima sorella degli imputati. Nella contestazione è
compresa anche l'aggravante dei motivi abietti, esclusa dalla Corte territoriale,
motivi consistenti, tra l'altro, nella necessità di scongiurare possibili iniziative
giudiziarie inerenti a fatti di violenza carnale in pregiudizio della nipote
infradecenne di cui si era reso autore Vaiana Giuseppe. Il delitto risale al 24
agosto 1990.
1.2. Favara Paolo e Vaiana Caterina erano stati uccisi da colpi di arma da
fuoco nell'ovile della prima, verso le ore 16 del 24/8/1990, da persona che era
ivi appostata. Le due vittime erano giunte sul posto in autovettura insieme alla
figlia di Caterina Vaiana, Vincenza Margiotta, all'epoca diciassettenne; la ragazza
era rimasta all'interno del veicolo per dare da mangiare ai cani che si trovavano
sul posto, aveva sentito le molteplici detonazioni, si era avvicinata e aveva visto
la madre e lo zio esanimi; era allora corsa ad un distributore di carburante
gestito da Calandro Antonino; quest'ultimo, che aveva sentito i colpi in rapida
successione e anche il rumore di una motocicletta da cross che si allontanava,
aveva chiuso l'esercizio, aveva accompagnato la ragazza alle palazzine
"Belvedere" dove abitavano i vari nuclei familiari della famiglia Vaiana e aveva
avvisato i Carabinieri.
Vincenza Margiotta aveva suonato il campanello dell'abitazione dello zio
Vaiana Michele Claudio e aveva detto alla zia Angileri Maria Pia, che le aveva
aperto la porta, che avevano sparato alla madre e allo zio. Nello stesso
pianerottolo si trovava la porta dell'appartamento abitato dalla nonna Vaiana
Rosa: quindi tutta la famiglia Vaiana aveva saputo del delitto ed alcuni
componenti si erano recati sul posto, dove erano giunti i carabinieri.
Nelle indagini svolte nell'immediatezza non era in alcun modo emersa una
drammatica vicenda e i rapporti familiari che coinvolgevano le famiglie Favara e
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