Sentenza Nº 35814 della Corte Suprema di Cassazione, 07-08-2019

Data di Resoluzione:07 Agosto 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
1.
Procuratore Generale presso la Corte di appello di Cagliari;
2.
Deidda Gianluca, nato a Cagliari il 21/06/1971, parte civile;
nel procedimento a carico di Marcis Walter, nato a Quartu Sant'Elena il 27/06/1970
avverso la sentenza del 06/04/2017 della Corte di appello di Cagliari
visti gli atti, la sentenza impugnata e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal componente Gaetano De Amicis;
udito il Pubblico Ministero, in persona del sostituto procuratore generale Pasquale
Fimiani, che ha concluso chiedendo il rigetto dei ricorsi;
udito il difensore della parte civile, avvocato Franco Pilia, che ha depositato
conclusioni scritte e nota spese, chiedendo l'acc limento del ricorso;
udito il difensore dell'imputato, avvocato Giovanni Cocco, che ha concluso
chiedendo il rigetto dei ricorsi.
Penale Sent. Sez. U Num. 35814 Anno 2019
Presidente: CARCANO DOMENICO
Relatore: DE AMICIS GAETANO
Data Udienza: 28/03/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Con sentenza del 6 aprile 2017 la Corte di appello di Cagliari, in riforma
della sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Cagliari il 21 aprile 2015,
ha assolto Walter Marcis dall'imputazione del reato di falso materiale di cui agli
artt. 476 e 482 cod. pen. perché il fatto non sussiste.
Al Marcis è stata contestata la formazione della falsa fotocopia di
un'autorizzazione edilizia rilasciata dal Comune di San Sperate in favore della
"Punto Italia" s.n.c., società della quale egli era amministratore, esibita al capo
dell'ufficio tecnico di quel Comune (ing. Gianluca Deidda) da un perito (geom.
Giovanni Murgia) incaricato della valutazione di un terreno di proprietà della
società "Punto Italia", in relazione ad una pratica di
leasing
finanziario oggetto di
un rapporto instaurato fra la predetta società, quale fornitrice del lotto interessato
dall'autorizzazione, la locataria "ATMA" s.n.c., della quale lo stesso Marcis era
socio, e la "Unicredit Leasing".
All'esito del giudizio di primo grado, celebrato con le forme del rito abbreviato,
l'imputato è stato dichiarato responsabile del delitto ascrittogli e condannato alla
pena di mesi 4 di reclusione, oltre al risarcimento del danno e ad una provvisionale
immediatamente esecutiva in favore della parte civile.
La sentenza di appello ha integralmente riformato la decisione di condanna,
ritenendo il fatto inidoneo a configurare il reato di falso materiale, in quanto avente
ad oggetto una mera fotocopia di un atto pubblico inesistente, utilizzata come tale
dall'imputato.
2.
Il Procuratore generale presso la Corte di appello di Cagliari ha proposto
ricorso per cassazione, deducendo un unico motivo incentrato sulla violazione di
legge in ordine alla configurabilità del reato di falso materiale ed ha richiamato, al
riguardo, l'indirizzo giurisprudenziale secondo cui il reato sarebbe in effetti
ravvisabile in un caso, come quello in esame, nel quale la fotocopia sia stata
prodotta al fine di attestare falsamente l'esistenza di un corrispondente documento
originale.
Il ricorrente rileva che la sentenza impugnata ha omesso di considerare il fatto
che la falsa fotocopia aveva ad oggetto un atto (un'autorizzazione edilizia mai
rilasciata) destinato ad esplicare efficacia esterna, in quanto necessario al
completamento di una pratica di finanziamento attivata dallo stesso imputato e,
come tale, idoneo a trarre in inganno il pubblico ufficiale sull'effettiva esistenza del
documento riprodotto.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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