Sentenza Nº 35625 della Corte Suprema di Cassazione, 05-08-2019

Data di Resoluzione:05 Agosto 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
BARBATO MARIANO nato a NAPOLI il 17/12/1989
BARBATO ANIELLO nato a NAPOLI il 11/06/1979
BARBATO CARLO nato a NAPOLI il 01/06/1981
CAPPARELLI GIUSEPPE nato a MUGNANO DI NAPOLI il 18/01/1983
CASTELLACCI PIETRO nato a NAPOLI il 26/06/1964
GALLO CIRO nato a AFRAGOLA il 24/01/1976
PORZIO NUNZIO nato a NAPOLI il 03/08/1987
PELLICCIA VALENTINO nato a NAPOLI il 01/05/1986
D'ANDRIA GAETANO nato a NAPOLI il 08/06/1969
LUONGO GIUSEPPE nato a AFRAGOLA il 10/03/1969
avverso la sentenza del 26/09/2017 della CORTE APPELLO di NAPOLI
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere . CASA FILIPPO - RENOLDI CARLO;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARCO DALL'OLIO
che ha concluso chiedendo
Penale Sent. Sez. 1 Num. 35625 Anno 2019
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: CASA FILIPPO - RENOLDI CARLO .
Data Udienza: 28/03/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
II
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P.G.-Gagi414,u;14-c-h4-e4entto l'inammissibilità di tutti i ricorsi.
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resati--avvocati DAVINO CLAUDIO del foro di NAPOLI in difesa di BARBATO
MARIANO, CAIAFA MICHELE del foro di NAPOLI in difesa di BARBATO MARIANO,
BARBATO ANIELLO, BARBATO CARLO, PORZIO NUNZIO e D'ANDRIA GAETANO,
GIANZI GIUSEPPE ANTONIO del foro di ROMA in difesa di BARBATO CARLO, i quali
illustra
i motivi di ricorso ai quali si riportano chiedendone l'accoglimento.
L'avvocato DAVINO CLAUDIO del foro di NAPOLI è presente anche quale sostituto
processuale dell'avvocato VIGNOLA ROMOLO del foro di SANTA MARIA CAPUA VETERE,
in difesa di GALLO CIRO, come da nomina depositata in udienza, per il quale conclude
riportandosi ai motivi di ricorso.
L'avvocato CAIAFA MICHELE del foro di NAPOLI è presente anche quale sostituto
processuale dell'avvocato PLINI ALFREDO del foro di CASSINO in difesa di LUONGO
GIUSEPPE, come da nomina depositata in udienza, per il quale conclude riportandosi ai
motivi di ricorso.
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Con sentenza del 26/9/2017, la Corte di appello di Napoli, in parziale
riforma della sentenza emessa, all'esito di giudizio abbreviato, dal Giudice
dell'udienza preliminare del Tribunale di Napoli il 18/12/2015, ritenuta la
continuazione tra i più gravi reati oggetto del giudizio ascritti a Nunzio Porzio con
quelli giudicati con sentenza in data 20/11/2013 dalla stessa Corte distrettuale
(irrevocabile il 14/1/2016), rideterminò la pena complessiva nei confronti dello
stesso Porzio in 10 anni e 8 mesi di reclusione, nel resto confermando le
condanne già inflitte in primo grado, per quanto in questa sede rileva, nei
confronti di: Mariano Barbato, alla pena di 20 anni di reclusione per i reati,
unificati dalla continuazione e con l'applicazione della recidiva, di cui ai capi 1)
per il delitto di cui all'art. 416-bis, cod. pen., esclusa l'aggravante di cui al
comma sesto, 2) per concorso in tentata estorsione continuata e aggravata
dall'art. 7, legge n. 203/91, 3) per concorso in detenzione di esplosivo
continuata e aggravata dall'art. 7, legge n. 203/91, in esso assorbito il capo 10),
4) per concorso in tentata estorsione continuata e aggravata dall'art. 7, legge n.
203/91, 5) per concorso in concorrenza illecita con violenza e minaccia
continuata e aggravata dall'art. 7, legge n. 203/91, 6) per concorso in
detenzione e porto continuati di armi comuni da sparo, con l'aggravante di cui
all'art. 7, legge n. 203/91, 7) per l'associazione per delinquere di cui all'art. 74
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, 8) per l'associazione di cui agli artt.
291-quater,
d.P.R. n. 43/73 e 7, legge n. 203/91, esclusa l'aggravante del carattere armato
della stessa e 9) per sostituzione di persona e 'falso ai sensi degli artt. 110, 494,
61 n. 2, 48-480 cod. pen. e 7, legge n. 203/91; Aniello Barbato, alla pena di 14
anni e 4 mesi di reclusione per i reati, unificati dalla continuazione e aggravati
dalla recidiva, di cui ai capi 1), esclusa l'aggravante del comma sesto dell'art.
416-bis cod. pen., 2), 3), in esso assorbito il capo 10), 6), 7) e 9); Carlo
Barbato, alla pena di 15 anni e 8 mesi di reclusione per i reati, unificati dalla
continuazione e aggravati dalla recidiva, di cui ai capi 1), esclusa l'aggravante
del comma sesto dell'art. 416-bis cod. pen., 2), 3), in esso assorbito il capo 10),
6) e 7); Giuseppe Capparelli, alla pena di 13 anni e 4 mesi di reclusione per i
reati, unificati dalla continuazione e aggravati dalla recidiva, di cui ai capi 1),
esclusa l'aggravante del comma sesto dell'art. 416-bis cod. pen., 2), 3), in esso
assorbito il capo 10), 6) e 8), esclusa l'aggravante del carattere armato
dell'associazione; Pietro Castellacci, alla pena di 12 anni e 8 mesi di reclusione
per i reati, unificati dalla continuazione, di cui ai capi 1), esclusa l'aggravante del
comma sesto dell'art. 416-bis cod. pen., 2), 3), in esso assorbito il capo 10), 6)
e 7); Ciro Gallo, alla pena di 14 anni di reclusione per i reati, unificati dalla
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