Sentenza Nº 34422 della Corte Suprema di Cassazione, 29-07-2019

Data di Resoluzione:29 Luglio 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
BARBELLA VINCENZO nato a NAPOLI il 18/02/1946
BARTOLO ANTONIO nato a LOCRI il 20/04/1974
CIRILLO ANTONIO nato a CASTELLAMMARE DI STABIA il 18/03/1975
CIVALE SALVATORE nato a TORRE ANNUNZIATA il 23/10/1974
CORVINO PASQUALE nato a NAPOLI il 22/02/1967
LANGIANO VINCENZO nato a POMPEI il 26/04/1973
PAGANO MICHELE nato a TORRE ANNUNZIATA il 22/01/1985
RENATO ANGELO nato a TORRE ANNUNZIATA il 11/10/1959
SCUOTTO CLAUDIO nato a NAPOLI il 12/04/1975
SCUOTTO DAVIDE nato a NAPOLI il 23/08/1972
TAMARISCO BERNARDO nato a TORRE ANNUNZIATA il 22/01/1972
avverso la sentenza del 18/07/2018 della CORTE APPELLO di NAPOLI
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
svolta la relazione dal Consigliere GABRIELLA CAPPELLO;
udito il Procuratore generale, in persona della dott.ssa DELIA CARDIA, la quale ha
concluso per l'annullamento con rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio e
Penale Sent. Sez. 4 Num. 34422 Anno 2019
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: CAPPELLO GABRIELLA
Data Udienza: 17/07/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
l'inammissibilità nel resto per Barbella Vincenzo e Scuotto Davide; per l'annullamento
con rinvio e per il rigetto nel resto per Bartolo Antonio, Cirillo Antonio, Corvino
Pasquale, Pagano Michele, Scuotto Claudio; per il rigetto per Civale Salvatore,
Langiano Vincenzo e Tamarisco Bernardo; per l'inammissibilità per Renato Angelo;
uditi l'avv. Alfredo Guarino del foro di Napoli per Barbella Vincenzo, il quale ha insistito
per l'accoglimento del ricorso; l'avv. Sergio Cola del foro di Noia per Cirillo Antonio, il
quale ha insistito per l'accoglimento del ricorso; l'avv. Antonio Rocco Briganti del foro
di Napoli per Tamarisco Bernardo, il quale ha insistito per l'accoglimento del ricorso;
l'avv. Pasquale Striano del foro di Torre Annunziata per Tamarisco Bernardo, il quale
ha insistito per l'accoglimento del ricorso; l'avv. Alfonso Piscino del foro di Torre
Annunziata per Pagano Michele, il quale ha insistito per l'accoglimento del ricorso;
l'avv. Maurizio Zuccaro del foro di Napoli per Civale Salvatore, il quale ha insistito per
l'accoglimento del ricorso; l'avv. Leopoldo Perone del foro di Napoli per Corvino
Pasquale e Scuotto Davide, il quale, riportandosi ai motivi, ha insistito per
l'accoglimento dei ricorsi; l'avv. Alessandro Pignataro del foro di Paola per Langiano
Vincenzo, il quale ha insistito per l'accoglimento del ricorso; l'avv. Dario Vannetiello
del foro di Napoli per Civale Salvatore e Langiano Vincenzo, il quale ha insistito per
l'accoglimento dei ricorsi; l'avv. Antonio Russo del foro di Locri per Bartolo Antonio, il
quale ha insistito per l'accoglimento del ricorso.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Ritenuto in fatto
1. La Corte d'appello di Napoli ha riformato la sentenza con la quale, all'esito di
giudizio abbreviato, il primo giudice aveva condannato gli imputati
BARBELLA
Vincenzo, BARTOLO Antonio, CIRILLO Antonio, CIVALE Salvatore, CORVINO
Pasquale, LANGIANO Vincenzo, SCUOTTO Davide e TAMARISCO Bernardo
per
associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e alcuni reati fine,
rideterminando la pena nei loro confronti e ha confermato, invece, la condanna nei
confronti degli imputati
PAGANO Michele, RENATO Angelo e SCUOTTO Claudio.
In
particolare, si è contestato agli imputati, eccezion fatta per BARBELLA, BARTOLO,
RENATO e SCUOTTO Davide [i quali rispondono rispettivamente dei capì D) e N), N) e
O), C) e F), vale a dire del delitto di cui all'art. 73 co. 1, aggravato, quanto ai capi
C), D) e F), dall'art. 80 co. 2] di aver fatto parte di un sodalizio aggravato dal
numero delle persone e dalla disponibilità di armi e di aver posto in essere numerosi
reati fine, in qualche caso aggravati dall'ingente quantità [LANGIANO e PAGANO
rispondendo anche del capo I), relativo alla detenzione illegale di due armi da sparo].
Per tre imputati vi è stata rinuncia ai motivi principali in appello (si tratta di
BARBELLA, CIRILLO e RENATO, non avendo il giudice d'appello ritenuto efficace la
rinuncia operata nell'interesse dell'imputato BARTOLO).
Quanto ai fatti che fanno da sfondo alla vicenda processuale che ci occupa, nella
sentenza di primo grado è tratteggiata la genesi dell'indagine, anche con riferimento
alla identificazione degli imputati e alla natura del relativo compendio probatorio.
Sulla scorta di quanto ivi affermato, è utile ricordare che l'avvio dell'indagini fu del
tutto casuale, dal momento che le utenze furono controllate a seguito delle operazioni
di ascolto eseguite in altro procedimento a carico di un gruppo criminale dedito
all'importazione dall'estero di ingenti quantità di stupefacente e, in particolare,
dall'ascolto di un dialogo che aveva coinvolto SCUOTTO Claudio. I risultati delle
indagini maggiormente significativi sono rappresentati dagli esiti di attività di
intercettazione telefonica e ambientale, di videoripresa presso l'abitazione di
TAMARISCO Bernardo, ritenuta base operativa e logistica del sodalizio di cui al capo
A) dell'imputazione, dal sequestro della somma di euro 330.000 a carico di imputato
la cui posizione è stata separata (SCUOTTO Pasquale), dal sequestro effettuato
presso la struttura alberghiera POMPEI RUINS nella disponibilità dell'imputato
CIRILLO, dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia (MONTELLA e
LEONARDI e, successivamente, l'imputato SCUOTTO Claudio) e dai servizi di
osservazione e controllo, attraverso i quali sono stati monitorati i contatti tra gli
affiliati. Quanto alla identificazione degli interlocutori, il primo giudice ha precisato
che era stata utilizzata la triade "utenza-voce-nome", fondata sulla intestazione
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