Sentenza Nº 30140 della Corte Suprema di Cassazione, 20-11-2019

Data di Resoluzione:20 Novembre 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso iscritto al n. 3925/2013 R.G. proposto da:
FCA BANK S.P.A., già FGA CAPITAL S.P.A., in persona del legale
rappresentante
pro tempore,
rappresentata e difesa, come da procura
speciale in atti, anche disgiuntamente, dagli Avv.ti Massimo Antonini,
Marco di Siena ed Irene Pellecchia, con domicilio eletto presso lo studio
Chiomenti in Roma, via XXIV Maggio, n. 43;
-
ricorrente e controricorrente incidentale
-
contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore
pro tempore,
rappresentata e difesa dall'Avvocatura generale dello Stato, con
domicilio eletto presso quest'ultima in Roma, via dei Portoghesi 12;
contro ricorrente e ricorrente incidentale -
Civile Sent. Sez. 5 Num. 30140 Anno 2019
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: CATALDI MICHELE
Data pubblicazione: 20/11/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del
Piemonte n. 54/38/12, depositata il 18 giugno 2012.
Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 14 giugno 2019 dal
Consigliere dott. Michele Cataldi;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale dott.ssa Kate Tassone, che ha concluso chiedendo il rigetto
del ricorso principale e l'accoglimento parziale del ricorso incidentale.
uditi gli Avv. Marco di Siena ed Irene Pellecchia per la ricorrente;
FATTI DI CAUSA
1.FCA Bank s.p.a., già FGA Capital s.p.a. , propone ricorso, affidato
a due motivi, per la cassazione della sentenza della Commissione
tributaria regionale del Piemonte n. 54/38/12, depositata il 18 giugno
2012, che ha parzialmente rigettato, dopo averli riuniti, i suoi appelli
avverso le sentenze della Commissione tributaria provinciale di Torino
che avevano respinto i ricorsi della medesima società contro gli avvisi
di accertamento relativi all'anno d'imposta 2004 ed aventi ad oggetto
la maggiore IRES dovuta dalla contribuente, in qualità di partecipante
al consolidato e di consolidante ai sensi degli art. 117 e ss. del d.P.R.
del 22 dicembre 1986, n. 917; nonché contro l'atto di contestazione
delle relative sanzioni.
2.Infatti, con gli atti impositivi impugnati l'Ufficio aveva contestato
alla ricorrente di non aver dichiarato ed assoggettato ad imposizione,
ai sensi dell'art. 89, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, il 5 per
cento del dividendo che, nell'anno d'imposta 2004, le era stato versato
dalla consolidata estera Fiat Bank GmbH, residente in Germania, della
quale possedeva l'intero pacchetto azionario, ed aveva pertanto
rettificato il reddito complessivo della stessa ricorrente e quello
complessivo globale del consolidato fiscale, della quale essa era
consolidante e consolidata, irrogando le relative sanzioni.
3.La contribuente ha impugnato in primo grado gli avvisi
d'accertamento, deducendo l'applicabilità dell' art. 24, paragrafo 2,
r.g.n. 3925/2013
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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