Sentenza Nº 28522 della Corte Suprema di Cassazione, 01-07-2019

Data di Resoluzione:01 Luglio 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
CHIRICO NICOLA nato a SAN MICHELE SALENTINO il 17/02/1968
avverso la sentenza del 06/03/2017 della CORTE ASSISE APPELLO di LECCE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DI GIURO;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore STEFANO TOCCI
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conclude per il rigetto del ricorso.
udito il difensore
L'avvocato TIBERI Sonia, in sostituzione dell'avvocato BUONFIGLIO TANZARELLA
Lolita Maria difensore di parte civile, si riporta alle conclusioni scritte che deposita
unitamente alla nota spese.
L'avvocato MASSARI Ladislao in difesa di CHIRICO NICOLA conclude chiedendo
l'accoglimento dei motivi di ricorso.
L'avvocato BARONE Paolo in difesa di CHIRICO NICOLA conclude chiedendo
l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata o in subordine con rinvio.
Penale Sent. Sez. 1 Num. 28522 Anno 2019
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: DI GIURO GAETANO
Data Udienza: 27/02/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza in data 23/02/2016 la Corte di assise di Brindisi
assolveva Nicola Chirico in ordine all'omicidio pluriaggravato in danno di
Cosimo Semeraro e alla detenzione e al porto illegali dell'arma comune
da sparo utilizzata nel suddetto delitto.
Con sentenza in data 6/03/2017 la Corte di assise di appello di
Lecce, in accoglimento degli appelli del Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Brindisi e della parte civile, ha dichiarato l'imputato
colpevole in ordine ai suddetti delitti e, ritenuto l'omicidio aggravato dalla
sola crudeltà ( escluse, quindi, le aggravanti della premeditazione e della
minorata difesa) e unificati i reati sotto il vincolo della continuazione, lo
ha condannato alla pena dell'ergastolo.
1.1 II fatto si era verificato nella serata dell'8 novembre 2011,
allorquando Cosimo Semeraro, avendo lasciato intorno alle ore 21.00 il
fratello presso la sua abitazione, dopo essersi recati assieme allo studio di
un avvocato di Taranto, stava facendo rientro presso la propria
abitazione, tanto da avvertire la moglie, alla quale, dopo poco dalla
telefonata del marito, era sembrato di vedere da lontano le luci
dell'autovettura di quest'ultimo. Il quale, però, non sarebbe più rientrato
a casa e sarebbe stato rinvenuto, nella mattinata del giorno successivo, a
chilometri di distanza dalla suddetta abitazione, cadavere. La sentenza in
esame dà atto : - che "gli indumenti della vittima, il frammento di guanto
rinvenuto vicino al cadavere e le macchie ematiche venivano repertati,
documentati ed inviati al RIS Sezione Biologia per accertamenti" e che tra
gli oggetti repertati vi erano "anche un borra di cartuccia trovata tra i
piedi del cadavere, un'asta metallica ed un involucro contenente sostanza
rinvenuto in un taschino degli indumenti del Semeraro"; - che ai rilievi sul
luogo del crimine e alle operazioni di repertazione provvedeva il
maresciallo Mangano; - che la perquisizione di un garage sito in
Carovigno, nella disponibilità di Semeraro, portava al rinvenimento di
circa due chili di cocaina; - che, attraverso l'autopsia, l'ora della morte
della vittima veniva individuata tra le ore 23.00 dell'8 novembre 2011 e
le ore 1.00 del giorno successivo; - che l'ispezione del cadavere
evidenziava plurime lesioni provocate da proiettili multipli contenuti in
cartucce per fucili da caccia ed anche lesioni genericamente compatibili
con strumenti ad azione contundente (bastoni, sbarre, pietre e via
dicendo); - che era ipotizzato che Semeraro, dopo essere stato
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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