Sentenza Nº 28031 della Corte Suprema di Cassazione, 26-06-2019

Data di Resoluzione:26 Giugno 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
SALVINI Vittorio Angelo, nato il 22/01/1966 a Milano
avverso la sentenza del 13/10/2017 della Corte di Appello di Milano
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE RICCARDI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Luigi Birritteri,
che ha concluso chiedendo l'annullamento senza rinvio limitatamente al capo
4, per prescrizione, l'annullamento senza rinvio per la rideterminazione delle
pene accessorie, ed il rigetto del ricorso nel resto;
udito il difensore delle parti civili, Avv. Luca Gastini, che ha concluso
chiedendo l'inammissibilità o il rigetto del ricorso;
uditi i difensori del ricorrente, Avv. Oreste Dominioni e Avv. Tiziana Bellani,
che hanno concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso.
Penale Sent. Sez. 5 Num. 28031 Anno 2019
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: RICCARDI GIUSEPPE
Data Udienza: 11/03/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza emessa il 13/10/2017 la Corte di Appello di Milano ha
confermato l'affermazione di responsabilità nei confronti di Salvini Vittorio
Angelo per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e corruzione,
assolvendolo, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Milano, dal
reato di bancarotta fraudolenta documentale, e rideterminando di
conseguenza la pena inflitta.
La contestazione riguarda le distrazioni commesse da Guido Salvini,
amministratore delegato di BKN Fiduciaria s.p.a., posta in liquidazione coatta
amministrativa con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del
29.3.2010, e dichiarata in stato di insolvenza il 2.7.2010, aventi ad oggetto
somme di denaro pari ad oltre 21 milioni di euro, appartenenti ai fiducianti
della BKN.
All'odierno ricorrente Salvini Vittorio Angelo viene contestato il concorso
nella bancarotta fraudolenta patrimoniale, per l'occultamento di parte delle
distrazioni (circa 13 milioni di euro) del padre Guido su conti esteri; l'odierno
ricorrente è stato, invece, assolto dalle residue imputazioni, contestate anche
al fratello Marco, concernenti la distrazione di un immobile, di un aereo e di
una imbarcazione, nonché la bancarotta fraudolenta documentale.
Le sentenze di merito hanno così ricostruito i fatti: nel novembre 2009
Salvini Guido, amministratore e
dominus
della fiduciaria BKN, viene ricoverato
per un
ictus,
in seguito al quale si registra una intensa affluenza, sia in
ospedale, sia negli uffici della società, di soggetti fiducianti che chiedevano
contezza dei patrimoni affidati; il Ministero dello Sviluppo Economico
disponeva, dunque, un'ispezione amministrativa, affidandola a Draghetti
Bernardo, successivamente nominato commissario liquidatore allorquando la
società veniva posta in liquidazione coatta amministrativa.
Prima della dichiarazione dello stato di insolvenza (2 luglio 2010),
emergeva un conflitto di interessi in cui versava Draghetti, che risultava
intrattenere stretti ed intensi rapporti di amicizia con Salvini Vittorio, figlio di
Guido, con il quale aveva anche partecipato a gare automobilistiche
sponsorizzate dalla BKN.
Salvini Vittorio era amministratore della PENTAGRAM sa, società con sede
in Lugano, che gestiva patrimoni, e intratteneva rapporti economici e
finanziari anche con la BKN, in quanto alcuni fiducianti di quest'ultima, clienti
di Guido Salvini - come Bavelloni Cinzia, Ferrari Ezio e Garosi Edoardo -
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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