Sentenza Nº 27662 della Corte Suprema di Cassazione, 20-06-2019

Data di Resoluzione:20 Giugno 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE TRIBUNALE DI ROMA
nel procedimento a carico di:
ITEM ILDEBRANDO nato a NAPOLI il 06/07/1959
avverso l'ordinanza del 29/01/2019 del TRIB. LIBERTA' di ROMA
udita la relazione svolta dal Consigliere IRENE SCORDAMAGLIA;
lette/sentite le conclusioni del PG ANTONIETTA PICARDI
Il Proc. Gen. conclude per il rigetto
udito il difensore
Il difensore presente si riporta al ricorso di cui chiede l'accoglimento, insistendo sul
rigetto del ricorso presentato dal PM.
iot questo punto si passa a raccogliere le conclusioni del PG per i quali non risulta la
presenza dei difensori.
t
Penale Sent. Sez. 5 Num. 27662 Anno 2019
Presidente: DE MARZO GIUSEPPE
Relatore: SCORDAMAGLIA IRENE
Data Udienza: 02/05/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Il Tribunale di Roma, Sezione per il Riesame dei provvedimenti in
materia di libertà personale, con ordinanza in data 29 gennaio 2019
(depositata in data 5 marzo 2019), resa su appello del Procuratore della
Repubblica di Roma, proposto ai sensi dell'art. 310 cod.proc.pen., ha
confermato l'ordinanza del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di
Roma del 2 novembre 2018, di diniego dell'applicazione della misura
cautelare della custodia in carcere nei confronti di Item Ildebrando, in
relazione alla contestazione preliminare e provvisoria, di cui al capo 2f), di
bancarotta fraudolenta per distrazione aggravata, in concorso, da
extraneus,
con gli amministratori della Sei Plus Spa., dichiarata fallita in data 31 maggio
2018.
2.
Il Collegio del Riesame, pur avendo riconosciuto che in capo
all'indagato - incolpato di avere, nella veste di avvocato, concorso in primo
luogo con Lanari Maurizio, amministratore di fatto della Sei Plus Spa. (società
partecipante al consorzio Postemotori, aggiudicatosi l'appalto pubblico, del
valore di circa 490 milioni di Euro, per la gestione dei servizi di pagamento
delle pratiche automobilistiche di competenza del Ministero dei Trasporti),
nella distrazione dal patrimonio della fallita della somma di circa Euro
1.246.000,00, percepita, tra il gennaio 2015 e il dicembre 2017, a titolo di
corrispettivo di prestazioni professionali - sussistessero «plurimi elementi,
gravi, precisi e concordanti» atti a dimostrare che i compensi professionali
percepiti fossero del tutto sproporzionati rispetto alla quantità e alla qualità
delle prestazioni rese e, come tali, integrassero operazioni distrattive,
risolvendosi in una dazione di somme di denaro senza contropartita, ha
escluso, tuttavia, che ricorressero le esigenze cautelari, indicate dal P.M. nel
pericolo di inquinamento probatorio - perché quand'anche esistenti, non
potevano ritenersi attuali -; nel pericolo di fuga - venendo in rilievo soltanto
un generico pericolo di allontanamento - e nel pericolo di reiterazione dei
reati, posto che il parametro di giudizio invocato dallo stesso Pubblico
Ministero - costituito dalle «concrete modalità della condotta» e dalla
«gravità dei fatti contestati» - era caratterizzato da una cifra di
astrattezza, perché l'impossibilità di quantificare l'oggetto delle condotte
distrattive non consentiva di valutarne la gravità, e che era insussistente
l'attualità di esso, essendo stata disarticolata l'intera organizzazione
criminale neale le condotte dell'Item avevano trovato collocazione ed
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essendo tutte le società del gruppo Integrazioni & Sistemi sottoposte a
procedure concorsuali.
3. Insorge il Procuratore della Repubblica di Roma contro l'illustrata
decisione ed affida il ricorso per cassazione a due motivi, con i quali si duole
del vizio di violazione di legge e del vizio argomentativo che ne
affliggerebbero la motivazione.
In
particolare,
deduce:
1)
che
l'impossibilità
di
stabilire
oggettivamente l'entità della 'sovrafatturazione', praticata dall'Avvocato
Item per mascherare i compensi privi di giustificazione in una corrispondente
attività professionale, non coinciderebbe con le risultanze acquisite e con i
riscontri eseguiti dalla Polizia Giudiziaria e sarebbe smentita dagli stessi
elementi di fatto valorizzati nell'impianto argomentativo che sostiene
l'ordinanza contrastata; 2) che il dubbio nutrito circa la possibilità di
qualificare come distrattivi i pagamenti effettuati dalla Sei Plus Spa. delle
parcelle, presentate dall'Avvocato Item, per l'attività difensiva prestata in
favore dell'amministratore di fatto Lanari e del funzionario Flamment,
coinvolti in un procedimento penale per il delitto di utilizzazione di fatture
per operazioni inesistenti, sarebbe privo di fondamento giuridico, non
essendo possibile configurare una responsabilità amministrativa della
persona giuridica per i reati fallimentari o fiscali ascritti agli amministratori o
ai funzionari; 3) che le esigenze cautelari indicate dal P.M. erano ben
esistenti: perché le condotte distrattive dell'Avvocato Item si erano protratte
per circa tre anni; perché il professionista non aveva inteso procedere ai
richiesti rimborsi; perché nei confronti dei commercialisti Alberini e
Colamonaci, che si trovavano in una posizione identica, era stata adottata la
misura cautelare coercitiva; perché il denaro drenato dalla Sei Plus Spa. era
stato convogliato sui conti statunitensi del professionista beneficiario dei
compensi non dovuti; perché l'Avvocato Item aveva prestato attività
professionale nei confronti di tutte le società del gruppo di cui era parte la
Sei Plus Spa..
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile.
1. Va
in limine
evidenziato come i motivi cui è affidato l'atto di
impugnazione della parte pubblica si caratterizzino sia per aspecificità, sia
2
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per una critica parcellizzata rivolta alle argomentazioni sviluppate dal
Tribunale del Riesame a sostegno del diniego di applicazione della misura
cautelare richiesta nei confronti dell'indagato.
2. La
ratio decidendi
del provvedimento censurato è agevolmente
individuabile, in effetti, nella tesi, sostenuta con motivazione completa e
plausibile, secondo la quale, pur sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a
carico dell'Avvocato Item in relazione alla contestazione mossagli di concorso
nel delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione di somme di denaro dal
patrimonio della fallita Sei Plus Spa., mediante il meccanismo della
'sovrafatturazione' delle prestazioni professionali rese, per circa un triennio,
alla detta società e ad altre del 'gruppo' Integrazioni & Sistemi, facente capo
a Lanari Maurizio, ovvero mediante quello della 'duplicazione' dei compensi,
non sarebbero ravvisabili, tuttavia, le esigenze cautelari invocate a sostegno
della restrizione preventiva della libertà personale dell'indagato. E tanto per
essere certamente non attuale il pericolo di inquinamento probatorio, in
considerazione del momento, risalente all'autunno 2017, nel quale l'Item
aveva avuto notizia delle investigazioni avviate per far luce sulle operazioni
di drenaggio di denaro dal patrimonio della società, ormai prossima al
fallimento; per essere generico il pericolo di fuga, sostenuto dalla sola
evidenza dell'essere l'indagato cittadino italo - americano con interessi
patrimoniali negli Stati Uniti, ove aveva convogliato (su conti ivi accesi)
quanto ricevuto a titolo di corrispettivo delle prestazioni professionali rese a
favore delle società facenti capo al Lanari; per essere il pericolo di
reiterazione dei reati non connotato da concretezza e da attualità.
2.1. Con riguardo a tale specifico profilo, il Tribunale del Riesame ha,
in effetti, osservato che, se la prognosi relativa al pericolo di recidiva si fosse
dovuta effettuare, secondo la prospettazione del Pubblico Ministero
appellante, sulla base della gravità della condotta e della reiterazione di essa,
non si sarebbe potuto prescindere dal rilievo di astrattezza e di
indeterminatezza del detto parametro, vuoi perché non vi era alcun elemento
oggettivo che consentisse una quantificazione delle somme distratte, vuoi
perché la prosecuzione dell'attività criminosa non era ragionevolmente
ipotizzabile, essendo stata neutralizzata l'operatività non solo dei soggetti
responsabili delle manovre dilapidatorie del patrimonio della Sei Plus Spa. e
delle altre società del gruppo 'Integrazioni & Sistemi', ma anche delle stesse
compagini imprenditoriali.
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3. Rispetto a tale lucido argomentare, le censure della parte pubblica
ricorrente esprimono un generico dissenso.
3.1. Premesso che le doglianze che si riferiscono alla quantificazione
della 'sovrafatturazione' e alla qualificazione dei compensi erogati dalla Sei
Plus Spa. all'Avvocato Item per la difesa esplicata in sede penale a favore
del Lanari e del Flamment, imputati del delitto di cui all'art. 2 d.lgs. 74 del
2000 in un distinto procedimento, possono assumere rilievo solo con
riferimento alla gravità della condotta, quale parametro da tenere in
considerazione nella delibazione da compiersi in ordine alla concretezza del
pericolo in riferimento all'esigenza cautelare di cui all'art. 274 lett. c)
cod.proc.pen. - non essendo in discussione il profilo della gravità indiziaria
riconosciuta da entrambi i giudici di merito della cautela -, va rilevato che,
a fronte di una precisa affermazione di assenza di elementi oggettivi idonei
a consentire una ricostruzione di massima dell'entità della distrazione di
risorse sociali realizzata con il contributo dell'Item, la parte pubblica
ricorrente, lungi dall'offrire elementi fattuali decisivi atti a delineare
obiettivamente la gravità della condotta, versati nel procedimento cautelare
e non considerati dai giudici di merito, si è limitata a richiamare la circostanza
che gli
amministratori
di fatto e di diritto della Sei Plus Spa. ed altri
concorrenti estranei
nella distrazione del patrimonio sociale fossero stati
attinti dalle misure cautelari. Si tratta, a ben vedere, di un richiamo analogico
scarsamente perspicuo dal punto di vista euristico, vuoi perché le posizioni
degli amministratori e dei concorrenti estranei, nella dinamica soggettiva del
delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione, non sono affatto
equiparabili, vuoi perché nel provvedimento censurato è spiegato che la
misura cautelare applicata agli altri due professionisti - Alberini e Colamonici
-, indagati per il delitto di concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione
(in una fattispecie analoga a quella descritta nel capo 2f), trovava
giustificazione nel fatto che gli atti d'indagine avevano consentito di
quantificare in maniera sufficientemente precisa le somme distratte con il
loro contributo.
3.2. D'altro canto, neppure si appalesano dotati di valenza
disarticolante delle ragioni ostese a fondamento dell'esclusione dell'attualità
del pericolo di recidiva
i
rilievi che deducono la protrazione per un triennio
delle condotte distrattive dell'Itenn; il suo rifiuto di procedere al rimborso
(richiestogli dalla curatela fallimentare) delle somme indebitamente
percepite a titolo di compensi di prestazioni mai effettuate; il dirottamento
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negli Stati Uniti delle stesse somme e l'espletamento dell'attività
professionale a favore di tutte le società del gruppo 'Infrastutture & Sistemi'.
Infatti, pur a volere accedere all'impostazione interpretativa, cui
sembra prestare adesione la parte pubblica ricorrente, secondo la quale:«
In tema di presupposti per l'applicazione delle misure cautelari personali, il
requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione del reato, introdotto
nell'art. 274, lett. c), cod.proc.pen. dalla legge 16 aprile 2015, n. 47, non
richiede la previsione di una specifica occasione per delinquere, ma una
valutazione prognostica fondata su elementi concreti, idonei a dar conto della
effettività del pericolo di concretizzazione dei rischi che la misura cautelare
è chiamata a realizzare» (Sez. 5, n. 33004 del 03/05/2017, Cimieri, Rv.
271216; Sez. 2, n. 11511 del 14/12/2016 - dep. 09/03/2017, Verga, Rv.
269684; Sez. 2, n. 47619 del 19/10/2016, Esposito, Rv. 268508), va preso
atto che il ricorso per cassazione, replicando gli argomenti sviluppati nell'atto
di appello e già superati con motivazione resa nei limiti della logica
plausibilità dal Tribunale del Riesame, omette di indicare specifici elementi
fattuali idonei a dar conto della continuità del
"periculum libertatis"
nella sua
dimensione temporale:
scilicet
di evidenze recenti atte a denotare l'effettività
del pericolo di protrazione delle condotte di spoliazione del patrimonio della
Sei Plus Spa. pur dopo l'adozione dei provvedimenti cautelari nei confronti
dei soggetti ideatori della strategia depauperativa in frode dei creditori della
società in parola, ormai dichiarata fallita, e della sottoposizione a procedure
di gestione della crisi delle altre compagini imprenditoriali orbitanti nel
gruppo 'Infrastrutture & Sistemi'.
4. Il ricorso del Pubblico Ministero deve, dunque, essere dichiarato
inammissibile.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso.
Così deciso il 2/05/2019.
Il Presidente
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