Sentenza Nº 27582 della Corte Suprema di Cassazione, 10-12-2013

Court:Seconda Sezione (Corte Suprema di Cassazione di Italia)
ECLI:ECLI:IT:CASS:2013:27582CIV
Judgement Number:27582
Presiding Judge:TRIOLA ROBERTO MICHELE
Writing for the Court:PARZIALE IPPOLISTO
SENTENZA
sul ricorso 25186-2007 proposto da:
DE MARTINO ANNA NNA 28B42 B696S, domiciliata ex lege in
ROMA, presso la cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentata e
difesa dall'avv. Guido Belmonte del foro di Napoli e dall'avvocato
Massimo Asdrubali di foro di Bergamo, come da procura speciale in
calce al ricorso;
- ricorrente -
contro
DE MARTINO ANTONIO, elettivamente domiciliato in ROMA, Via
G. Boccardo 26/A, presso lo studio dell'avvocato FREDELLA
GENNARO, rappresentato e difeso dall'avvocato COPPOLA
MARIO, come da procura speciale in calce al controricorso;
- controricorrente -
4 2113
Civile Sent. Sez. 2 Num. 27582 Anno 2013
Presidente: TRIOLA ROBERTO MICHELE
Relatore: PARZIALE IPPOLISTO
Data pubblicazione: 10/12/2013
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
avverso la sentenza n. 385/2007 della CORTE D'APPELLO di
NAPOLI, depositata il 20/02/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
10/07/2013 dal Consigliere Dott. Ippolisto Parziale;
udito l'Avvocato Guido Belmonte per la ricorrente che insiste per
raccoglimento del ricorso;
udito il sostituto procuratore generale, dott. Rosario Russo, che
conclude per l'inammissibilità del ricorso e condanna alle spese ex art.
385 cod. proc. civ.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Antonio De Martino conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di
Napoli la sorella, Anna De Martino, per ottenere la rimozione delle
opere da costei realizzate su una terrazza di proprietà comune, facente
parte del primo piano di un condominio sito in Capri, in quanto
pregiudizievoli della libera e piena utilizzazione dei beni comuni.
L'attore esponeva di essere proprietario di un appartamento al primo
piano del suddetto edificio, al quale si accedeva da un viale porticato
comune e quindi da un terrazzino comune. Aveva acquistato la
proprietà in forza dell'atto notaio Siciliani del 27 agosto 1960, col quale
i genitori delle due parti in causa, Vincenzo De Martino e Carmela
Russo, avevano donato in nuda proprietà il loro immobile in Capri ai
quattro figli Anna, Elisa, Antonio e Giovanni, i quali, a loro volta, col
medesimo atto, avevano poi proceduto allo scioglimento della
comunione sul bene donato, ripartendolo in quattro porzioni e
assegnandosene consensualmente una per ciascuno. Nella donazione
erano ricomprese anche talune parti dell'edificio di cui i sig.ri De
Martino-Russo erano comproprietari unitamente ai sig.ri Sposito-
Russo, per cui con atto notaio Siciliani del 25 marzo 1961, si era
proceduto allo scioglimento di tale comunione con i sig.ri Russo e
Ric. 2007 n. 25186
sez.
52 - ud. 10-07-2013
-2-
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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