Sentenza Nº 27198 della Corte Suprema di Cassazione, 19-06-2019

Data di Resoluzione:19 Giugno 2019
 
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SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PETRACHI ALVARO nato a MELENDUGNO il 28/06,
1
1970
avverso la sentenza del 15/06/2018 della CORTE APPELLO di LECCE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO PEZZELLA;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Gen. LUCA TAMPIERI
che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso.
uditi i difensori.
-
avvocato COVELLA LUIGI LEONARDO del foro di LECCE in difesa delle PARTI CIVILI,
in proprio e anche in sostituzione dell'avv LEUZZI STEFANO MICHELE, che ha chiesto il
rigetto del ricorso, depositando conclusioni e nota spese.
-
avvocato POTI' GIAMPAOLO del foro di LECCE in difesa di PETRACHI ALVARO, che ha
chiesto l'accoglimento del ricorso.
Penale Sent. Sez. 4 Num. 27198 Anno 2019
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: PEZZELLA VINCENZO
Data Udienza: 16/05/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
Il GM del Tribunale di LECCE pronunciando nei confronti dell'odierno ricor-
rente Petrachi Alvaro, con sentenza del
7/4/2015,
lo assolveva dal reato ascrit-
togli con la formula "perché il fatto non sussiste ".
Il Petrachi era imputato del delitto p. e p. dall'art. 589 co.2 c.p. per avere,
per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia ed inosservanza delle
norme sulla disciplina della circolazione stradale e segnatamente dell'art. 140 co.1,
141 co.1, 2, 3, 142 co.5, 146 co.1 CDS, guidando l'autocarro Renault FN40B5 tg.
LE693398 solo a bordo proveniente da Vernole e diretto a Melendugno, ad una
velocità di circa 100 Km/h invece dei 50 Km/h imposti dalla segnaletica, colliso
con l'autovettura Snnart tg. CC91911 condotta da Calò Francesco che, solo a bordo,
proveniente da Melendugno e diretto verso Vernole-Lecce, alla velocità di circa 87
Km/h, dopo aver impegnato la curva, aveva repentinamente deviato a sinistra per
motivi allo stato imprecisati e si era in traversato per poi, scarrocciando, attraver-
sare di sbieco la semicarreggiata opposta, così concorrendo a cagionare il decesso
del predetto Calò, in quanto se avesse rispettato il citato limite, sarebbe riuscito
ad arrestare il suo autocarro a pochi metri dal punto d'urto, impiegando un tempo
totale che avrebbe consentito all'utilitaria di transitargli davanti; sulla strada
prov.le Melendugno - Lecce il 25.06.09 ore 14.30.
La Corte di Appello di Lecce, il
15/6/2018,
all'esito del gravame proposto
dal P.G., in accoglimento dello stesso, riconosciutegli le circostanze attenuanti ge-
neriche equivalenti all'aggravante contestata, condannava il Petrachi, invece, alla
pena di mesi sei di reclusione, con sospensione condizionale della stessa e non
menzione, oltre spese, condanna al risarcimento ed alle spese delle parti civili
costituite in solido con i responsabili civili.
La Corte salentina, come si evince dalla motivazione del provvedimento im-
pugnato, riteneva la concorrente colpa della persona offesa Calò, che
"oltre a non
indossare le cinture, ha perso il controllo della propria autovettura invadendo così
l'opposta corsia di marcia"
(così pag. 9).
2.
Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso per Cassazione, il Petrachi,
a mezzo del proprio difensore di fiducia, deducendo i motivi di seguito enunciati
nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173,
comma 1, disp. att., cod. proc. pen.
Con un primo motivo deduce violazione degli artt. 586 cod. pen. e dell'art.
192 cod. proc. pen. e vizio motivazionale circa la valutazione operata dalla Corte
territoriale quanto alla prevedibilità dell'evento.
Il ricorrente ripercorre analiticamente il
decisum
del giudice di primo grado,
ponendolo a confronto con quello della sentenza oggi impugnata, sottolineando
2
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