Sentenza Nº 26242 della Corte Suprema di Cassazione, 12-12-2014

Data di Resoluzione:12 Dicembre 2014
 
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SENTENZA
sul ricorso
9099-2011
proposto da:
BETTIO
ANTONIO,
SCHIANO
ADRIANA,
elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA MARIO MENGHINI 21, presso lo
studio dell'avvocato PORFILIO PASQUALE, che li
rappresenta e difende unitamente all'avvocato OLIVARES
ANDREA, per procura speciale del notaio dott. Matilde
Covone di Roma, rep.
4101,del 25/06/2012,
in atti;
Civile Sent. Sez. U Num. 26242 Anno 2014
Presidente: LUIGIANTONIOROVELLIPRIMOPRES.TEF.F.REP.DOTT.ROBERTOMICHELETRIOLA
Relatore: TRAVAGLINO GIACOMO
Data pubblicazione: 12/12/2014
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
- ricorrenti
-
SANDI FERDINANDO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIALE G. MAZZINI 146, presso lo studio dell'avvocato
SPAZIANI TESTA EZIO, che lo rappresenta e difende
unitamente agli avvocati BONINO CARLO, MARCO DE
CRISTOFARO, per delega a margine del controricorso e
ricorso incidentale;
- controricorrente e ricorrente incidentale -
nonchè contro
PIATTO PAOLA;
- intimata
-
avverso la sentenza n. 24/2011 della CORTE D'APPELLO di
BRESCIA, depositata il 13/01/2011;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 08/04/2014 dal Consigliere Dott. GIACOMO
TRAVAGLINO;
uditi gli avvocati Pasquale PORFILIO, Carlo BONINO,
Marco DE CRISTOFARO;
udito il P.M. in persona dell'Avvocato Generale Dott.
UMBERTO APICE, che ha concluso per il rigetto del
ricorso principale, accoglimento di quello incidentale.
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
1. I FATTI E I MOTIVI DI RICORSO
1.1.
Con atto di citazione del febbraio 1992, Ferdinando Sandi, procuratore
generale di Giovanna Miron, convenne in giudizio dinanzi al tribunale di
Padova Paola Piatto e i coniugi Antonio Bettio e Adriana Schiano, chiedendo,
in via principale, la declaratoria di nullità - e in via subordinata
l'annullamento, sul presupposto che l'atto fosse il frutto di una fraudolenta
macchinazione in danno della cedente - del contratto di rendita vitalizia
stipulato il 5 dicembre 1984 (atto con cui la Miron aveva ceduto alla Piatto la
nuda proprietà di un locale commerciale in cambio di un vitalizio di £.
7.000.000 all'anno) e del successivo negozio (concluso dalla Miron, nella
qualità di procuratrice speciale della Piatto, con i coniugi Bettio-Schiano il 20
novembre 1985) con il quale la Piatto aveva ceduto a questi ultimi la nuda
proprietà del medesimo locale al prezzo di £. 135.000.000, da pagarsi in
rate semestrali nei sette anni successivi.
Si costituirono in giudizio i coniugi Bettio e la Piatto, che, nel resistere alle
avverse pretese, formularono a loro volta domanda risarcitoria ex art. 96
cod. proc. civ.
Sopravvenuto, nel corso del processo, il decesso della Miron, la causa fu
proseguita da Ferdinando Sandi, in qualità di successore universale della
prima.
Con sentenza n. 550 del 2003, il tribunale accolse la domanda proposta in
via principale e dichiarò, quindi, la nullità del contratto di costituzione di
rendita vitalizia
per difetto del requisito essenziale dell'alea,
e
conseguentemente, la nullità del contratto di cessione della nuda proprietà
stipulato il 20 novembre 1985, sul rilievo dell'assenza di titolarità, in capo
alla cedente, del diritto trasferito ai cessionari.
1.2.
All'esito del giudizio di gravame, nel quale l'appellata reiterò (anche) la
domanda di restituzione dell'immobile, in relazione al quale nessuna
statuizione era stata emessa, nonostante la domanda in tal senso proposta
dall'appellante, la corte di appello di Venezia, con sentenza n. 878 del 2006:
dichiarò l'estinzione del giudizio limitatamente all'impugnazione
proposta dalla Piatto;
rigettò l'appello principale formulato dai coniugi Bettio-Schiano;
accolse l'appello incidentale del Sandi e condannò i predetti alla
restituzione dell'immobile ;
1
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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