Sentenza Nº 25567 della Corte Suprema di Cassazione, 10-06-2019

Data di Resoluzione:10 Giugno 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da
1.
Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di appello di Firenze
2.
Fondazione Filippo Turati, parte civile
3.
Cariglia Maria Vincenza, imputata, nata a Pistoia il 01/11/1960
4.
Giannelli Claudio, imputato, nato a Roma il 12/07/1955
nel procedimento a carico di questi ultimi due e di
Dami Massimo, nato a Monsummano Terme il 29/07/1960 e di
Cappellini Giulio Cesare, nato a Pistoia il 15/04/1941
avverso la sentenza del 12/05/2017 della Corte di Appello di Firenze
visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Michele Romano;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Elisabetta Cesqui, che ha concluso chiedendo l'annullamento della sentenza con
rinvio limitatamente ai capi a), i) e g) per la posizione di Massimo Dami, ai capi
i) e a) per la posizione di Maria Vincenza Cariglia e al capo a) per la posizione di
Giulio Cesare Cappellini, nonché il rigetto del ricorso di Claudio Giannelli e che
sia dichiarato inammissibile il ricorso di Maria Vincenza Cariglia;
udito il difensore della parte civile avv. Luigi Antonio Paolo Panella, che ha
concluso associandosi alle conclusioni del Sostituto Procuratore generale e
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Penale Sent. Sez. 5 Num. 25567 Anno 2019
Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: ROMANO MICHELE
Data Udienza: 12/02/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
chiedendo l'accoglimento del proprio ricorso e ha depositato conclusioni scritte e
nota spese;
udito il difensore dell'imputato Giulio Cesare Cappellini, avv. Andrea Mitresi, in
sostituzione dell'avv. Andrea Niccolai, che si è opposto all'accoglimento del
ricorso del Procuratore Generale e della parte civile, riportandosi alla memoria
depositata;
udito il difensore dell'imputato Claudio Giannelli, avv. Alessandra Bettoni, che ha
chiesto l'accoglimento del proprio ricorso;
udito il difensore dell'imputata Maria Vincenza Cariglia, avv. Federico Bagattini,
che ha chiesto l'accoglimento del proprio ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1.
Propongono ricorso per cassazione il Procuratore Generale della
Repubblica presso la Corte di appello di Firenze, la parte civile Fondazione Filippo
Turati e gli imputati Maria Vincenza Cariglia e Claudio Giannelli avverso la
sentenza della Corte di appello di Firenze del 12 maggio 2017 che ha
parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Pistoia del 4 luglio 2015.
2.
I fatti dai quali sono scaturite le imputazioni si collocano in un periodo
compreso tra il 30 dicembre 2008 ed il 26 marzo 2009 ed attengono alle vicende
relative alla successione di Maria Vincenza Cariglia al padre Antonio Cariglia, già
da tempo malato, nella carica di Presidente della Fondazione Filippo Turati, da lui
creata nel 1965. Secondo l'ipotesi accusatoria, Maria Vincenza Cariglia ed il
marito Massimo Dami, approfittando della incapacità di intendere e di volere di
Antonio Cariglia e mediante la stipula di atti notarili ideologicamente falsi,
avrebbero attuato una manovra diretta a far succedere Maria Vincenza Cariglia al
padre nella carica di Presidente della Fondazione e a Massimo Dami di divenire
direttore generale della stessa.
In particolare, per quanto di interesse in questa sede, a Maria Vincenza
Cariglia e a Massimo Dami è stato contestato di avere, in data 30 dicembre
2008, indotto in errore il notaio Ottavi - convocato presso la abitazione di
Antonio Cariglia per la sottoscrizione di una procura generale alla figlia Maria
Vincenza Cariglia - circa le condizioni psicofisiche di Antonio Cariglia e sulla sua
volontà negoziale, riferendogli che Antonio Cariglia, impossibilitato a firmare,
intendeva nominare la figlia quale procuratrice generale e promettendogli di
produrre un certificato medico attestante le buone condizioni di salute del
dichiarante (capo i).
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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