Sentenza Nº 24631 della Corte Suprema di Cassazione, 03-06-2019

Data di Resoluzione:03 Giugno 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
1)
Campaiola Giovanni, nato a Napoli il 19.5.1957,
2)
Cennamo Antonio, nato a Napoli il 27.11.1986;
3)
D'Andrea Emanuele, nato a Napoli il 2.4.1988;
4)
Davide Carlo, nato a Napoli 1'8.11.1993;
5)
Forino Luigi, nato a Napoli il 30.6.1964;
6)
Mercolino Alfredo, nato a Napoli il 3.9.1989;
7)
Palma Crescenzo, nato a Napoli il 27.2.1986;
8)
Potenza Gerardo, nato a Napoli il 24.9.1954;
9)
Russo Umberto, nato a Napoli il 22.6.1992;
10)Torre Pasquale, nato a Napoli il 3.11.1977;
11)Vitale Bruno, nato a Lavello 1'11.6.1951
12)avverso la sentenza in data 7.2.2018 della Corte d'appello di Roma,
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Ubalda Macrì;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale,
Pasquale Fimiani, che ha concluso chiedendo il rigetto dei ricorsi di Campaiola,
Torre e Vitale e l'inammissibilità dei restanti ricorsi;
udito per la parte civile, l'avvocato dello Stato Salvatore Faraci, che ha
depositato conclusioni scritte e nota spese;
Penale Sent. Sez. 3 Num. 24631 Anno 2019
Presidente: LAPALORCIA GRAZIA
Relatore: MACRI' UBALDA
Data Udienza: 18/12/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udita per la parte civile, l'avv. Daniele Camerota, in sostituzione degli avv.
Alessandro Motta ed Alfredo Nello, che ha depositato conclusioni scritte e nota
spese;
uditi per l'imputato Vitale Bruno, l'avv. Francesco Americo; per l'imputato Davide
Carlo, l'avv. Giovanni Aricò, in sostituzione dell'avv. Claudio Davino; per
l'imputato Campaiola Giovanni, l'avv. Giovanni Aricò; per l'imputato Torre
Pasquale, gli avv. Giuseppe Stellato e Antonio Rocco Briganti, i quali tutti hanno
concluso chiedendo l'accoglimento dei motivi
RITENUTO IN FATTO
1.11 presente procedimento ha ad oggetto l'associazione di tipo
camorristico del clan Lo Russo, detto anche dei Capitoni, attivo già negli anni '80
del secolo scorso, in Napoli, nelle zone di Miano, ove aveva la propria base
operativa, di Marianella, Chiaiano, Piscinola, Don Guanella, Colli Aminei e Sanità,
la cui esistenza è stata accertata e la cui storia è stata raccontata ìn numerose
sentenze irrevocabili (capo A), l'associazione per il traffico di stupefacenti, in
particolare eroina e cocaina (capo D), l'associazione per il contrabbando di
tabacchi lavorati esteri (capo E) nonché il reato fine a questa collegato (capo
E1), l'associazione per l'evasione delle accise sul gasolio (capo F) ed infine il
favoreggiamento aggravato ai sensi dell'art. 7 I. n. 203/1991 (capo B).
Nei limiti di quanto d'interesse, con sentenza in data 21.6.2016
il
Giudice
delle indagini preliminari di Napoli, all'esito della celebrazione del processo con
rito abbreviato, escluse le aggravanti dell'art. 416-bis, sesto comma, cod. pen.
rispetto al reato del capo A) e dell'art. 291-
quater,
comma 3, d.P.R. 23.1.1973,
n. 43, rispetto al reato del capo E), nonché il riferimento all'art. 640 cpv cod.
pen. rispetto al capo F), ha condannato alle pene di legge, Campaiola e Forino
per i reati dei capi A), E), E1), F), Cennamo, D'Andrea e Vitale per il reato del
capo B), Davide e Torre per i reati dei capi A) e D), Mercolino, Palma e Russo per
il reato del capo D), Potenza per i reati dei capi E) ed E1), il tutto, oltre pene
accessorie, misure di sicurezza, confische, dissequestri, risarcimenti alle parti
civili, statuizioni civili e spese, meglio dettagliato in dispositivo; con sentenza in
data 6.12.2017 la Corte d'appello di Napoli, in riforma della sentenza di primo
grado, ha assolto Forino dal reato di cui al capo E1) per non aver commesso il
fatto, ha ridotto la pena a D'Andrea, ha revocato la confisca di alcuni beni a
favore di Campaiola, ha confermato la sentenza impugnata nel resto con
condanna degli appellanti al pagamento delle spese, anche alle parti civili.
2. Giovanni Campaiola, Gerardo Potenza
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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