Sentenza Nº 22474 della Corte Suprema di Cassazione, 27-05-2016

Court:Sezioni Unite (Corte Suprema di Cassazione di Italia)
ECLI:ECLI:IT:CASS:2016:22474PEN
Judgement Number:22474
Presiding Judge:CANZIO GIOVANNI
Writing for the Court:FUMO MAURIZIO
SENTENZA
sui ricorsi proposti da
1.
Passarelli Michele, nato a Rende il 06/01/1943
2.
Iannini Eliseo, nato a L'Aquila 1'11/01/1959
avverso la sentenza del 24/03/2014 della Corte di appello dell'Aquila
visti gli atti, la sentenza impugnata e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal componente Maurizio Fumo;
udito il Pubblico Ministero, in persona dell'Avvocato generale Carmine Stabile,
che ha concluso chiedendo il rigetto dei ricorsi;
uditi i difensori del ricorrente Iannini, avv.ti Cristiana Valentini e Massimo
Manieri, che hanno concluso per raccoglimento del ricorso.
Penale Sent. Sez. U Num. 22474 Anno 2016
Presidente: CANZIO GIOVANNI
Relatore: FUMO MAURIZIO
Data Udienza: 31/03/2016
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di appello dell'Aquila, con sentenza in data 24 marzo 2014, ha
parzialmente riformato la pronunzia di primo grado nei confronti di Michele
Passarelli ed Eliseo Iannini, imputati entrambi di bancarotta fraudolenta
distrattiva e documentale e, il solo Passarelli, di bancarotta da reato societario,
per i quali le pene sono state rideterminate
in melíus.
1.1. Il giudice di primo grado aveva dichiarato i predetti colpevoli dei reati
rispettivamente loro ascritti ai capi A (Passarelli: artt. 216, primo comma, nn. 1
e 2, 219, primo comma e secondo comma, n. 1, 2231. fall), B (Passarelli: artt. 223,
secondo comma, n. 1, I. fall., con riferimento all'art. 2621 cod. civ.); C
(Iannini: artt. 216, primo comma, n. 2, 219, primo e secondo comma, 223 I.
fall) e D (entrambi: artt. 216, primo comma, n. 2, 219, primo e secondo comma,
223 I. fall.).
1.2. La vicenda riguarda il fallimento della s.p.a. L'Aquila Calcio, dichiarato
con sentenza del 28 luglio 2004.
Secondo quanto si legge in sentenza, Passarelli, nella sua qualità di
amministratore della società L'Aquila Calcio, dal 12 aprile 1999 al 30 gennaio
2004, e Iannini, quale amministratore di fatto dal luglio 2003, distraevano
somme di denaro, sia prelevandole direttamente (invero alcuni prelevamenti di
cassa - si assume - non avevano giustificazione), sia emettendo
sine titulo
assegni della s.p.a., sia incassando assegni destinati alla società, ma non
lasciando traccia del relativo importo nelle scritture contabili (utilizzando la
somma per scopi estranei a quelli aziendali), sia appostando in bilancio falsi
esborsi. E invero il Tribunale aquilano, prima, e la Corte di appello, poi, hanno
evidenziato, tra l'altro (con particolare riferimento alla posizione di Passarelli), la
falsità di una fattura, apparentemente emessa dalla società Alcatraz per la
copertura del manto erboso del campo di calcio. Secondo i giudici di merito, si
era trattato di una prestazione inesistente. Inoltre, non veniva annotato in
contabilità il rilevante importo di euro 327.775, per altro da considerare come
contropartita di spese, a loro volta, non documentate. Vi erano poi stati bonifici a
favore della ditta Elledi per servizi eseguiti non per conto della fallita, bonifici
effettuati in realtà per estinguere debiti personali del Passarelli.
Sempre il Passarelli, poi, si legge in sentenza, poneva in essere false
comunicazioni sociali, in modo da ingannare i destinatari delle stesse (e al fine di
conseguire l'ingiusto profitto pari alle consumate distrazioni), cagionando
oltretutto, in tal modo, il dissesto della società, conseguenza diretta - dunque -
della condotta falsificatoria (artt. 223, secondo comma, n. 1, I. fall. e 2621 cod.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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