Sentenza Nº 22085 della Corte Suprema di Cassazione, 22-09-2017

Data di Resoluzione:22 Settembre 2017
 
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SENTENZA
sul ricorso 11362-2015 proposto da:
F.LLI MIELE S.R.L., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTON
GIULIO BARRILI 49, presso il dott. DANIEL DE VITO,
rappresentata e difesa dall'avvocato VALERIO FREDA;
- ricorrente —
Civile Sent. Sez. U Num. 22085 Anno 2017
Presidente: AMOROSO GIOVANNI
Relatore: MANNA FELICE
Data pubblicazione: 22/09/2017
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
contro
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del
Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO;
- controricorrente e ricorrente incidentale -
avverso la sentenza n. 3952/2014 della CORTE D'APPELLO di
NAPOLI, depositata il 06/10/2014.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
18/07/2017 dal Consigliere Dott. FELICE MANNA;
udito il Pubblico Ministero, in persona dell'Avvocato Generale
Dott. RICCARDO FUZIO, che ha concluso per il rigetto del
ricorso principale, assorbito l'incidentale;
uditi gli Avvocati Valerio Freda per la parte ricorrente e Fabio
Tortora per l'Avvocatura Generale dello Stato.
FATTI RILEVANTI
La
F.11i
Miele s.r.l.
proponeva
opposizione avverso
l'ordinanza di ingiunzione n. 74984, notificata il 6.2.2010, con
la quale il Ministero dell'Economia e delle Finanze le aveva
ingiunto il pagamento della somma di C 12.500,00 per avere
effettuato con la Cassa Arianese di Mutualità a r.l. (di seguito
indicata anche con l'acronimo CAM) transazioni finanziarie in
contanti, senza il tramite di intermediari abilitati, in violazione
dell'art. 1 del D.L. n. 143/91, convertito in legge n. 197/1991.
Resistendo il Ministero, il Tribunale di Ariano Irpino con
sentenza n. 556/10 accoglieva l'opposizione, ritenendo che la
CAM fosse abilitata al trasferimento di denaro contante oltre la
soglia normativa prevista.
Tale sentenza era ribaltata dalla Corte d'appello di Napoli,
che con sentenza n. 3952/14 rigettava l'opposizione. Riteneva
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la Corte territoriale che la CAM non rientrava tra i soggetti
abilitati
ex lege
all'attività di trasferimento di contante sopra la
soglia legale e che, pertanto, avrebbe comunque dovuto
richiedere l'abilitazione al Ministero, costituendo l'inserimento
nell'elenco tenuto dall'Ufficio Italiano Cambi condizione
necessaria per il compimento delle operazioni in denaro
contante, ma non esclusiva per legittimare detta attività, in
relazione alla quale la CAM era comunque tenuta agli
adempimenti prescritti nei termini e nei modi dell'art. 6 TUB.
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso la F.11i
Miele s.r.l. sulla base di sette motivi.
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha resistito con
controricorso e proposto ricorso incidentale affidato ad un solo
motivo.
La causa, rimessa con ordinanza della seconda sezione civile
al primo Presidente per il contrasto esistente nella
giurisprudenza di questa Corte in ordine all'interpretazione
degli artt. 6 e 14, ultimo comma, della legge n. 689/81, è
stata assegnata a queste S.U.
Il Ministero ha depositato memoria.
RAGIONI DELLA DECISIONE
1. - Il ricorso è articolato in sette motivi.
Il primo denuncia la violazione degli artt. 6, 7 e 14 della
legge n. 689 del 1981 per avere la Corte d'appello escluso che
la società odierna ricorrente, coobbligata in via solidale,
potesse beneficiare dell'estinzione per l'intervenuta decadenza
ex art. 14, ultimo comma, legge cit., riconosciuta, in favore
dell'autrice materiale dell'illecito amministrativo, nel medesimo
provvedimento ingiuntivo opposto. Richiama a sostegno Cass.
nn. 23871/11 e 3879/12, in base alle quali la responsabilità
solidale della società per gli illeciti amministrativi posti in
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