Sentenza Nº 22083 della Corte Suprema di Cassazione, 22-09-2017

Data di Resoluzione:22 Settembre 2017
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso 10485-2015 proposto da:
MANUFATTI IN CEMENTO E MATERIALI EDILI - M.C.M. S.R.L.,
in persona del
legale
rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTION GIULIO
BARRILI 48, presso il dr. DANIEL DE VITO, rappresentata e
difesa dall'avvocato VALERIO FREDA;
- ricorrente -
Civile Sent. Sez. U Num. 22083 Anno 2017
Presidente: AMOROSO GIOVANNI
Relatore: MANNA FELICE
Data pubblicazione: 22/09/2017
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
contro
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del
Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO;
- controricorrente e ricorrente incidentale -
avverso la sentenza n. 3621/2014 della CORTE D'APPELLO di
NAPOLI, depositata il 27/08/2014.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
18/07/2017 dal Consigliere Dott. FELICE MANNA;
udito il Pubblico Ministero, in persona dell'Avvocato Generale
Dott. RICCARDO FUZIO, che ha concluso per il rigetto del
ricorso principale, assorbito l'incidentale;
uditi gli Avvocati Valerio Freda per la parte ricorrente e Fabio
Tortora per l'Avvocatura Generale dello Stato.
FATTI RILEVANTI
La Manufatti in cemento e materiali edili - M.C.M. s.r.l.
proponeva opposizione avverso l'ordinanza ingiunzione n.
74631, notificata il 21.12010, con la quale il Ministero
dell'Economia e delle Finanze, le aveva ingiunto il pagamento
della somma di € 17.295,00 per avere effettuato con la Cassa
arianese di mutualità (di seguito indicata anche con l'acronimo
CAM) transazioni finanziarie in contanti, senza il tramite di
intermediari abilitati, in violazione dell'art. 1 del D.L. n.
143/91, convertito in legge n. 197/1991. Tra i motivi
d'opposizione, in particolare, l'eccezione di estinzione del
diritto al pagamento della sanzione, per essersi verificata nei
confronti dell'autore materiale, Carlo Palladino, legale
rappresentante della MCM, la decadenza prevista dall'art. 14,
ultimo comma, legge n. 689/01.
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Resistendo il Ministero, il Tribunale di Ariano Irpino con
sentenza n. 99 del 17.2.2011 rigettava l'opposizione,
compensando integralmente le spese.
L'appello principale della MCM e incidentale del Ministero
erano respinti dalla Corte distrettuale di Napoli, con sentenza
del 27.8.2014.
Riteneva la Corte partenopea che era infondata l'eccezione
di estinzione dell'illecito sollevata dall'opponente, nella sua
veste di obbligato solidale, per essersi estinta, per intervenuta
decadenza, l'obbligazione dell'autore materiale, Carlo
Palladino, di pagare la somma dovuta per la violazione; che fin
dall'inizio della procedura sanzionatoria, la M.C.M. si era
limitata a contestare l'applicabilità alla fattispecie della
normativa antiriciclaggio, senza però mettere in discussione
l'effettivo compimento delle operazioni di trasferimento di
somme di denaro contante: di qui la tardività della
contestazione, sollevata solo con l'atto di appello, in ordine alla
inidoneità delle risultanze della "prima nota cassa"; che la CAM
non rientrava tra i soggetti abilitati
ex lege
ad esercitare
attività di trasferimento di contante sopra la soglia legale ed in
ogni caso non aveva richiesto al Ministero la necessaria
autorizzazione; che la violazione non era stata commessa per
errore sul fatto non determinato da colpa dell'agente; che,
infine, quanto alla misura della sanzione irrogata, a fronte di
un massimo edittale pari al 40% della somma oggetto di
transazione illecita, la sanzione applicata nella percentuale del
5% appariva proporzionale ed equa, considerata la gravità
soggettiva della violazione, sviluppatasi attraverso diciotto
operazioni eccedenti la soglia considerata dal legislatore.
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso la
M.C.M., articolandolo su sei motivi.
3
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA