Sentenza Nº 21825 della Corte Suprema di Cassazione, 07-09-2018

Data di Resoluzione:07 Settembre 2018
 
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20·18
·'
·
07
3
Civile Sent. Sez. 5 Num. 21825 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: D'OVIDIO PAOLA
Data pubblicazione: 07/09/2018
SENTENZA
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-"l_:-.:.
sentenza
.:RI3.?EG.SEZ.DIS~.
11.
F
-
ricorrente
-
-
intimati
-
'
:t
4/05/2
lO;
udita
la
relazione
della
causa
svolta
nella
pubblica
udienza
del
05/07/2018
dal
onsigliere
Dott.
PAOLA
ito
il
P.M.
in
persona
del
Sostit~t
Pro
uratore
SERGIO
DEL
CORE
che
na
oncluso
per
l'ace
qlircer:to
del
ricorso.
n.
R.G.
17904/2011
P.U.
5/7/2018
Pres.
M. Cristiano
Rei.
P.
D'Ovidio
FATTI
DI
CAUSA
Nel
settembre 2006 Salvatore I ,anzafamc proponeva ricorso dinanzi alla Commissione
Tributaria Provinciale di Catania avverso
la
cartella di pagamento
n.
29320060006777361, notificata
il
3/8/2006,
relativa ad IRPI ·]; cd
ILOR
per
gli
anni
1991 e 1992,
per
complessivi
t~.
22.666,97, deducendo di ayer adempiuto a tali oneri nei
termini della imposta, in quanto
non
aveva mai chiesto di usufruire del
bendìcio
della
sospensione conseguente
al
sisma del 1990, ma che, per
il
tempo trascorso,
non
pote\·a
esibire
la
prova dei relativi versamenti, ed eccependo
comunque
la
prescrizione delle
pretese; aggiungeva che
la
notifica della cartella era tardiva, sulla base
di
quanto
affermato dal precedente di legittimità costituito da Cass.
n.
16104/2005, relativo all'art.
1,
comma
5 bis, d.l.
17/6/2005,
conv. dalla
l.
n.
156
dcl2005,
secondo
il
quale i termini
perentori fissati
per
la notifica della cartella valc\Tano anche
per
il
passato.
Si
costituiva l' :\genzia delle Entrate sostenendo che
la
sospensione dci
term1111
era
automatica c che il contribuente
non
si
era avvalso della sanatoria.
L'adita Commissione,
con
sentenza
n.
132/07/2007,
accoglieva il ricorso,
con
condanna
alle spese.
Avverso tale sentenza
L\genzia
delle Entrate proponeva appello alla Commissione
Tributaria Regionale,
la
quale accoglieva
il
gravame
con
sentenza
n.
187/34/
l
O,
emessa
il
26/4/2010
c depositata
il25/5/2010,
non
notifìcata.
Contro
la
sentenza di appello Salvatore Lanzafame ha
proposto
ricorso fondato su i
seguenti tre motivi:
1)
l7
iola::;fone
dell'mt.
ì
della
l.
212/2000,
in
rela:;jom
all'ali. 360
11.
5
c.p.
t:,
per
asso!Hto
difetto
della
motù•a;jone
dell'imp11gnata
sentw:;:.a
i'ÙiXI
1111
jàtto
e
deàsiz,o
della
controz,ersicz;
2)
Violazjone
de~gli
artt.
2220 e 2697
comma
2
1:1:
in
rela::;_/one
all'ciii.
3360
11.
3.
c.p.i:,
per
11011
az;er
ten11to
conto
della
ille,gittimùà
della
richiesta
de/a
/lmminùtra::;jom per
decano
di
oltre
11n
decmnio;
3)
T
Tiola::;jom
del!
art.
1
del
d.l.
/7
gi11gno
2005
11.
106.
i'OJJlJettito
dalla
l(~ge
} 1
luglio
2005,
11.
156 in
rela:;jom
all'mt. 360
11.
3
c.p.(.,
per
11011
rmer
tenuto
conto
della
interz,eJJ!tla
decadm::;,a
del
termine
per
la
riscoJJiom
delle
JOIJIIJJe.
L'Agenzia delle Entrate c
la
Serit Sicilia s.p.a.
non
hanno depositato controricorso.
3
n.
R.G
. 17904/2011
P.U.
5/7/2018
Pres.
M. Cristiano
Rei.
P.
D'Ovidio
RAGIONI
DELLA
DECISIONE
1.
L'Ufficio delle
Entrate
di Catania,
con
la
cartella di
pagamento
di cui è causa, ha
richiesto nell'anno 2006
il
pagamento di
somme
dovute
per
IRPEI
' relativa all'anno
1991
e
per
IRPEF
cd
ILOR
relative all'anno 1992.
Il ricorrente,
premesso
che sin dal ricorso introduttivo avc\·a allegato di
non
aver mai
chiesto il beneficio della sospensione dci pagamenti previsto in occasione del sisma della
Sicilia otientalc del
13
dicembre 1990 (ordinanza del l\linistro
per
il
coordinamento
della
protezione civile del
21
dicembre 1990,
n.
2057 c
successin
~
molteplici ordinanze di
differimento), e di avere
pertanto
regolarmente eseguito i
rdatiù
pagamenti,
pur
non
potendo
reperire
le
ricevute in considerazione del
tempo
trascorso, lamenta. da un lato.
che la decisione impugnata avrebbe
omesso
qualunque motivazione su tale fatto
controverso e decisivo (primo
motivo
), e, dall'altro, che tale decisione avrebbe violato
sia
gli artt. 2220 e 2697,
comma
2 c.c., in
quanto
sarebbe stato
onere
ddl
',\mnlinistrazione
Finanziaria
provare
che
il
contribuente aveva richiesto tale benctìcio (secondo motivo),
sia l'art. 1 del d.l.
n.
106 del 2005, convertito dalla
l.
n.
156 del 2005,
non
avendo tenuto
conto
della intervenuta decadenza del termine
per
la
riscossione delle
somme
(terzo
motivo).
1.1
Osserva
la
Corte
ch
e va esamtnato
il
secondo
mow
:o di
ncorso
poiché, in
applicazione del principio processuale della "rat,rionc più liquida" -desumibile dagli artt.
24 e
111
Cost
. - deve ritenersi consentito
al
giudice esaminare
un
moti\
·o di merito,
suscettibile di assicurare
la
definizione del t,riudizio, anche in
prc~enza
di
una
que~tionc
pregiudiziale. Ciò in considerazione del fatto che
~i
impone
un approccio interprcrati\·o
con
la
verifica delle soluzioni sul piano dell'impatto operativo. piuttosto che su
<..juello>
della coerenza logico sistematica, ed è
con~entito
sostituire
il
protìlo di
C\
'idcnza a
yudlo
dell'ordine delle questioni
da
trattare, di cui all'art. 276
cod
. proc. civ., in una prospettiva
aderente alle estgenze di
economta
processuale c di celerità del giudizio,
costituzionalizzata dall'art.
111
Cost.,
con
la
conseguenza che
la
causa
può
e~sere
decisa
sulla base della questione ritenuta di più agevole soluzione -anche
~c
logicamente
4
n.
R.G.
17904/2011
P.U.
5/7/2018
Pres.
M. Cristiano
Rei.
P.
D'Ovidio
subordinata -senza che sia necessano
esam111are
prcnamentc
le
altre ( Cass. Sez.
U,
0810512014,
n.
9936, Rv. 630490 -01: Cass., sez. 6-L,
n.
12002
dd
281051201-J.,
n.
12002,
Rv.
631058-
01;
da
ultimo Cass., sez.
5,
11/05/2018,
n.
11458, Rv.
648510-
01).
Il secondo
motivo
è fondato.
La sentenza
impugnata
ha laconicamente affermato che
Ù!t'L'tepibi!e
l~fjètto
a!llomatù·o
della
reiterata
soJpemione
. . .
secondo
il
dJiaro
tenore
delle
ordinan;;_,e
à!ate
e
secondo
il
(OJ!Jo!ida!o
orientamento
di
questo
Collegio.
In
pa~1ù:olare,
!'mt.
1
dell'ordina11:;_p
21
l
12
l 1990
e.rordiJtt!
'~)
0110
sospesi
..
";
l'art.
3
disciplina
l'ambito
territoriale
della
soJpemione
t!
delle
a~gel'Oia:;joniprezù!e
dall'ali.
2
rinviando
al
decreto
della
Presidenza
del
Comiglio;
l'alt. 4
fissa
la
de(OJTellza
della
.~mpemione".
Tale motivazione, oltre che estremamente generica,
omettendo
dd
tutto
di dare
conto
delle conseguenze dell'asserito effetto
''automatico"
della reitcrata sospensione sulla
pretesa tributaria di cui è causa,
neppure
menziona la circostanza,
dedotta
dal ricorrente,
dell'asserito avvenuto
pagamento
nel periodo
d'imposta
di
competenza
per
non
aver
fruito della sospensione e della conseguente impossibilità di reperire
le
ricevute in
relazione
al
tempo
trascorso.
Invero, l'argomentazione sulla quale
la
sentenza della
CTR
fonda
la
statu1z1one di
rigetto del ricorso
proposto
dal Lanzafame (ossia l'effetto sospensivo
"automatico"
della
sospensione della pretesa tributaria), ove possa essere intesa quale ragione dell'implicito
rigetto dell'eccezione di pagamento,
non
può
essere condi\risa.
Infatti, l'art.1 dell'ordinanza
dell\Iinistro
per
il
coordinamento
della protezione civile del
21.12.1990,
che
prevede
la
sospensione dei termini relativi agli adempimenti cd
ai
versamenti di natura tributaria,
con
conseguente sospensione anche dci termini per
l'accertamento e
la
riscossione delle imposte, deve essere interpretato in connessione con
il disposto del successivo art.
5,
comma
3, secondo cui
"in
ogni
(clJO
h'
é·t!Jt[/ùtt::;joni
e
dichiara:;joni
di
cui
al
presmte
articolo
(richieJti
pt!r
ben~fùiare
del/t!
.~mpemioni)
det'OIIO
t'JJi'lt:
accompagnate
da
domanda
di
soJpemione".
La necessità
che
l'interessato presenti, oltre alla documentazione. anche apposlta
domanda
al fine di beneficiare della sospensione dci termini previsti
per
gli adempimenti
5
n.
R.G.
17904/2011
P.U.
5/7/2018
P
re
s.
M.
Cristiano
Rei.
P.
D'Ovidio
e versamenti fiscali, costituisce
argomento
decisivo
per
ntenere
il
carattere
non
automatico
ma
facoltativo e volontario della fruizione dci benefici.
In
senso
conforme,
questa
Corte
ha già ayuto
modo
di affermare
il
pnnop10,
cui
il
Collegio
intende
dare continuità,
secondo
il
quale la
sospensione
del termine
per
l'accertamento
da
parte
dell'U ftìcio, in
dipendenza
della
ordinanza
del i\Iinistro
per
il
coordinamento
della
protezione
civile del
21
dicembre 1990,
n.
205
7,
in occasione
Jel
sisma della Sicilia orientale del
13
dicembre
1990,
"11011
ha
!'arattere
mttomatim.
IJJajùml!atÙ
1
0.
richiedendo
1111
'appoJita
domanda,
Jicché
1~4mminùtra:-;_jone.
o l'e
11011
jòri!Ù!'a
la
pro
t'a
d1e
il
contribuente
Ji
Jia
azwaùo
della
facoltà
di
fmire
di
tale
lmz~jùio.
reJta
Jo,_g_~etta
ai
termi11i
ordi11ad'
(Cass., sez.
5,
31/01/2017,
n. 2434, Rv.
642883-01,
relativa ad
una
fattispecie identica a
quella di cui alla
presente
causa; conf. Cass., sez.
5,
05/05/2011,
n. 9891, Rv. 617876 -
01).
Nel
caso in
esame
non
è
controverso
che
l'Agenzia delle
Entrate,
cui spettava
il
relativo
onere,
non
abbia fornito
la
prova
che
il
contribuente
si
fosse avvalso Jella facoltà di
richiedere
la
sospensione
dci termini
per
i versamenti di natura tributaria dovuti
per
gli
anni
1991
c 1992, facoltà
al
cui esercizio è inscindibilmentc
connesso
il
collaterale effetto
delle
sospensione
dei termini
per
l'accertamento c
la
tiscossione delle
imposte
da parte
dell'Ufficio.
Ne
deriva
che
la statuizione di rigetto del ricorso
pronunciata
dalla
CTR
ha violato sia
l'art. 2697,
comma
2,
c.c.,
che
l'art. 2220 c.c., in
quanto
ha illct,rittimamcntc ritenuto
il
ricorrente gravato dell'onere di
provare
il
mancato
esercizio di quella facoltà cd
il
conseguente
tempestivo
pagamento
dell'importo
dovuto
nel
petiodo
d'imposta
relatin>
agli
anni
1991 e 1992,
nonostante
la
prova
Ji
tale
pagamento
non
fosse
più
esigibile
stante
il
decorso
di oltre dieci anni dalla scadenza.
3. Il
primo
ed
il
terzo
motivo
di ricorso restano assorbiti dall'accoglimento del secondo.
4.
In
conclusione,
il
ricorso merita accoglimento e
la
sentenza
impugnata
deve essere
cassata.
Non
essendo
necessari ulteriori accertamenti di fatto,
la
causa
può
essere decisa
nel merito
con
accoglimento del ricorso introduttin> del
contribuente
c conseguente
annullamento
della cartella di
pagamento
impugnata.
6
n.
R.G
. 17904/2011
P.U.
5/7/2018
Pres
. M. Cristiano
Rei
.
P.
D'Ovidio
. Le spese proccssuali, liquidate come da dispositivo, seguono
la
soccombenza.
P.Q.M.
La Corte, accoglie
il
secondo motivo di ricorso, assorbiti il primo c
il
terzo;
Cassa
la
sentenza impugnata
c,
decidendo nel merito, annulla
la
cartella 1mpugnata.
Condanna
1'
~
\genzia
delle Entrate
al
pagamento in
t~tvorc
del ticorrcntc delle spese
processuali, che liquida in f. 2.200,00 per compensi, oltre spese forfettarie nella misura
del 15% cd accessori di legge.
Così deciso in Roma dalla sezione civile della Corte di cassazione
il
5 luglio 2018.
7

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