Sentenza Nº 21731 della Corte Suprema di Cassazione, 17-05-2019

Data di Resoluzione:17 Maggio 2019
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
ALABI KUMBAYO GRATIEN nato il 18/12/1969
avverso la sentenza del 14/12/2017 della CORTE ASSISE APPELLO di FIRENZE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere RAFFAELLO MAGI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore ELISABETTA CESQUI
che ha concluso chiedendo
Il Procuratore Generale conclude per il rigetto del ricorso
udito il difensore
E' presente l'avvocato RINALDI CHIARA del foro di BOLOGNA in difesa di:
TOGNACCI MARIA
si associa alle conclusioni del Procuratore Generale e deposita conclusioni e nota spese
E' presente l'avvocato GENTILE NICODEMO del foro di PERUGIA in difesa di:
ASSOCIAZIONE PENELOPE ITALIA
conclude chiedendo la conferma della sentenza e deposita conclusioni e nota spese
(parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Sato)
4
Penale Sent. Sez. 1 Num. 21731 Anno 2019
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: MAGI RAFFAELLO
Data Udienza: 20/02/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
E' presente l'avvocato PETRONCINI ANTONIO del foro di BOLOGNA in difesa di:
TOGNACCI ELISA
conclude chiedendo la conferma della sentenza e deposita conclusioni e nota spese
E' presente l'avvocato MOLINO FRANCESCO del foro di AREZZO in difesa di:
ALESSANDRINI MIRCO
ALESSANDRINI LORENZO
conclude chiedendo la conferma della sentenza e deposita conclusioni e nota spese
(Alessandrini Mirco ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato)
E' presente l'avvocato LEONARDI GIAMPAOLO del foro di FORLI' in difesa di:
PISCAGLIA SILVANO
PISCAGLIA GIUSEPPE
PISCAGLIA BRUNO
PISCAGLIA DONATELLA
PISCAGLIA LOREDANA
PISCAGLIA MARINA
conclude chiedendo la conferma della sentenza e deposita conclusioni e nota spese
E' presente l'avvocato ANGELETTI RIZIERO del foro di RIETI in difesa di:
ALABI KUMBAYO GRATIEN
insiste nei motivi del ricorso e ne chiede l'accoglimento
E' presente l'avvocato ZACHEO FRANCESCO del foro di LECCE in difesa di:
ALABI KUMBAYO GRATIEN
si riporta ai motivi del ricorso e ne chiede l'accoglimento
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza emessa in primo grado il 24 ottobre 2016 la Corte di Assise di Arezzo ha
affermato la penale responsabilità di Alabi Kumbayo Gratien in relazione alla
contestazione di omicidio e soppressione di cadavere in danno di Guerrina Piscaglia, fatto
avvenuto in luogo sconosciuto, in data compresa tra il primo maggio ed il ventiquattro
luglio dell'anno 2014.
L'imputato veniva condannato alla pena di anni ventisette di reclusione, esclusa
l'aggravante dei futili motivi, così determinata: anni ventisei di reclusione per il più grave
reato di omicidio volontario di cui al capo A) dell'imputazione, aumentata in
considerazione del riconosciuto vincolo di continuazione con il reato di soppressione di
cadavere di cui al capo B) sino alla pena finale di anni ventisette di reclusione.
1.1 Secondo l'imputazione (capo A) Alabi Kunnbayo Gratien, detto Padre Graziano, con
modalità non potute accertare anche in considerazione della soppressione del cadavere,
cagionava volontariamente la morte di Guerrina Piscaglia, con l'aggravante dei futili
motivi rappresentati dal fatto che la vittima, rappresentandogli di esserne innamorata e
di aspettare un figlio da lui, che era parroco del paese, gli avrebbe rivolto la inconsistente
minaccia di farlo arrestare per tale motivo dai suoi amici Carabinieri.
Ciò avveniva nel Comune di Badia Tedalda, località Cà
Raffaello
(una frazione con circa
duecento abitanti) dopo la scomparsa della donna avvenuta nel pomeriggio del primo
maggio 2014.
Al capo B) è contestato il delitto di soppressione di cadavere poiché, dopo aver ucciso la
signora Piscaglia ed averne occultato temporaneamente il corpo, ponendo in essere una
serie di depistaggi finalizzati ad avere più tempo per completare quanto iniziato e
consistenti nell'utilizzare il cellulare della signora al fine di farne credere l'esistenza in vita
ed accreditare la tesi del suo allontanamento volontario, ne sopprimeva il cadavere al
fine di renderne impossibile il rinvenimento.
1.2 La sentenza di primo grado afferma che il contesto probatorio acquisito depone per la
colpevolezza di Padre Graziano in ordine ad entrambi i capi di imputazione.
Si compie riferimento allo stretto rapporto intercorrente tra la Piscaglia, donna descritta
dai testi come molto introversa e taciturna (senza occupazione stabile), ed il figlio
Lorenzo, classe 1992 e portatore di handicap invalidante, per come tale rapporto è stato
descritto, tra gli altri, dal suocero della donna scomparsa, Alessandrini Benito.
Costui ha descritto in termini quasi morbosi il rapporto intercorrente tra madre e figlio,
tale per cui questa non era solita allontanarsi facilmente dkcasa senza il figlio o senza il
marito Mirko Alessandrini, anche in considerazione del fatto che, non avendo la donna la
patente, si spostava sempre insieme a loro, con la vettura del marito.
3
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA